Installare telecamere nascoste, finte o collegate in rete è possibile? | Ingegneri.info

Installare telecamere nascoste, finte o collegate in rete è possibile?

Possono essere autorizzati impianti di videosorveglianza aventi telecamere nascoste, finte, con captazione audio o collegate in rete, nel rispetto delle norme sugli impianti di videosorveglianza? L’esperto fa il punto

telecamere video
image_pdf

Come è noto, l’installazione di un impianto di videosorveglianza richiede – al di là delle conoscenze tecniche – un rispetto completo delle norme stabilite dalla legge, dello Statuto dei Lavoratori e del Codice della Privacy. Alla luce di ciò, come comportarci con “casi particolari” come ad esempio telecamere nascoste, telecamere “fake” o sistemi di captazione audio?
Ce lo illustra Marco Grandi, esperto di sicurezza sul lavoro e autore del recente libro, edito Wolters Kluwer, sul tema attualissimo degli “Impianti di sorveglianza in ambienti di lavoro”. Per acquistare il volume o consultare un estratto, cliccate il box. A seguire, l’articolo.

Non è possibile installare telecamere nascoste o occultate in rilevatori di fumo in lampade di allarme ecc., in quanto ciò risulta in contrasto con il principio di correttezza, di cui all’art. 11, comma 1, lett. a), del Codice della Privacy. Così, per esempio nel Provvedimento n. 164 del 4 aprile 2013 il Garante, ha disposto ai sensi degli artt. 154, comma 1, lett. d), e 143, comma 1, lett. c), del Codice, il divieto del trattamento di dati personali mediante gli apparati di ripresa occultamente installati presso la sede della società editrice siciliana s.p.a, con obbligo per la società di mera conservazione dei dati eventualmente registrati ai soli fini di consentire l’attività di accertamento da parte delle competenti autorità e la tutela dei diritti degli interessati.

Nel rispetto del c.d. principio di proporzionalità, non è consentita neppure l’installazione di telecamere finte o non funzionanti, in quanto il loro utilizzo, anche se non comporta trattamento di dati personali, potrebbe determinare forme di condizionamento nei movimenti e nei comportamenti delle persone in luoghi pubblici e privati e pertanto può essere legittimamente oggetto di contestazione. Infatti la Cassazione Penale con sentenza del 30 gennaio 2014, n. 4331 ha chiarito che gli impianti di videosorveglianza sono idonei a ledere il bene giuridico protetto, cioè il diritto alla riservatezza dei lavoratori, anche se non sono messi in funzione, prescindendo dal loro utilizzo o meno, poiché la norma sanziona a priori la loro installazione, configurandosi come un reato di pericolo la violazione dell’art. 4 della Legge n. 300/1970.

Anche il sistema di “captazione audio”, con o senza la registrazione non è lecito in quanto non comunque conforme ai principi posti dall’art. 11 del Codice e, segnatamente, ai principi di pertinenza, non eccedenza e proporzionalità. A questo proposito il Garante nel Provvedimento n.11 del 12 gennaio 2012 ha rigettato la richiesta della Ergosud S.p.A. volta ad implementare un sistema di videosorveglianza intelligente con un sistema di captazione audio, il quale, secondo quanto riferito dalla società, attraverso l’attivazione di un allarme visivo sul monitor, sarebbe stato in grado di allertare l’operatore circa l’esistenza di una situazione di potenziale pericolo ad una distanza non superiore ai 5-6 metri dalla telecamera provvista di microfono anche se, alla captazione dei suoni, finalizzata ad aumentare la possibilità per l’utente remoto di ricevere immediatamente informazioni dall’esterno, non sarebbe seguita alcuna forma di registrazione.

Per evitare che si possano liberamente visionare le immagini da postazione remota, mediante l’impiego di PC, tablet o telefoni cellulari è necessario che l’impianto di videosorveglianza sia a circuito chiuso all’interno della sede aziendale.
Si può derogare a tale divieto nel caso il datore di lavoro abbia affidato alle Forze dell’Ordine (Questura o Carabinieri), oppure ad un Istituto di Vigilanza privato, il servizio di videosorveglianza mediante collegamento dell’impianto con la centrale operativa di tali soggetti.

Qualora vengono usate telecamere IP o IP cam, videocamere cioè che generano un segnale video in forma digitalizzata e in formato pronto per la trasmissione diretta su rete dati, per garantire un’efficace protezione dei dati memorizzati nel server di videosorveglianza e dei dati trasmessi in presa diretta dalle telecamere, il sistema informatico deve essere configurato in modo tale che sia impossibile instaurare da postazione remota, mediante la rete internet, collegamenti con il server o con le stesse telecamere, attraverso i rispettivi indirizzi IP. Per tali fini possono essere utilizzati apparecchi aventi caratteristiche di firewall che isolino il sistema di videosorveglianza dalla rete internet, confinandolo di fatto nella LAN (rete locale) dentro cui è installato.

Qualora invece risulti necessario poter visionare le immagini “live” da remoto (in un luogo diverso all’unità operativa in cui sono posizionati i videoregistratori), tali accessi devono poter avvenire per il solo periodo in cui è assente il personale e, pertanto, in assenza di attività lavorativa. In tal caso occorrerà adottare alcuni dispositivi tecnici, per esempio un relè elettrico collegato all’impianto antintrusione che interrompe l’alimentazione elettrica di uno switch dedicato all’impianto di videosorveglianza (apparato che sostanzialmente attua il collegamento fisico del cavo di rete dal DVR al modem), in modo da permettere l’accesso alla rete solo contemporaneamente all’attivazione dell’impianto di allarme. Di conseguenza si può prevedere l’attivazione sul DVR di n. 2 utenze: una di amministratore, che viene sottoposta al regime della doppia password e servirà per la visione e/o lo scarico delle registrazioni esclusivamente presso l’unità operativa, ed una di operatore, che abbia privilegi di sola visione in tempo reale (senza la possibilità di avere accesso alle registrazioni), gestita dall’azienda per il collegamento da postazione remota.

(Ai sensi della Circolare MLPS n. 1921 del 31 marzo 2014, le considerazioni contenute nel presente intervento sono frutto esclusivo del pensiero dell’Autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione).

Leggi anche: Come posizionare un impianto di videosorveglianza nel rispetto della legge

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Installare telecamere nascoste, finte o collegate in rete è possibile? Ingegneri.info