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Impianti integrati sui tetti: ecco come fare con il nuovo iter semplificato

Dal 24 novembre è in vigore il nuovo modello unico per installare un impianto fotovoltaico integrato sul tetto e con accesso al regime di scambio sul posto

impianti fotovoltaici
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Per gli impianti fotovoltaici è il primo segnale di semplificazione previsto dal D.Lgs. n. 91/2014 ed attuato dal Mise, che, con Decreto del 19 maggio scorso, ha approvato il Modello unico da utilizzare nel caso di installazione di impianti fotovoltaici fino a 20 kW integrati sui tetti degli edifici (per i quali, cioè, l’intervento non è subordinato ad atti amministrativi edilizi di assenso) e per i quali sia richiesto contestualmente il regime dello scambio sul posto dell’energia immessa e prelevata in rete. Gli impianti fotovoltaici ai quali si applica l’iter semplificato devono risultare aderenti o integrati nei tetti degli edifici e seguire la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda in modo che tutti i componenti installati non modifichino la sagoma degli edifici.

Una razionalizzazione dell’iter procedurale, poiché il modello unico sostituisce, di fatto, i modelli fino ad oggi adottati non solo dai Comuni ma anche dai vari gestori del servizio elettrico di rete (i distributori) e dallo stesso GSE, riducendo il novero degli adempimenti, verso un’unica interfaccia, a due soli passaggi: la comunicazione preliminare di inizio lavori e la comunicazione della fine degli stessi.

Con il modello unico, il cliente finale comunica solo con il proprio gestore, sarà quest’ultimo, a sua volta, che comunicherà con GSE – per l’attivazione del servizio di scambio sul posto – e con Terna – per il caricamento dell’anagrafica dell’impianto nell’ambito del portale Gaudì (Gestione Anagrafica Unica degli Impianti).

Il modello unico si compone di due parti.

La prima parte, utilizzata per comunicare al proprio gestore di rete la data di inizio dei lavori di realizzazione dell’impianto fotovoltaico, contiene i dati anagrafici del richiedente, i dati catastali dell’immobile sopra cui l’impianto verrà realizzato, la richiesta di connessione alla rete elettrica dell’impianto, l’indicazione di un proprio conto corrente sul quale il gestore potrà procedere all’addebito dei costi di connessione, ed infine, la dichiarazione del possesso di tutti i requisiti necessari per accedere alla procedura semplificata insieme al conferimento del mandato di rappresentanza al gestore per agire in sua vece con GSE e con Terna.

A questa prima parte va allegato: lo schema elettrico unifilare dell’impianto, la copia del documento del richiedente, ed infine, l’eventuale delega alla presentazione della domanda.

Il gestore di rete, entro 20 giorni lavorativi dalla ricezione di questa prima parte, ha il compito di verificare la piena compatibilità della domanda alle condizioni richieste e la non necessità di eseguire lavori complessi per la connessione alla rete elettrica.

In caso di esito positivo delle verifiche, la presentazione comporta l’avvio automatico dell’iter di connessione, senza alcuna emissione di uno specifico preventivo. Il soggetto richiedente, a questo punto potrà pagare la quota fissa per la connessione, così come stabilito dalla deliberazione 30 luglio 2015 400/2015/r/eel dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico pubblicata per integrare il TICA (Testo Integrato delle Connessioni Attive) con le disposizioni previste dal D.M. del 19 maggio 2015.

La seconda parte è da inviare, sempre al proprio gestore di rete, al termine dei lavori ed è finalizzata per comunicare l’avvenuta realizzazione dell’impianto di produzione e di altri eventuali interventi strettamente necessari per la realizzazione stessa dell’opera (facendo attenzione a dare indicazioni precise della marca, del modello dei moduli, degli inverter, dei sistemi di protezione di interfaccia e di eventuali sistemi di accumulo installati), per autorizzare il GSE a procedere all’accredito dei proventi derivanti dall’erogazione del servizio di scambio, per dichiarare l’esecuzione a regola d’arte dei lavori effettuati e la piena conformità alla normativa tecnica CEI ed, infine, per dichiarare la presa visione del regolamento di esercizio.

Interessante è, poi, l’aspetto dell’incentivo fiscale, collegato alla realizzazione dell’impianto.

Gli impianti fotovoltaici integrati sul tetto di casa, esattamente come altre forme di ristrutturazione edilizia, beneficiano da parte del governo della detrazioni fiscali del 50%. La detrazione verrà prorogata a tutto il 2016 (con limite massimo di spesa agevolabile di 96mila euro per unità abitativa) come previsto dal disegno di legge di Stabilità.

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