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Illuminazione pubblica esterna: la nuova legge della Lombardia

La nuova legge regionale lombarda permetterà una maggiore efficienza nella gestione degli impianti di illuminazione pubblica, voce di costo che può pesare fino al 60% delle spese energetiche delle amministrazioni comunali

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ll Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la nuova legge regionale recante “Misure di efficientamento energetico dei sistemi di illuminazione esterna con finalità di risparmio energetico e conseguente riduzione dell’inquinamento luminoso”. Alla stesura della norma hanno partecipato Anci Lombardia, Legambiente, WWF, oltre che associazioni di categoria e ordini professionali.

Il provvedimento, che aggiorna la precedente legge di 15 anni fa, introduce il catasto dedicato al monitoraggio e all’analisi dei dati relativi alla pubblica illuminazione esterna e il Documento di Analisi dell’illuminazione esterna (Daie), in sostituzione del Piano regolatore dell’Illuminazione comunale (Pric). Il Daie dovrà contenere tutte le informazioni necessarie alla conoscenza dello stato di fatto degli impianti e dovrà valutare le opportunità e le modalità di efficientamento, riqualificazione e acquisizione degli stessi.

I Comuni avranno funzioni di vigilanza e controllo in materia di pubblica illuminazione esterna, di accertamento delle violazioni e riscossione delle sanzioni. La legge promuove e sostiene l’utilizzo di materiali e tecnologie che consentano di erogare nuovi servizi complementari all’illuminazione pubblica, come videosorveglianza, connessione Wi-Fi e gestione impianti semaforici, secondo il modello di “smart city”. E’ salvaguardata anche la tutela dall’inquinamento luminoso, coerentemente a quanto previsto dalla legge regionale sull’argomento.

Un elemento importante riguarda il vincolo di proprietà pubblica per tutti i nuovi impianti di illuminazione, finalizzato a razionalizzare la proprietà e la gestione del sistema di pubblica illuminazione, superando l’attuale frammentazione che in molti Comuni limita fortemente la possibilità di predisporre interventi di ammodernamento ed efficientamento della rete.

La nuova legge sull’illuminazione pubblica si inquadra nel contesto più ampio del Programma Energetico Ambientale Regionale (Pear), approvato a giugno 2015, in cui vengono investiti 45 milioni di euro fino al 2020, con l’obiettivo la riduzione dei consumi energetici da fonte fossile. Infatti, il programma prevede una riduzione dei consumi tra l’8 per cento e il 12 per cento, e un aumento dell’utilizzo di fonti rinnovabili, che consentirà di superare gli obiettivi europei imposti dal cosiddetto ‘burden sharing’.

L’Illuminazione pubblica rappresenta una voce di costo consistente a carico del Bilancio delle Amministrazioni comunali, in media il 60 per cento dei consumi elettrici, e una voce di spesa consistente per i bilanci comunali del 2-3 per cento, con punte del 7-10 per i piccoli comuni con un territorio esteso. Grazie a un bando di 40 milioni euro di fondi europei, che riguarda il monitoraggio ambientale, la gestione delle piazzole dei rifiuti e delle flotte comunali, la connessioni WiFi, la videosorveglianza e la gestione dei messaggi per le emergenze, i Comuni potranno intervenire per la riqualificazione delle propria rete di illuminazione pubblica, utilizzando gli impianti anche per altri servizi come il wifi, il controllo del traffico, dei parcheggi, ecc.

 

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