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Banda ultralarga negli edifici: le linee guida per la predisposizione

Ecco il documento “La predisposizione alla ricezione a banda ultralarga degli edifici nuovi e ristrutturati”

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Durante Smart Building Expo a Milano, è stato presentato il documento “La predisposizione alla ricezione a banda ultralarga degli edifici nuovi e ristrutturati ai sensi della Legge n. 164/2014 art. 6 ter – Linee guida per i professionisti, le imprese di costruzione e i tecnici della Pubblica Amministrazione”. Realizzato da Confindustria Digitale, ANCE e Anitec-Assinform e patrocinato dall’ANCI, il documento ha lo scopo di divulgare i contenuti dei provvedimenti di legge in materia di predisposizione degli edifici alla ricezione a banda ultralarga – in particolare le previsioni inserite nel c.d. Sblocca Italia – e di sensibilizzare l’intera filiera dell’edilizia e del digitale (progettisti, imprese di costruzioni, operatori TLC e tecnici della pubblica amministrazione) rispetto agli obblighi e alle opportunità ad essi correlati, fornendo al contempo un semplice strumento di consultazione e verifica.

Dal 1° luglio 2015, infatti, tutti gli edifici di nuova costruzione o quelli oggetto di interventi di ristrutturazione significativi devono essere equipaggiati con una infrastruttura fisica multi servizio passiva interna: in altre parole, devono essere dotati di adeguati spazi installativi e di reti in fibra ottica fino alle abitazioni. Si tratta di una previsione che si inserisce all’interno delle azioni del Piano nazionale per la Banda ultralarga, che ha l’obiettivo di garantire a tutti i cittadini, entro il 2020, connessioni ad almeno 30mb e all’85% di essi connessioni ad almeno 100mb. Per i Comuni, e in particolare per gli uffici tecnici, il documento rappresenta un utile strumento per dare seguito all’obbligo, in vigore dal 1° luglio 2015, di controllare l’esistenza, tra gli allegati alla domanda del progetto edilizio, dell’impianto multiservizio e della sua rispondenza ai requisiti di legge.

Nello stesso evento è stata poi presentata dal Ministero dello Sviluppo Economico l’etichetta volontaria, prevista dall’art. 135 bis del Testo Unico dell’edilizia, che consentirà di riconoscere gli edifici “broadband ready”. L’etichetta rappresenta uno strumento in più per cittadini e imprese per conoscere la cablatura dei propri immobili.

Scarica qui le linee guida.

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