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La regolazione delle reti elettriche in Italia e’ una ‘best practice’ europea

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Anie Confindustria ha diffuso nei giorni scorsi un progetto di ricerca dedicato al tema ‘La regolazione delle reti elettriche in Italia’. Realizzato da Iefe Università Bocconi, lo studio si propone di analizzare quanto fatto finora nel mercato delle reti, tracciando – almeno a livello di sintesi – il quadro più che positivo di un sistema che ha dimostrato finora di funzionare in maniera efficace ed efficiente, almeno prima di affrontare l’importante sfida posta al sistema dalle fonti di energia rinnovabile e dalla generazione distribuita.

Vista l’importanza cruciale dei servizi di rete e vista la loro natura di monopoli naturali, lo studio ha ritenuto necessario monitorare sia le performance degli operatori, sia la qualità e l’efficacia del sistema di regolazione. “Dall’analisi svolta emerge che il sistema di regolazione italiano ha progressivamente messo a punto regole e meccanismi che lo qualificano come una best practice a livello europeo”, si legge nel rapporto.

Vengono analizzate le modalità messe in atto per attrarre gli investimenti necessari all’ammodernamento della rete elettrica italiana, a indurre i gestori a comportamenti efficienti e a migliorare la qualità dei servizi di trasporto e distribuzione: nel complesso, un investimento da oltre 7 miliardi di euro nella trasmissione e oltre 18 miliardi di euro nella distribuzione. In aggiunta, precisa lo studio, il risultato complessivo della regolazione e delle scelte delle imprese hanno fatto in modo che negli ultimi 15 anni l’incidenza della componente “costi di rete” sul prezzo dell’energia applicato al cliente finale sia scesa del 9%, a fronte di aumenti dei “componente energia” del 103%, degli “oneri di sistema” del 417% e delle “imposte” dell’80%.

In termini di costi, il confronto internazionale rileva come a fronte di una qualità del servizio comparabile ai principali competitor europei, il costo per utente del servizio di trasmissione, in Italia, sia in linea con Spagna e Portogallo, mentre risulta inferiore, rispettivamente del 6% e del 36%, rispetto a Francia e Gran Bretagna.

Anche sul piano della distribuzione, il sistema regolatorio dell’Autorità e le capacità tecniche degli operatori hanno consentito un’importante riduzione dei costi operativi delle imprese di settore e miglioramenti significativi della qualità del servizio, al punto che – sempre secondo lo studio – l’Italia si colloca oggi tra i paesi europei più efficienti, con costi medi di distribuzione per utente inferiori rispetto a tutti i competitor europei.

Lo studio, infine, sottolinea che, nonostante il buon traguardo raggiunto, deve essere promossa meglio l’integrazione con la generazione rinnovabile, sia a livello di trasmissione sia a livello di generazione distribuita, senza intaccare la qualità del servizio. Una sfida che richiederà un notevole volume di investimenti nei prossimi anni: basti pensare che secondo uno studio Anie Energia-Politecnico di Milano, per il solo settore della distribuzione il mercato delle smart grid potrebbe valere da qui al 2020 dai 3 ai 10 miliardi di euro in investimenti nel nostro Paese, mentre per la trasmissione si parla di 8 miliardi previsti dal Piano di sviluppo della rete, parte dei quali dedicati all’integrazione delle fonti rinnovabili.

“A questo riguardo sarà cruciale”, conclude il rapporto, “ai fini del contenimento dei costi per i consumatori, l’introduzione di più efficaci meccanismi di coordinamento delle strategie di sviluppo del parco di generazione, di quelle di sviluppo del sistema di trasmissione e distribuzione e delle misure per promuovere la flessibilità della domanda di energia elettrica. In assenza di tale coordinamento vi è un elevato rischio che investimenti in sviluppo delle reti basati su aspettative circa l’evoluzione del parco di generazione che poi non si realizzano si rivelino inutili”.

La sintesi del rapporto è scaricabile qui.

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