Ecobonus 65%, 'dimenticate' le pompe di calore | Ingegneri.info

Ecobonus 65%, ‘dimenticate’ le pompe di calore

wpid-16946_brunobello.jpg
image_pdf

Il decreto legge del 31 maggio che, tra le altre cose, ha innalzato il bonus per le spese di riqualificazione energetica dal 55% al 65%, ha ancora dei punti ‘da rivedere’: questa l’opinione di Bruno Bellò, il Presidente di Co.Aer, l’associazione federata Anima/Confindustria che rappresenta i produttori di sistemi aeraulici.

Tra questi sistemi spiccano le pompe di calore, tecnologia ad alta efficienza che utilizza anche fonti rinnovabili pluri-incentivata all’estero che però ad oggi risulta “esclusa dal neonato 65% e con un Conto Energia Termico di dubbia efficacia, sicuramente meno rimunerativo e per il quale le nuove tariffe elettriche non saranno pronte prima di due anni”, spiega il Presidente.

“Si tratta sicuramente di una svista: le pompe di calore in Germania sono incentivate da tempo e raggiungono livelli di efficienza inimmaginabili solo fino a pochi anni fa. Oggi rischiamo di essere esclusi dal mercato per motivi che non comprendiamo: rappresentiamo solo il 2,5% del totale incentivi erogati nel 2011, facciamo efficienza energetica e usiamo fonti rinnovabili perciò abbiamo le caratteristiche per accedere sia al 65% sia al Conto Energia Termico e come risultato diventiamo una tecnologia efficiente, che per decreto si ritrova ad essere non più competitiva rispetto alle altre tecnologie”. Una anomalia di mercato che rischia di creare confusione tra gli utenti e perdita di posti di lavoro negli stabilimenti italiani.

Concludendo, Co.Aer ha chiesto ai Ministri Zanonato e Orlando il reinserimento nello schema del 65% lasciando all’utente la facoltà di scegliere quale incentivo utilizzare, il 65% o il conto energia termico, come ora è possibile per i pannelli solari termici.

Copyright © - Riproduzione riservata
Ecobonus 65%, ‘dimenticate’ le pompe di calore Ingegneri.info