Edifici industriali in classe A: l'esempio di Casa Hoval | Ingegneri.info

Edifici industriali in classe A: l’esempio di Casa Hoval

Modello esemplare di azienda energeticamente efficiente, la nuova sede Hoval, progettata dallo Studio Solarraum di Bolzano, è semplice e minimalista nella struttura in acciaio e legno, esempio di progettazione integrata

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Riqualificare e ampliare la sede preesistente, acquistarne una nuova o acquistare un terreno per costruire la nuova sede? Da queste domande è partito, nel 2011, il progetto Casa Hoval, pervenendo, dopo svariate ricerche e valutazioni su costi e benefici, alla terza soluzione.

La scelta è dunque ricaduta sull’acquisto di un terreno con la possibilità di costruire ex novo una sede che, oltre a trasmettere la percezione dei valori di Hoval, potesse offrire un modello esemplare di come costruire un’azienda energeticamente efficiente. Difficoltà burocratiche hanno poi fatto decantare temporaneamente il progetto. L’idea è stata ripresa nel 2013 con la scelta di un nuovo terreno a Zanica, alle porte di Bergamo, che rispondeva perfettamente ai requisiti di ubicazione e di visibilità dell’azienda.

Tra i quattro progetti che nel 2011 hanno partecipato alla gara per la realizzazione di Casa Hoval, è risultato vincitore il concept proposto dallo Studio Solarraum di Bolzano. Semplice e minimalista nella struttura in acciaio e legno, Casa Hoval è un esempio di integrazione tra progetto architettonico e impiantistico, in sintesi, di progettazione integrata.

Grande attenzione è stata rivolta anche al benessere sul luogo di lavoro: contribuiscono a creare una sensazione di familiarità la trasparenza e la luminosità degli ambienti, il giardino interno, gli spazi comuni, il microclima creato per il benessere dei dipendenti, la presenza di tonalità chiare.

Oggi, il cantiere di Casa Hoval procede a ritmo serrato e i lavori si susseguono nel rispetto delle tempistiche progettuali: unadelle sfide era proprio costruire una nuova sede energeticamente efficiente in Classe A, ma anche costruirla in tempi record. Hanno condiviso questa sfida con Hoval, offrendo il loro prezioso contributo: Alpi Fenster (serramenti e porte di ingresso in legno e pvc), Biral (pompe a basso consumo di energia), Sto (facciate, interni, ripristino del calcestruzzo e rivestimenti per pavimenti), Termigas (impianti tecnologici meccanici elettrici speciali), Trabis (impresa di costruzione), Wolfsystem (strutture prefabbricate in legno e acciaio).

Cuore dell’edificio è la Sala Formazione, concepita come Sala Climatica multimediale, in grado di riproporre le sei zone climatiche del nostro Paese e di ospitare proiezioni sulle pareti, sul soffitto e sul pavimento. All’interno sarà possibile passare da una zona all’altra, con graduali variazioni della temperatura e dell’umidità: la dimostrazione concreta della versatilità delle soluzioni Hoval.

All’esterno di Casa Hoval, invece, il visitatore non può non notare un cubo in vetro che contiene la centrale termica. Un dettaglio funzionale, che rimanda al core business dell’azienda e che viene volutamente messo in evidenza per diventare una sorta di vetrina permanente della produzione Hoval.

La sostenibilità energetica di Casa Hoval

Ancora prima di elaborare il progetto impiantistico, lo Studio Solarraum– responsabile del progetto architettonico, dell’interior design e del project management – ha cercato di orientare l’edificio in modo da poter ottimizzare il rapporto tra temperatura e umidità sia in inverno che in estate. Tecnicamente parlando si sono bilanciati apporti solari e perdite per trasmissione invernali ed estivi. Per questo motivo il progetto di Casa Hoval prevede ben pochi serramenti esposti verso sud. L’edificio è infatti stato volutamente orientato verso nord, verso est e in parte verso ovest: una scelta che comporta un ridotto apporto solare, per ridurre i fabbisogni energetici di rinfrescamento estivo. Se il progetto architettonico guarda alla sostenibilità energetica, gli impianti vengono realizzati per produrre la minima energia realmente necessaria, non per coprire le lacune di un progetto architettonico non rivolto all’efficienza energetica.

L’involucro di uffici e magazzino

L’involucro degli uffici è stato concepito con una particolare attenzione all’efficienza energetica sia sulle pareti che sulle superfici a vetri, per le quali sono state selezionate tre diverse tipologie di finestre e vetrature, a seconda dell’orientamento dell’edificio.

