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Il grafene al servizio del ‘cemento mangiasmog’

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L’Italia sarà capofila di un importante progetto di ricerca dedicato al grafene: Italcementi è stata infatti selezionata per entrare a far parte del Consorzio Graphene – Graphene Flagship Project, l’ambizioso programma europeo il cui è obiettivo è lo sviluppo delle potenzialità del grafene e di altri materiali bidimensionali di recente scoperta, nell’ottica di una rigenerazione in molti ambiti industriali. Un progetto di ricerca in cui l’Italia adesso occupa un ruolo come mai prima – 23 partner coinvolti, la stessa cifra della Germania – e che risulta importante anche sul piano numerico, visto che si parla di dieci anni di ricerca per un finanziamento complessivo di un miliardo di euro.

In particolare, Italcementi sarà capofila e coordinatore del progetto Cemphene, il cui obiettivo è sviluppare ulteriormente i cementi fotocatalitici mangiasmog di cui detiene il brevetto, commercialmente noti con il brand “i.active”. Con il grafene si punta ad aumentare l’efficacia del principio fotocatalitico e a estenderne la sensibilità in condizioni di scarsa illuminazione. Un ulteriore riconoscimento per questa tecnologia, che arriva pochi giorni dopo l’ammissione tra le nomination dell’European Inventor Award, l’Oscar dell’innovazione promosso dall’European Patent Office.

Coordinate presso i.lab, il centro ricerca e innovazione di Italcementi a Bergamo, le attività di ricerca si svolgeranno presso il laboratorio Italcementi di Brindisi e coinvolgeranno il dipartimento di chimica “G.Ciamician’ dell’Università di Bologna; il Technion – Israel Institute of Technology (Trdf), dipartimento di scienza dei materiali e ingegneria dotato di un centro di microscopia elettronica all’avanguardia nel mondo e il laboratorio materiali e interfacce chimiche dell’Eindhoven University of Technology (TUe/e), specializzato nello studio di materiali ibridi e nanocompositi con indagini 2D e 3D.

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