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Le fonti di energia rinnovabile secondo gli italiani

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Tra le fonti alternative di produzione di energia la più conosciuta è il solare – con il 78% degli intervistati, più il 20% di conoscitori vaghi -, seguita da vicino dall’eolico (73%) e, con maggior distacco, dalle fonti idroelettriche (45%) e geotermiche (28%). Sono questi alcuni dati che emergono dalla presentazione dell’indagine sulla popolazione italiana commissionata da Confindustria Anie/Gifi all’istituto demoscopico Ispo in occasione dell’assemblea annuale.

Oltre l’80% degli intervistati ritiene che l’energia solare sia la fonte rinnovabile più pulita sulla quale puntare. Il 94% afferma che non è sicuramente dannosa per la salute, mentre per il 92% questa fonte è rispettosa dell’ambiente e non deturpa il paesaggio (81% degli intervistati).

L’indagine mostra come l’89% degli italiani consideri l’energia proveniente da fonti rinnovabili un segno di evoluzione del Paese, così come l’88% ritiene che tali fonti siano, insieme ad altre, importanti strumenti di aiuto all’Italia per abbandonare le fonti fossili.

Giudizi positivi dunque, ma resta forte un certo scetticismo riguardo la percezione di quanto l’Italia abbia finora investito in energie rinnovabili: secondo il 66% della popolazione infatti, il Belpaese ha investito meno di altri, mentre il 19% crede che l’impegno italiano sia stato equivalente a quello degli altri.  L’Italia, secondo i suoi cittadini, non ha ancora fatto abbastanza nel suo percorso verso l’energia rinnovabile, alla quale il 79% riconosce un’efficienza almeno pari a quella delle fonti di energia tradizionale.

Significativo il risultato che emerge dall’indagine sulla possibilità di ‘autoproduzione’ di energia. Una percentuale senza dubbio rilevante degli italiani (87%) considera interessante il fatto che alcune fonti rinnovabili possano permettere ai singoli cittadini di produrre in prima persona l’energia, divenendo così quasi del tutto autosufficienti. Sembrerebbe prospettarsi dunque un futuro di sempre maggiore autonomia energetica.

Sul fronte del rapporto costi benefici degli investimenti finora fatti nel settore, un terzo degli italiani (32%), ritiene che i benefici ottenuti fino a questo momento siano inferiori ai costi sostenuti, mentre una medesima percentuale considera la bilancia costi-benefici neutra, con valori che si pareggiano. Nonostante le criticità attuali, gli italiani hanno comunque fiducia.

Parlando del futuro del settore nei prossimi 10 anni, la percentuale di popolazione che prevede benefici maggiori dei costi cresce dal 25% del giudizio sulla situazione attuale al 53% della previsione futura (+18%), con una diminuzione notevole di coloro che pensano che attualmente i costi siano superiori ai benefici ottenuti da tali investimenti (da 32% a 13%, con una caduta del 19%). In particolare, parliamo di una fiducia accordata principalmente dagli intervistati con livello d’istruzione più alto (63% dei laureati contro il 38% di coloro che possiedono la licenza elementare).

Nonostante le diverse discussioni sui media degli ultimi periodi, la maggioranza degli italiani (61%) dichiara di non essere a conoscenza del fatto che tutti i cittadini contribuiscano in prima persona al finanziamento delle energie rinnovabili attraverso una quota in bolletta, mentre il 25% dichiara di sapere della quota senza essere in grado di quantificarne la cifra.

La scarsa conoscenza non riflette però un atteggiamento diffidente e scettico nei confronti di questo contributo. Il 79% degli italiani si è dichiarato d’accordo sul fatto che, potendo scegliere, preferirebbe che si riducesse la quota in bolletta destinata alle fonti di energia tradizionale (gas, petrolio, carbone) e aumentasse quella destinata alle rinnovabili, così come il 74% dei cittadini considera importante che l’Italia continui a sostenere le fonti alternative di energia anche grazie al contributo dei singoli.

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