Analoga cura dei dettagli è stata dedicata anche al magazzino. Qui, invece di termoisolare il tetto, le pareti e tutta la platea contro terreno, con un intervento decisamente dispendioso, per la superficie contro terra considerando l’ampiezza dello spazio, è stata creata una “minigonna“:  è stato cioè  prolungato in profondità nel sottosuolo, lungo l’intera parete perimetrale del magazzino, una sorta di schermo che consente di ottenere un bacino termico per raffrescare il magazzino in modo naturale d’estate, anche con una temperatura esterna di 35-40°, senza dover ricorrere a impianti di condizionamento e quindi senza dispendio energetico.

Le soluzioni per le finestre

Costruire in un’ottica di efficienza energetica, impone di ripensare anche al serramento come parte integrante del sistema architettonico. In Casa Hoval i serramenti sono una soluzione composita, una soluzione di sistema, risultato della combinazione di più componenti: il controtelaio, il serramento, gli elementi di protezione e gli elementi di sicurezza, ma anche il sistema d’installazione evoluto, che conserva intatta la continuità dell’involucro e risolve l’interfaccia tra muro e serramento. Alla base dell’installazione, il controtelaio perimetrale in materiale a isolamento termoacustico che serve per interrompere il ponte termico.

Il sistema d’installazione sviluppato da Alpi Fenster garantisce una perfetta integrazione della soluzione di sistema nell’involucro. I controtelai vengono istallati a regola d’arte, in squadra e in bolla, e collegati saldamente al muro con viti e tasselli. Tra muro e controtelaio rimane uno spazio di pochi millimetri, che viene riempito con materiale isolante auto espandente, studiato per chiudere anche gli spifferi più invisibili per garantire tenuta all’aria e tenuta termica. Dopo questo primo passo verranno a breve installate anche le finestre.

La struttura in legno e acciaio

Forti di una collaborazione nata qualche anno fa tra le rovine del sisma del 2009, Hoval e Wolfsystem/Wolfhaus, già partner per il progetto C.A.S.E. de L’Aquila, hanno fatto confluire nel settore terziario le tecnologie e il know how ormai ampiamente affermati nel settore residenziale.

Per rispondere ai requisiti del progetto, che prevedeva una struttura leggera e molto snella, si sono scelti come materiali il legno e l’acciaio. Sono realizzati in acciaio le travi e i pilastri, in legno lamellare il tetto del capannone, in legno il cubo a sbalzo che ospita la sala formazione.

Per le pareti è stato adottato il sistema Wolf Megawand, che garantisce il miglior comfort ambientale, tenendo conto anche del miglior rapporto termo-igrometrico possibile, con un valore di trasmittanza di 0,17. Per le facciate esterne è invece stato utilizzato un cappotto in Eps intonacato. Come in ambito residenziale, anche questo progetto è stato studiato tenendo presenti le esigenze del fruitore finale: il benessere di chi vi lavora. L’attenzione alla salubrità del microclima interno è un requisito fondamentale per poter aggiungere alla certificazione Casa Clima A il “sigillo” di qualità Work&Life.

Ma non è tutto. Casa Hoval in questa fase è molto più di un cantiere, è un vero e proprio laboratorio di studio. Non ci si è limitati a progettare un edificio che rispecchiasse determinati requisiti, ci si è infatti posti come obiettivo anche il monitoraggio, nel tempo, del comportamento termo-igrometrico delle pareti, tramite una serie di sensori interposti al loro interno.

Resistenza al fuoco e antisismica

Realizzando l’involucro con sistema prefabbricato in legno, certificato a livello europeo, non solo si garantiscono ottimi valori di transmittanza termica, ma anche la sicurezza di uno schermo costruttivo altamente resistente al fuoco, con pareti  certificate REI 60.

Anche l’antisismica riveste un ruolo chiave nella progettazione di Casa Hoval. Era importante scegliere una struttura leggera. Per questo motivo si è cercato di alleggerire il più possibile lo scheletro dell’edificio, realizzando un macrotelaio in acciaio, pareti controventanti in legno e vano ascensore in cemento armato a cui si è fissata la struttura. L’utilizzo di un solaio a soletta collaborante ha inoltre consentito di coprire grandi luci, aumentare la resistenza e ridurre peso e spessore del solaio.

