Sicurezza antincendio in attività commerciali: pubblicata la nuova RTV.8 | Ingegneri.info

Sicurezza antincendio in attività commerciali: pubblicata la nuova RTV.8

La nuova RTV 8 per attività commerciali in vigore e costituisce un'integrazione del Codice di Prevenzione Incendi. Ecco un focus firmato dall'esperto antincendio l'ing. Filippo Cosi

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La nuova RTV 8 per attività commerciali è ormai entrata in vigore e costituisce un’integrazione del Codice di Prevenzione Incendi. A questo proposito, l’ing. Filippo Cosi, professionista antincendio e autore di eBook, editi da Wolters Kluwer Italia, dedicati alle altre RTV pubblicate a  partire dal 2016, interviene con questo articolo di analisi della nuova norma. L’autore riprende il tema dall’articolo precedente, sempre a sua firma, in cui si argomentava la bozza circolante all’epoca, ormai diventata norma cogente in quanto recentemente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.  Nel precedente articolo l’autore puntava già l’attenzione in particolare su: il sistema di esodo, la mall come luogo sicuro temporaneo, il controllo degli incendi, il controllo di fumi e calore, la progettazione con la Fire Safety Engineering. Qui di seguito troviamo un’ulteriore analisi di aspetti rilevanti della nuova RTV per attività commerciali, che sarà seguita da una disamina approfondita dell’argomento nel futuro eBook sulla RTV delle attività commerciali, a completamento della collana a firma dell’ ing. Filippo Cosi.

Premessa

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 281 del 3 dicembre 2018 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’Interno 23 novembre 2018, recante “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le attività commerciali, ove sia prevista la vendita e l’esposizione di beni, con superficie lorda superiore a 400 mq, comprensiva di servizi, depositi e spazi comuni coperti, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 – modifiche al decreto 3 agosto 2015.
Il decreto entra in vigore il 2 gennaio 2019 e integra il Codice di prevenzione incendi, andando a costituire la RTV numero 8 (regola tecnica verticale V.8) dopo le prime 3 già inserite nella scrittura originaria del Codice e le altre pubblicate successivamente:
V.1 – Aree a rischio specifico;
V.2 – Aree a rischio per atmosfere esplosive;
V.3 – Vani degli ascensori;
V.4 – Uffici;
V.5 – Attività ricettive turistico-alberghiere;
V.6 – Autorimesse;
V.7_Attività scolastiche;
V.8 – Attività commerciali.
Nonostante le attività commerciali fossero dotate di normativa relativamente recente, ovvero il D.M. 27 luglio 2010, si è deciso di inserirle nel nuovo approccio del Codice di prevenzione incendi.
Il campo di applicazione della V.8 è esattamente pari alla definizione dell’attività 69 nel D.P.R. n. 151 del 1° agosto 2011:
Locali adibiti ad esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio, fiere e quartieri fieristici, con superficie lorda superiore a 400 m2 comprensiva dei servizi e depositi. Sono escluse le manifestazioni temporanee, di qualsiasi genere, che si effettuano in locali o luoghi aperti al pubblico.
Le nuove norme si possono applicare alle attività n. 69, sia esistenti che di nuova realizzazione, in alternativa a quelle di cui al D.M. 27 luglio 2010, finché non verrà superato il “doppio binario”.

Compartimentazione e comunicazioni

Per quanto riguarda le suddivisioni in compartimenti delle aree TA, le misure obbligatorie dipendono dalla quota dei piani, dal carico di incendio, dalla superficie lorda utile, dal numero di piani interrati.
Le misure per la separazione tra le varie tipologie di aree all’interno dell’attività commerciale dipendono dalla tipologia stessa delle aree, dalla quota dei piani, dalla superficie lorda utile.
E’ ammesso il compartimento multipiano fino a quota 15 m anziché 12 m, nel caso in cui l’attività sia dotata di controllo dell’incendio di livello di prestazione IV, al fine di facilitare la realizzazione di centri commerciali con sviluppo verticale privo di separazioni REI, almeno fino a 15 m (oltre questo valore si andrà in deroga oppure con soluzione alternativa).
Le prestazioni delle separazioni verso le altre attività dipendono dal tipo di sistema di esodo (in comune o meno), dalla tipologia delle altre attività (civili o meno). Sono inoltre introdotti “sconti” per la comunicazione con le aree con δocc = E (occupanti in transito, tipicamente stazioni ferroviarie, aeroporti, stazioni metropolitane, fra l’altro tutte attività non rientranti nel campo di applicazione del Codice e ricadenti nel numero 78 del D.P.R. n. 151/2011).

