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Bonus macchinari 2015: i chiarimenti di Assonime

Uno dei temi che determina i maggiori problemi per gli operatori riguarda l'individuazione dei beni che possono essere oggetto di bonus fiscale.

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L’individuazione dei beni oggetto di bonus fiscale è uno dei maggiori problemi per gli operatori di settore. Il Decreto Competitività (D.L. n. 91/2014) afferma che il credito di imposta descritto nella divisione 28 della tabella ATECO 2007 (scarica quisi applica solo agli acquisti di impianti e macchinari  nuovi.

Assonime, nella Circolare n. 9 del 2 aprile 2015, analizza, anche alla luce delle indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate, gli aspetti di maggior rilievo del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi, chiarendo alcuni problemi rimasti ancora aperti.

L’art. 18 del Decreto dispone che, per poter usufruire del bonus, l’acquisto deve riguardare un macchinario nuovo e soprattutto non deve avere un valore unitario inferiore a 10.000 euro. Assonime interviene per chiarire alcune questioni rimaste aperte, legate agli acquisti al di sotto della soglia di 10.000 euro o agli acquisti effettuati in momenti diversi ed infine agli acquisti dei pezzi di ricambio.

Stante il fatto che  i singoli componenti del macchinario potrebbero avere, se considerati individualmente, un valore inferiore alla predetta soglia, può verificarsi che questi non siano utilizzabili autonomamente l’uno dall’altro.

In questa ipotesi, il rispetto del limite, quindi la possibilità di usufruire del bonus fiscale, è confermato considerando il bene nella sua globalità (bene complesso), in quanto è la sommatoria dei singoli componenti a determinare il raggiungimento, laddove ci sia, della soglia  minima prevista dalla legge, anche se l’acquisto avviene in tempi diversi ma entro il 30 giugno 2015.

In quest’ottica, rientrano anche i pezzi di ricambio.

Secondo Assonime, infatti, anche per l’acquisto dei pezzi di ricambio è possibile godere dell’agevolazione fiscale, a condizione che quest’ultimi abbiano natura di dotazioni di beni complessi agevolabili.

Sempre Assonime esprime perplessità sulla possibilità di agevolare gli apparati acquistati e conservati dalle imprese al fine di effettuare eventuali interventi di manutenzione e sostituzione di pezzi non più funzionanti.

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