Dagli scavi ai massetti interni

La realizzazione degli scavi, della struttura in cemento armato, degli esterni e dei massetti interni è stata effettuata dall’impresa Trabis, sempre presente in cantiere con la sua squadra di personale altamente specializzato. La sensibilità ecologica e l’attenzione ai requisiti di un edificio in Classe A sono stati il comun denominatore di tutti questi interventi.

Per preparare il sottofondo della pavimentazione industriale, d’accordo con la direzione lavori si è deciso di utilizzare i materiali di risulta degli scavi delle fondamenta che, piuttosto che essere gettati in discarica,  sono stati usati per questo scopo. Anche il terreno di coltura è stato lasciato in sito per essere riutilizzato come recinzione dell’area.

La pavimentazione del magazzino è stata realizzata in cemento armato levigato con sabbia al quarzo, una soluzione studiata per poterne aumentare la resistenza e consentire quindi il passaggio dei mezzi di movimentazione.

Si sta procedendo anche alla posa dei massetti alleggeriti e del piano di calpestio: si tratta di un “pacchetto” accuratamente studiato per ottenere un buon isolamento acustico. L’intervento è però delicato, perché solo se applicato perfettamente può garantire il rispetto dei requisiti acustici. Nell’ultima fase verrà invece preparato un sottofondo stabilizzato di colore grigio per le parti carraie del traffico automezzi e di colore giallo per i parcheggi delle auto.

La progettazione impiantistica

Le soluzioni impiantistiche sono state considerate già in fase progettuale, con una perfetta sinergia tra gli studi di progettazione architettonica e strutturale, per poter avviare il cantiere con una dettagliata pianificazione delle varie lavorazioni.

Lo Studio Castelli ha seguito la progettazione del sistema impiantistico, iniziando dalla posa delle reti che transitano dall’esterno all’interno dell’edificio: per l’adduzione del gas metano, per gli scarichi e l’alimentazione elettrica, gli impianti relativi alla dispersione delle acque meteoriche, le fosse perdenti e tutte le reti di collettamento delle acque dei tetti. Si è poi passati agli interventi di predisposizione per l’installazione degli impianti a soffitto radiante. In questo momento sono già ben visibili le reti a soffitto per la realizzazione dei soffitti radianti, per l’aria di ricambio e, a terra, le tratte relative agli impianti idrotermosanitari.

Due erano i requisiti principali di cui si è dovuto tener conto: la massima riduzione dei consumi energetici e una particolare attenzione al comfort ambientale. Come ottenere questi due risultati? Sono state utilizzate caldaie ad alto rendimento, pompe di calore e pompe elettroniche per la circolazione dei fluidi vettori, il tutto combinato con un sistema di isolamento evoluto per quanto riguarda la tipologia di materiale e i relativi spessori.

Per creare le condizioni migliori di comfort ambientale, è stato studiato per la palazzina uffici un sistema di soffitto radiante, che offre il vantaggio, soprattutto nella fase estiva di condizionamento, di produrre una sensazione di raffrescamento senza muovere masse d’aria. All’interno del soffitto radiante è presente una parte di aria di rinnovo che sottrae dall’ambiente l’aria viziata e la sostituisce con aria proveniente dall’esterno.

Gli impianti Hoval

Il requisito di partenza? Studiare un sistema integrato di impianti che potesse garantire un microclima confortevole e le migliori condizioni di lavoro. Per il riscaldamento e il raffrescamento di Casa Hoval sono state adottate soluzioni tecnologicamente performanti, grazie a un impianto radiante a soffitto alimentato direttamente dalla centrale termica, mentre per garantire il ricambio d’aria sono state installate sei unità di ventilazione meccanica controllata Hoval HomeVent Comfort FR-500, con un’unità di trattamento aria per controllare l’umidità in ambiente. Per la produzione di acqua calda sanitaria è stata prevista l’installazione dei collettori Hoval UltraSol, e parallelamente, per il trasporto dell’energia all’interno dell’edificio, le pompe di circolazione ad alta efficienza Biral. Sul tetto di Casa Hoval, un impianto fotovoltaico coprirà in parte la produzione di energia. In magazzino sono stati installati sei apparecchi industriali di ventilazione DHV.

Focus sulla centrale termica

Il concept della centrale termica nasce dall’esigenza di poter far toccare con mano le soluzioni Hoval, garantendo una sorta di percorso esperienziale. Tutti gli impianti saranno collegati nella rete di distribuzione. Per il riscaldamento verranno utilizzate una caldaia Hoval Biolyt alimentata a pellet, abbinata a una caldaia a condensazione a gas Hoval UltraGas.

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