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Acqua sanitaria: una guida alla gestione delle temperature contro la Legionella

La Legionella è uno dei rischi legati alle reti di distribuzione di acqua sanitaria e la temperatura dell’acqua è fra i fattori di proliferazione del batterio. Vediamo come gestirla

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La Legionella rappresenta uno dei principali rischi legati alle reti di distribuzione di acqua sanitaria. E’ quindi necessario limitarne quanto più possibile la formazione ed l’accrescimento.
Uno dei principali fattori di proliferazione del batterio è la temperatura dell’acqua. La Legionella prolifera e si accresce in presenza di temperature dell’acqua comprese tra 20 °C e 50 °C (come indicato dalle recenti Linee Guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi); nello specifico il batterio della Legionella sopravvive (ma in fase dormiente e quindi inattivo) al di sotto dei 20 °C, mentre muore tanto più rapidamente quanto più la temperatura è superiore ai 50 °C (a 55 °C il batterio muore entro 5-6 ore, a 65 °C invece muore entro 2 minuti). Questo è il motivo per cui uno dei metodi di disinfezione degli impianti maggiormente impiegato è quello della disinfezione termica, ovvero la circolazione forzata di acqua calda ad almeno 70 °C in tutta la rete.

Il problema Legionella interessa non solo le linee di distribuzione di acqua calda, ma coinvolge anche le linee di acqua fredda. Proprio per questo motivo è indispensabile progettare e gestire l’impianto di acqua sanitaria prestando attenzione ad entrambe le casistiche, in maniera da evitare il funzionamento all’interno dell’intervallo a rischio 20-50 °C.

Per quanto riguarda l’acqua calda è fondamentale progettare l’impianto con temperature di produzione pari o superiori a 60 °C, come indicato dalla norma UNI 9182:2014, ricordandosi di mantenere il livello di temperatura sempre in tutta la rete al di sopra di 55 °C; naturalmente, al fine di limitare il rischio di scottature per gli utenti finali, è sempre raccomandabile prevedere dei dispositivi di miscelazione acqua in corrispondenza dei punti di erogazione.

Altrettanto importante risulta il mantenimento della giusta temperatura di acqua calda; oltre ad un idoneo isolamento termico, si deve valutare la necessità di una linea di ricircolo sulla base delle indicazioni fornite dalla UNI 9182:2014. Il ricircolo infatti è doppiamente importante per preservare la qualità dell’acqua distribuita, in quanto garantisce anche una continua circolazione dell’acqua, limitando quindi l’accrescimento del biofilm interno alle tubazioni.

Il sistema di ricircolo proposta da Viega

Viega propone, in materia di ricircolo, il sistema di ricircolo integrato Smarloop Inliner, che concilia le esigenze igieniche degli impianti sanitari con aspetti fondamentali quali il risparmio (sia economico che di spazio) e l’efficienza energetica.

Anche l’acqua fredda può divenire un fattore di rischio per la proliferazione della Legionella; infatti, nonostante sia abitualmente fornita dalla rete a temperature ben al di sotto del limite inferiore di rischio (20 °C), può subire alterazioni a causa di un eccessivo surriscaldamento.

Il problema Legionella interessa le linee di distribuzione di acqua calda e le linee di acqua fredda. E’ indispensabile progettare e gestire l’impianto di acqua sanitaria in maniera da evitare il funzionamento nell’intervallo a rischio 20-50°C.

Un idoneo isolamento termico della rete di distribuzione, quindi, risulta essere il principale strumento di prevenzione batteriologica per le linee di acqua fredda, anche se non è da sottovalutare anche il metodo di posa delle tubazioni: al fine di evitare influenze derivanti da fonti di calore esterne, è consigliabile progettare le linee di acqua fredda distanziandole il più possibile dalle tubazioni del riscaldamento, dell’acqua calda o del ricircolo, oppure da elementi scaldanti quali radiatori o impianti radianti.

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