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Il futuro dell’energia? È smart, ecologico e funzionale

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La parola d’ordine è ottimizzazione delle risorse, che fa rima con ecologia e sostenibilità. Le grandi imprese dell’energia nazionali stanno preparando, e si stanno preparando, per il cambiamento. Che non è così lontano: la deadline è il 2030, quando un terzo dell’energia prodotta da fonti fossili verrà sostituita da energie rinnovabili, trasformate in carburanti liquidi, come il metanolo, che sono facilmente e immediatamente impiegabili. Di questo si sta parlando a Venezia Mestre, all’interno di NanotechItaly, la tre giorni di conferenze, workshop, poster, exhibitor e start-up per parlare di nanotecnologie, in primis, ma anche di innovazione, tecnologie abilitanti, scienza, sviluppo competitivo.

“La chiave di tutto sarà, finalmente, il sole, che renderà possibile la trasformazione dell’anidride carbonica in carburante. La CO2 non va considerata un rifiuto, né tantomeno un inquinante: grazie alle nanotecnologie, è una risorsa – spiega Gabriele Centi, professore dell’Università di Messina e membro della giunta del consorzio interuniversitario nazionale per la scienza e tecnologia dei materiali (Instm) -. Il nostro scopo è trasformare l’anidride carbonica da problema a soluzione”.

Sono molte le energie rinnovabili non ancora sfruttate in modo adeguato, spesso perché allo stato attuale non si riescono a trasportare o a trasformare facilmente. Il prossimo obiettivo è riuscire a convertire l’energia direttamente dove viene catturata e raccolta. Enel ha ben presente il concetto di smart grid, reti di distribuzione di energia dove produttori e consumatori scambieranno energia. Assisteremo presto all’entrata in campo di un nuovo tipo di giocatore, il “produ-consumatore”, che sarà allo stesso tempo produttore e consumatore di energia.

A questo proposito, le grandi compagnie energetiche nazionali si stanno attrezzando per diventare fornitori  di servizi e gestori delle infrastrutture di rete. Il punto critico è sviluppare tecnologie per l’accumulo dell’energia in eccesso, con maggiori capacità e flessibilità di utilizzo, che possano gestire la variabilità caratteristica della produzione di energia da fonti rinnovabili, come per esempio quanto avviene con le celle solari o le pale eoliche, che ovviamente non garantiscono una produzione continua.

Un futuro immaginabile, quindi, è fatto di piante sintetiche con foglie artificiali più efficienti delle piante vere, che producono l’energia necessaria per alimentare gli elettrodomestici di casa, di infiniti centri di produzione di energia domestici in costante interazione e comunicazione, di reti intelligenti che trasportano l’energia in eccesso al “nodo” bisognoso di energia più vicino. 

 

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