Energie rinnovabili, crollano gli investimenti: Italia peggiore al mondo | Ingegneri.info

Energie rinnovabili, crollano gli investimenti: Italia peggiore al mondo

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Il 2013 è stato un anno nero per gli investimenti globali nelle fonti rinnovabili e nelle tecnologie energetiche intelligenti, scesi del 12% rispetto all’anno precedente, a 254 miliardi di dollari. Emerge dal rapporto annuale di Bloomberg New Energy Finance (Bnef), che rileva per l’Italia il peggiore risultato a livello mondiale: 4,1 miliardi di dollari, il 73% in meno rispetto ai 15,2 miliardi del 2012.

A renderlo noto è Anev, l’Associazione nazionale energia del vento, che aveva già denunciato la grave situazione. L’industria eolica ha perso tra i 3 e i 4mila posti lavoro negli ultimi 2 anni e ciò a causa delle novità introdotte dalle aste e delle norme retroattive di taglio degli incentivi. “Il sistema delle aste – afferma Anev – ha dimostrato tutto il suo fallimento con un crollo del 60% delle nuove installazioni. Sono soltanto 400 i MW aggiudicati nel 2013, contro i 1.200 MW installati nell’anno precedente. Si tratta di un crollo che si è inserito in una situazione di cui stanno soffrendo già gli impianti esistenti a causa di norme retroattive come ad esempio il taglio del 22% degli incentivi e la Robin Tax”.

A livello mondiale, gli investimenti sono scesi sia in Cina (-3,8% a 61,3 miliardi di dollari) che negli Stati Uniti (-8,4% a 48,4 miliardi di dollari), ma è l’Europa ad aver scontato il calo più drastico: -41% a 57,8 miliardi di dollari. Il risultato è stato influenzato negativamente dai crolli di Italia, Germania (-46,1% a 14,1 miliardi di dollari, il livello più basso dal 2006), Spagna (-64,5% a 1,1 miliardi di dollari) e Francia (-33,8% a 4,1 miliardi di dollari), mentre il Regno Unito ha limitato le perdite con un -8,4% a 13,1 miliardi di dollari.

Male anche Australia (-3,6% a 5,4 miliardi di dollari), Sud Africa (-14% a 4,9 miliardi di dollari) e America Latina, dove la crescita degli investimenti in Cile, Messico e Uruguay (tutti al di sopra di 1 miliardi di dollari) è stata annullata da una contrazione del 52,1% in Brasile, che non è andato oltre i 3,4 miliardi di dollari. Segni positivi si sono registrati soltanto in Giappone (+55% a 35,4 miliardi di dollari), Canada (+31,6% a 7,5 miliardi di dollari) e India (+2,6% a 7,8 miliardi di dollari).

A livello nazionale, la grave situazione era stata annunciata dall’Anev, che a fronte della crisi attuale delle aziende, dei licenziamenti e della chiusura delle fabbriche, prevede uno scenario futuro ancora più nefasto per un settore che andrebbe incoraggiato, ma che continua a subire i colpi di provvedimenti che l’associazione definisce “ingiusti”, come il Destinazione Italia, che “invece di favorire la crescita del settore, lo affosserà ulteriormente se non verrà corretta la previsione che vieta gli interventi sugli impianti degli operatori che non accetteranno di ridursi ulteriormente gli incentivi”.

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