Gestione della sicurezza antincendio

Si segnala che rispetto alla bozza precedentemente circolata, oggetto del precedente articolo del 11 maggio scorso, sono state apportate alcune modifiche alle casistiche che richiedono il centro di gestione delle emergenze in apposito locale.

Controllo dell’incendio

Rispetto alla bozza precedente non sono state apportate modifiche alle casistiche ed ai corrispondenti livelli di prestazione.
Invece sono state introdotte alcune modifiche alle prestazioni delle reti idranti ordinarie e dell’impianto sprinkler.

Rivelazione ed allarme

Rispetto alla bozza precedente è stata aggiunta solo una precisazione.

Controllo di fumi e calore

Si conferma la volontà del normatore di attribuire la giusta importanza a questa strategia antincendio (i fumi causano il maggior numero di vittime in caso di incendio) superando finalmente la confusione implicita nelle norme precedenti, ovvero l’art. 4.9 del D.M. 27 luglio 2010, che equiparava la superficie di smaltimento al sistema di evacuazione fumi e calore di tipo naturale, sottintendendo in ciò che i due sistemi fossero prestazionalmente equivalenti: niente di più sbagliato! Fortunatamente il Codice ha esplicitato la differenza tra il semplice smaltimento, senza alcuna garanzia di prestazione e quindi di sicurezza, rispetto all’evacuazione di fumi e calore, che prevede esclusivamente sistemi progettati e gestiti per garantire gli obiettivi di sicurezza.
La RTV.8 è coerente con l’impostazione del Codice ed amplia notevolmente le casistiche in cui è obbligatorio garantire il livello III di prestazione per la strategia S.8. Risulta evidente che solo le piccole attività commerciali, con superficie (lorda) inferiore a 1.500 mq, oppure quelle con ridotto carico di incendio e ridotta combustibilità dei materiali, possano essere esentate da questo sistema.
L’applicazione del livello III obbliga ad effettuare un vero e proprio progetto del SEFC, naturale o forzato che sia, ai sensi delle normative applicabili. Stante il limitato campo di applicazione (finora) delle UNI 9494, ci si dovrà riferire a norme internazionali o straniere.
In questi casi l’approccio F.S.E., con le sue modellazioni CFD (computational fluid dyinamics) di incendio e fumi, costituisce lo strumento principale a cui far ricorso per dimostrare l’efficacia del SEFC e/o per valutare soluzioni alternative che non rientrano nelle norme applicabili.

Ascensore antincendio

E’ obbligatorio quando la quota dell’attività supera i 12 m oppure è più profonda di -5 m.

Progettazione con la Fire Safety Engineering

Si ricorda ancora che nel caso in cui il rispetto delle prescrizioni normative (decreti tradizionali oppure soluzioni conformi di RTO + RTV) non sia pienamente attuabile o non convenga per qualsiasi motivo, eventuali soluzioni alternative e/o in deroga possono essere valutate con un approccio ingegneristico, facendo ricorso alla Fire Safety Engineering. Inoltre, l’approccio F.S.E. può essere utilizzato per dimostrare quantitativamente l’efficacia delle misure adottate, anche nel caso in cui queste siano già conformi alle prescrizioni normative.
La Fire Safety Engineering usa metodi ingegneristici, incluse simulazioni fluidodinamiche con software CFD, mediante la simulazione realistica dello sviluppo di un incendio. Tale modellazione viene svolta in molteplici scenari di incendio, al fine di valutare ed ottimizzare le caratteristiche del fabbricato che rivestono particolare importanza per la sicurezza delle persone (propagazione di fumo e specie tossiche, incremento delle temperature…) oltre che per la stabilità e sicurezza stessa dell’edificio (in particolare l’impatto delle alte temperature sugli elementi strutturali in genere).
Restando nell’ambito delle verifiche ingegneristiche dell’efficacia del SEFC (naturale e/o forzato) a protezione della mall di un centro commerciale multipiano, anche nel caso in cui il progetto non rientri nel campo di applicazione della norme UNI 9494 o altra norma tecnica analoga, andrà valutata caso per caso la migliore configurazione del SEFC, in termini di prestazioni raggiunte, di sicurezza dell’esodo (verifica ASET > RSET), nonché di impatto sull’architettura. La scelta della migliore configurazione del SEFC può infatti essere supportata da un serie di simulazioni CFD di incendio.

Figura 1. Esempio di modellazione CFD di incendio e fumi in un centro commerciale multipiano con mall

Figura 1. Esempio di modellazione CFD di incendio e fumi in un centro commerciale multipiano con mall

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