Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino: i dettagli costruttivi, dal calcestruzzo all'acciaio | Ingegneri.info

Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino: i dettagli costruttivi, dal calcestruzzo all’acciaio

wpid-22113_P.jpg
image_pdf

A fine dicembre è prevista l’inaugurazione del grattacielo Intesa San Paolo a Torino firmato Renzo Piano, secondo per altezza in Italia.  Quali sono i dettagli costruttivi dell’edificio realizzato con struttura mista in cls/acciao?

La presenza di un terreno di fondazione dalle buone proprietà meccaniche ha permesso di realizzare fondazioni dirette, mediante una platea in calcestruzzo alta 4,30 m. Tale vantaggio assicura una riduzione dei costi rispetto a sistemi che adottano palificazioni indirette, quale, ad esempio, l’erigendo Kingdom Tower in Arabia Saudita.

La tipologia costruttiva mista prevede la realizzazione di strutture in elevazione leggere in acciaio, mentre il core in calcestruzzo (cls) consente di assorbire le azioni orizzontali dovute a vento e sisma. Appare singolare la scelta di decentrare in pianta il core, poiché la sua posizione genera effetti torsionali importanti per via delle azioni orizzontali, da contrastare con strutture di controvento sulla facciata più distante dal nucleo. Al fine di ridurre l’eccentricità del baricentro delle rigidezze rispetto a quello delle masse, risulterebbe meno gravosa la scelta di uno schema simmetrico con core centrale.

Le strutture miste richiedono particolari attenzioni nei confronti di fenomeni legati a effetti di ritiro e fluage del cls, il quale presenta deformazioni viscose differite nel tempo, seguendo leggi che si smorzano con l’età dell’opera. Il ritiro è indipendente dal tasso di sfruttamento del materiale e dal livello tensionale a cui è sottoposto, mentre il fluage, legato a tali valori, rappresenta una deformazione proporzionale a quella elastica.

Ciò comporta lo studio di dettagli di connessione tra le due tipologie di struttura, in grado di assorbire le sollecitazioni derivanti dalle deformazioni differenziali impresse oppure l’adozione di schemi statici di piano il più possibile isostatici. Il cls utilizzato ordinariamente per il getto del core torinese è di classe C45/55, mentre nelle zone più sollecitate (quali la base del nucleo e le zone d’appoggio delle strutture sospese) è C70/85. Ciò è pensato al fine di contenere le dimensioni delle sezioni, gravate dal peso generale dell’edificio e dai momenti flettenti alla base del nucleo, conseguenti al suo comportamento “a mensola” nei confronti di azioni orizzontali e di carichi eccentrici.

L’acciaio impiegato è di tipo S355 e, in alcune aree particolarmente sollecitate, di tipo S460; ove la gestione delle giunzioni tra rilevanti membrature metalliche risultava complessa, si è ricorso all’impiego di pezzi speciali fucinati. Il sistema di piano, in acciaio, rende più veloce ed agevole il montaggio, avvalendosi di travi metalliche da connettere a piastre o a predisposizioni già annegate nel getto in precedenza per il collegamento al nucleo. Tali travi principali, 4, sostengono il solaio tipologico, realizzato con tegoli prefabbricati e da getto superiore di solidarizzazione in opera, che lo rendono comodo da predisporre per via del ridotto puntellamento e l’esclusione di casseri. Le megacolonne esterne, poiché non protette, subiscono deformazioni lineari elastiche abbastanza rilevanti (30 mm in sommità), con effetti non trascurabili. Sebbene l’adozione di un sistema strutturale interamente protetto avrebbe circoscritto il problema, sicuramente l’aspetto estetico avrebbe perso parte delle peculiarità.

Di seguito, una galleria di immagini che documentano lo stato di costruzione del grattacielo.

{GALLERY}

L’autore


Fabrizio Aimar

Architetto libero professionista, si laurea a pieni voti in Architettura presso la Facoltà di architettura del Politecnico di Torino. Collabora in un noto studio di ingegneria civile ed infrastrutturale di Torino e, dal 2009, come articolista per la rivista “Il Giornale dell’Architettura”. Dal 2010 è membro della commissione cultura dell’Ordine degli architetti P.P.C. della Provincia di Asti, per la quale ha co-organizzato il Festival dell’architettura Astifest nel 2013.

L’autore


Gianni Croce

Ingegnere civile, si laurea a pieni voti in presso il Politecnico di Torino. Lavora per un noto studio di ingegneria civile ed infrastrutturale di Torino, con il quale ha seguito parte della progettazione costruttiva del Grattacielo San Paolo. Si occupa prevalentemente della progettazione di infrastrutture e grandi opere.

Riferimenti Editoriali


Opere di sostegno

Il volume tratta le opere di sostegno avendo come riferimento le NTC e gli Eurocodici

Aggiornatissimo dal punto di vista normativo e tecnologico, il volume è scritto da un tecnico per i tecnici e affronta tutte le tematiche necessarie a risolvere i problemi in modo pratico e sollecito.

Autore:   •   Editore: Wolters Kluwer Italia   •   Anno:

Copyright © - Riproduzione riservata
Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino: i dettagli costruttivi, dal calcestruzzo all’acciaio Ingegneri.info