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L’Italia firma un accordo con la Francia e rilancia il nucleare

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Il Presidente del Consiglio Berlusconi e il Presidente francese Sarkozy firmeranno oggi a Roma un importante accordo di cooperazione tra Italia e Francia sull’energia nucleare”. Lo annuncia una nota del Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. ”L’accordo – aggiunge Scajola nel comunicato – riguarda tutti gli aspetti del nucleare, dalla collaborazione in sede europea ai temi della sicurezza, dalla cooperazione tecnologica alla formazione dei tecnici, dallo smantellamento degli impianti alla collaborazione industriale in Paesi terzi. Con quest’accordo e con le norme del Disegno di legge Sviluppo che il Parlamento approverà in marzo si compie un significativo passo avanti verso la nuova strategia energetica del Paese, che prevede maggiore sicurezza degli approvvigionamenti, con la diversificazione delle fonti e delle aree geografiche, e maggiore tutela dell’ambiente”.
”Un ulteriore rafforzamento della politica energetica nazionale – conclude il Ministro – deriva dalla crescita internazionale dell’Enel, che già collabora attivamente con la francese Edf, e che, con l’acquisizione del 25% della spagnola Endesa, è diventato il secondo gruppo elettrico europeo”.
La collaborazione tra Enel e Edf è iniziata dopo il vertice di Nizza di fine 2007, quando Italia e Francia hanno siglato la “Pax Electrica” che ha posto fine ai contenziosi degli ultimi anni. Roma, rimasta scottata per l’opposizione francese alle mire di Enel su Suez (poi fusa in Gaz de France), aveva allora ottenuto impegni sulla partecipazione di Enel al programma nucleare francese. Enel ha infatti acquisito il 12,5% del progetto di costruzione della prima centrale nucleare francese Epr a Flamanville (Manche) e potrebbe ottenere una quota analoga nella seconda, quella di Penly appunto, stando a quanto scritto dai giornali La Tribune e Le Figaro. La fonte francese dice che questo accordo di “partenariato forte” dà ad Enel accesso all’elettricità prodotta in Francia e, soprattutto, accesso in loco alla tecnologia di Edf, di cui il gruppo italiano ha bisogno. L’intesa arriva poi dopo che Berlusconi ha deciso di rilanciare il nucleare italiano, il cui sviluppo è stato interrotto a causa del referendum del 1987 che ha fatto seguito al disastro della centrale ucraina Chernobyl. Scajola spiega infatti nella nota che con l’accordo di oggi e “con le norme del disegno di legge Sviluppo che il Parlamento approverà in marzo si compie un significativo passo avanti verso la nuova strategia energetica del Paese, che prevede maggiore sicurezza degli approvvigionamenti, con la diversificazione delle fonti e delle aree geografiche, e maggiore tutela dell’ambiente”.
Come ulteriore rafforzamento della politica energetica nazionale il ministro cita nella nota la “crescita internazionale dell’Enel”, che ha chiuso venerdì l’accordo con Acciona per rilevare il 25% della spagnola Endesa, diventando il secondo gruppo elettrico europeo.
Il governo italiano ha già annunciato l’intenzione di costruire da otto a dieci reattori nucleari sul modello degli Epr. Oltre all’accordo sul nucleare, francesi e italiani riaffermeranno oggi la volontà portare avanti il progetto della linea ferroviaria a gran velocità Torino-Lione, come ha detto Berlusconi in un’intervista al quotidiano Le Figaro pubblicata ieri.

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