Conto termico 2.0: come funziona e come fare domanda al GSE | Ingegneri.info

Conto termico 2.0: come funziona e come fare domanda al GSE

Vediamo chi può accedere agli incentivi, come sono cambiati i tempi di pagamento e quali sono gli interventi finanziati

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Il Conto Termico 2.0, regolato dal D.M. 16 febbraio 2016 e in vigore dal 31 maggio 2016, ha sostituito il precedente Conto Termico introdotto con il D.M. del 28 dicembre 2012. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha, infatti, deciso di aggiornare e semplificare il pacchetto di incentivi previsti per gli interventi che riguardano l’incremento dell’efficienza energetica degli edifici esistenti e la produzione di energia termica derivante da fonti rinnovabili. Sull’introduzione del Conto Termico 2.0, l’Ance – Associazione Nazionale dei Costruttori Edili ha fatto il punto in una nota i cui passaggi fondamentali sono qui di seguito sintetizzati.

Conto Termico 2.0: ecco quali sono gli interventi agevolabili

Rispetto alla disciplina precedente, resta immutata la seguente suddivisione degli incentivi ma il nuovo Conto Termico 2.0 introduce nuove tipologie di intervento agevolabili. Per gli interventi di incremento dell’efficienza energetica sugli edifici esistenti sono ammesse solo le pubbliche amministrazioni e le agevolazioni sono costituite da un contributo economico definito come una percentuale del costo dell’intervento. Le operazioni agevolabili sono le seguenti:

  • efficientamento dell’involucro edilizio (isolamento termico di pareti e coperture e sostituzione di serramenti);
  • installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale utilizzanti generatori di calore a condensazione;
  • sostituzione di sistemi per l’illuminazione d’interni e delle pertinenze esterne con sistemi efficienti di illuminazione (novità);
    trasformazione degli edifici esistenti in “edifici a energia quasi zero“, con possibile ampliamento della volumetria fino al 25% (novità);
  • installazione di tecnologie di building automation degli impianti termici ed elettrici, tra cui l’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore (novità).

Per gli interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili sono ammessi sia i soggetti pubblici che quelli privati. In tal caso, l’incentivo è proporzionale alla produzione stimata di energia. Le operazioni agevolabili sono le seguenti:

  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale, anche combinati per la produzione di acqua calda sanitaria, dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti o di riscaldamento delle serre e dei fabbricati rurali con impianti dotati di generatore di calore alimentato da biomassa;
  • installazione di impianti solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling;
  • sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi ibridi a pompa di calore (novità).

Le risorse complessivamente messe a disposizione per il meccanismo incentivante sono pari a una spesa cumulata annua di 900 milioni di euro, di cui 700 riservati ai soggetti privati e 200 ai soggetti pubblici. In alcuni casi, i requisiti dimensionali massimi per accedere agli incentivi sono stati aumentati rispetto al precedente decreto, come il tetto di potenza degli impianti di climatizzazione invernale (non più fissato a 1.000 kW bensì a 2.000 kW) o la superficie solare lorda massima dei collettori solari termici (innalzata da 1.000 a 2.500 mq).

Conto Termico 2.0: gli incentivi sono aumentati

Come per la disciplina precedente, anche per Conto Termico 2.0 l’incentivo è corrisposto in rate annuali costanti, per la durata definita per ogni tipologia di intervento (2 o 5 anni). E’ stata però innalzata, dai precedenti 600 euro a 5.000 euro, la somma massima dell’incentivo che può essere erogata in un’unica rata, qualora l’ammontare totale dell’incentivo stesso sia non superiore ad essa. Per gli interventi di incremento dell’efficienza energetica, cui accedono solo le Amministrazioni Pubbliche, l’incentivo totale, cumulato per gli anni di godimento, è riconosciuto in percentuale pari al 40% della spesa ammissibile sostenuta, ad eccezione di alcuni tipi di intervento integrato e/o realizzato in zone climatiche E ed F, in cui tale percentuale è stata innalzata al 50% o al 55%, nonché degli interventi di trasformazione degli edifici pubblici in edifici a energia quasi zero, per i quali la percentuale è pari al 65%.

Per gli interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili, cui accedono sia i soggetti pubblici che quelli privati, l’incentivo annuo è proporzionale alla produzione di energia termica stimata in un anno per lo specifico impianto. In diversi casi, il valore massimo dell’incentivo è stato significativamente aumentato, ad esempio da 250.000 euro a 400.000 euro per gli interventi sull’involucro dell’edificio. L’agevolazione non è cumulabile con altri incentivi statali, fatti salvi i fondi di garanzia, i fondi di rotazione e i contributi in conto interesse. Una novità consiste però nel fatto che, limitatamente agli edifici di proprietà della Amministrazione pubblica e da essa utilizzati, gli incentivi sono cumulabili con incentivi in conto capitale nei limiti di un finanziamento complessivo massimo pari al 100% delle spese ammissibili.

Conto termico 2.0: come fare domanda al GSE

Ricordiamo che i fondi destinati a finanziare il Conto Termico 2.0 sono statu affidati a GSE spa che è il responsabile della gestione del meccanismo e dell’erogazione degli incentivi. Per accedere alle agevolazioni, i soggetti beneficiari devono presentare domanda online sul sito ufficiale del GSE, entro 60 giorni dalla data di conclusione dell’intervento ovvero 60 giorni dalla data in cui è resa disponibile sul sito del GSE la scheda-domanda di accesso all’incentivo. Tutti i soggetti – sia privati che pubblici – possono comunque accedere agli incentivi anche avvalendosi dell’intervento di una ESCo – Energy Service Company, stipulando con essa un contratto di prestazione energetica o un contratto di servizio energia. Inoltre, le Amministrazioni pubbliche hanno la facoltà di presentare domanda attraverso una scheda-domanda a preventivo per la prenotazione dell’incentivo: in tal caso, un primo acconto sarà erogato all’avvio dei lavori e il saldo a seguito della sottoscrizione della scheda-contratto.

Si sottolinea che la procedura per accedere all’incentivo è stata razionalizzata e in parte semplificata. Tra le principali novità, i tempi di pagamento della prima rata del Conto Termico 2.0 sono stati ridotti da 180 giorni a 90 giorni a partire dall’attivazione del contratto. Inoltre, sono stati eliminati i “Registri” che nella precedente versione dell’incentivo erano previsti per gli interventi sugli impianti oltre una determinata soglia di potenza. E’ poi prevista la pubblicazione da parte del GSE, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, di un “Catalogo degli apparecchi domestici”, per i quali la procedura di accesso al beneficio sarà ancora più snella.

Qui sotto trovate in allegato le regole applicative del D.M. 16 febbraio 2016 contenenti le modalità e le tempistiche di corresponsione del Conto Termico 2.0

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