Impianti di microcogenerazione, via alle procedure semplificate | Ingegneri.info

Impianti di microcogenerazione, via alle procedure semplificate

Il decreto per la realizzazione, la connessione e l'esercizio di impianti ad alto rendimento e alimentati da fonti rinnovabili

Impianti di microcogenerazione
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Il decreto 16 marzo 2017 del Ministero per lo Sviluppo economico, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 73 del 28 marzo ed entrato in vigore il 29 marzo:
• disciplina le procedure per realizzare impianti di microcogenerazione ad alto rendimento e gli impianti di microcogenerazione alimentati da fonti rinnovabili,
• razionalizza lo scambio di informazioni fra Comuni, gestori di rete e Gse,
• fornisce i modelli unici per semplificare gli oneri a carico dei cittadini e delle imprese.

I modelli in allegato al decreto sono costituiti da una parte I con i dati da fornire prima dell’inizio dei lavori e da una parte II con i dati da fornire alla fine dei lavori; essi riguardano gli impianti:
a) realizzati presso clienti finali già dotati di punti di prelievo attivi in bassa o media tensione;
b) aventi potenza non superiore a quella già disponibile in prelievo;
c) alimentati a biomassa, biogas, bioliquidi ovvero a gas metano o GPL;
d) per i quali sia contestualmente richiesto l’accesso al regime dello scambio sul posto;
e) se ricadenti nell’ambito di applicazione del Codice dei beni e delle attività culturali (D.Lgs. n. 42 del 2004) non determinino alterazione dello stato dei luoghi e dell’aspetto esteriore degli edifici;
f) aventi capacità di generazione inferiore a 50 kWe.

Le procedure semplificate
Il soggetto richiedente compila la parte I del modello unico previsto per la tipologia di fonte utilizzata e lo trasmette al gestore di rete competente solo per via informatica.
Il gestore di rete, entro 20 giorni lavorativi dalla ricezione, verifica che:
1) la domanda sia compatibile con le condizioni stabilite, dandone comunicazione al soggetto richiedente;
2) per l’impianto siano previsti lavori semplici per la connessione limitati all’installazione del gruppo di misura.
In caso di esito positivo delle verifiche, la presentazione della parte I del modello unico comporta l’avvio automatico dell’iter di connessione e non è prevista l’emissione del preventivo per la connessione. In tal caso, il gestore informa il soggetto richiedente e provvede a:
a) inviare copia del modello unico e degli allegati al Comune, tramite Pec;
b) caricare i dati dell’impianto sul portale Gaudi’ di Terna, compresi quelli relativi agli eventuali sistemi di accumulo;
c) inviare copia del modello al Gse;
d) addebitare al soggetto richiedente gli oneri per la connessione;
e) inviare copia delle ricevute delle suddette trasmissioni al soggetto richiedente;
f) inviare i dati dell’impianto alla Regione, tramite Pec, qualora da questa richiesto.

Nel caso sia accertata la necessità di lavori complessi per la connessione ovvero la necessità di lavori semplici non limitati all’installazione del gruppo di misura, il gestore di rete ne dà informazione al soggetto richiedente, specificandone i motivi e allegando il preventivo per la connessione.
Per la connessione alla rete, trovano applicazione tutte le tempistiche e le modalità definite dall’Autorità in materia di connessioni.
Per gli impianti di potenza complessiva superiore a 25 kWe, assoggettati a segnalazione certificata di inizio attività (Scia), il Comune procede ad attivare il procedimento automatizzato.
Terminati i lavori di realizzazione dell’impianto, il soggetto richiedente trasmette al gestore di rete la parte II pertinente al modello unico prescelto.

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