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A Viareggio gli scarti si trasformano in energia

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Un investimento di 4 milioni per produrre energia in modo alternativo ed ecologico: è il progetto Erica, presentato da Sea Risorse e il Comune di Viareggio, un piccolo impianto a biomasse (solo scarti di legno) è una specie di caldaia, alimentata da una turbina. Il “cippato” raccolto – legname di scarto lavorato e ridotto in scaglie – viene bruciato e trasformato con un sistema di generatori e scambiatori.

L’impianto avrà bisogno di 15mila tonnellate di cippato all’anno.  Sea e Comune contano di arrivare alla quota, riattivando le opere di manutenzione della aree agro-forestali (attuando il piano di gestione forestale del Comune), che diventano di competenza di Sea. Almeno 5-6mila tonnellate arriverebbero dalle manutenzioni delle pinete di Viareggio, 4-5mila tonnellate dai boschi e dagli oliveti nei Comuni di Massarosa e Camaiore, altre 4-5mila dalla manutenzione della tenuta di Migliarino-San Rossore.

L’impianto a biomasse ridurrà le emissioni di C02, sostituendo la quota energetica prodotta da fonti fossili, e la quantità di rifiuti riversati in discarica. Ma i vantaggi per imprese (sopratutto agricole e vivaistiche) e residenti sono concreti. Chi si collegherà al tracciato di teleriscaldamento vedrà la bolletta alleggerirsi del 15-20%.

“Abbiamo visto con molta soddisfazione il progetto Erica – fanno sapere da Assindustria – che prevede un accordo per la manutenzione del verde pubblico cittadino e, contemporaneamente, la creazione di un impianto a biomasse. Un impianto che, per la fine del 2012, sarà in grado di creare energia dalla legna vergine derivante dalla manutenzione del patrimonio agricolo e forestale locale producendo calore per teleriscaldamento ed elettricità destinato a imprese e utenti pubblici e privati, abitanti nella zona. Tale progetto nasce, infatti, da una fattiva collaborazione tra tutte le parti interessate, che porterà benefici, attraverso la realizzazione di una rete di teleriscaldamento fatta di tubazioni interrate e isolate, anche alle case dei privati e alle aziende florovivaistiche della zona di Bicchio, nella quale l’impianto verrà posizionato. In un momento dove da più parti sentiamo parlare di “reti d’impresa” e di fare sistema, il progetto Erica ci sembra la migliore soluzione, sia nel merito che nel metodo, per i vantaggi che ne deriveranno a tutta la comunità e ci auguriamo pertanto – concludono gli industriali – che venga preso al più presto come un valido esempio anche dalle Aziende e dai Comuni della Piana di Lucca, in cui altre volte si è assistito all’arenarsi di progetti validi per lo sviluppo del territorio”.

A.U.

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