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Fer non fotovoltaiche, l’allarme di Anie Rinnovabili sul contatore Gse

Dopo il balzo improvviso del Contatore Gse, Anie Rinnovabili solleva dubbi sull'efficiacia del decreto sulle Fer non fotovoltaiche di prossima emanazione

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A che cosa serve il nuovo decreto sulle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche se il contatore del Gse sta raggiungendo il limite? A chiederlo è Anie Rinnovabili, che ha pubblicato una nota a seguito dell’ultimo conteggio del contatore comunicato dal Gse venerdì scorso: 5,765 miliardi di euro, un inatteso balzo di circa 60 milioni di euro all’insù verso il limite, dopo diversi mesi di benefiche riduzioni, che secondo Anie non ha riscontro nella realtà di così tante nuove installazioni nel mese di aprile.

Anie Rinnovabili aveva presentato la scorsa settimana un documento contenente osservazioni alla bozza di decreto sulle fonte energetiche rinnovabili di prossima emanazione da parte del Mise. Si tratta di una serie di proposte destinate a supportare, nelle intenzioni, l’intero comparto della mini-generazione elettrica distribuita, consentendo all’industria nazionale non solo di sopravvivere, ma anche di esportare tecnologia e conquistare i mercati esteri. 

Con l’ultimo conteggio del contatore queste proposte rischiano di vedere evaporare il loro effetto. Eppure secondo Anie Rinnovabili qualcosa non torna. Il Gestore ha giustificato questa brusca crescita dell’impegno di risorse con un importante aggiustamento verso l’alto della producibilità degli impianti a tariffa omnicomprensiva. Nel dettaglio gli incrementi riguardano: l’idraulica per il 10,3% (da 261,9 a 289,0 milioni €), i bioliquidi per il 34% (da 72,3 a 96,9 milioni di euro), il biogas per il 2,3% (da 1.312,50 a 1.343,30 milioni di euro), la biomassa per il 4,9% (da 77,4 a 81,2 milioni di euro), l’eolico per il 2,3% (da 5,4 a 5,6 milioni di euro).

Da un’analisi di Confindustria risulta invece che la somma dei 100 milioni di euro attualmente liberi sul contatore del Gse e le risorse che si andrebbero a liberare (sia per termine naturale degli incentivi – stimati in 100 milioni di euro –  sia per revoche agli incentivi assegnati – stimate in 50 milioni di euro) porterebbero ad un nuovo installato di circa 1.200-1.400 MW.

“Siamo di fronte ad un meccanismo poco trasparente e non programmabile – ha dichiarato Emilio Cremona, Presidente di Anie Rinnovabili, – che impone un urgente chiarimento per l’assoluta libertà di manovra del Gse, i cui effetti rischiano di vanificare l’utilità di una nuova bozza di Decreto più volte annunciata dall’ex Vice Ministro De Vincenti e dal Ministro Guidi. Sarebbe l’ennesimo segnale di disarticolazione tra chi dovrebbe governare la programmazione industriale del Paese e chi dovrebbe regolarne il corretto funzionamento.”

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