MCE 2016: gli impianti trainano l'edilizia fuori dalla crisi | Ingegneri.info

MCE 2016: gli impianti trainano l’edilizia fuori dalla crisi

A MCE - Mostra Convegno Expocomfort i dati del Rapporto Cresme sul mercato degli impianti in Italia. Cifre confortanti, che rivelano come la riqualificazione e l'efficienza energetica stiano attivando nuovi investimenti nelle costruzioni

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La 40esima edizione di Mce – Mostra Convegno Expocomfort certifica, una volta per tutte, la fuoriuscita dalla fase di crisi del settore delle costruzioni. Al punto che, con una certa enfasi, gli operatori parlano di “settimo ciclo edilizio” e di nuova “rivoluzione industriale”.  Il numero che fa più impressione è la quota di mercato degli impianti sugli investimenti in costruzioni, che raggiunge il 34%, con il valore della produzione stimato in 46 miliardi di euro. E gli impianti sono il settore che forse più di ogni altro può identificare, con la sua crescita, quanto previsto negli anni scorsi dai molti attori della filiera delle costruzioni: e cioè puntare sulla riqualificazione del parco edilizio esistente come ‘driver’ per il rilancio dell’edilizia italiana.

L’annuncio è stato fatto in apertura di Mce 2016, questa mattina a FieraMilano Rho, durante la conferenza inaugurale. Il fulcro di questa positività sono i dati del Rapporto Cresme sul mercato dell’installazione degli impianti in Italia, presentati durante la conferenza. Se già durante la seconda parte del 2015 erano stati registrati i primi segni di fuoriuscita (seppur lente) dalla crisi, i dati del 2016 mostrano chiaramente il ritorno alla crescita degli investimenti in costruzioni.

E cartina tornasole di questa crescita è proprio la crescita della domanda internazionale di impiantistica, da inquadrare prima di tutto nel contesto della crescita a livello europeo. Nel 2015 infatti il mercato europeo degli impianti è arrivato a valere 369 miliardi di euro, il 27% di tutto il valore della produzione nelle costruzioni (nel 2009 era il 24%). Qui rientrano: installazioni elettriche, impianti per la climatizzazione, idraulici e altri impianti per l’edilizia, per le telecomunicazioni, per la produzione e distribuzione di energia elettrica e idrica. Dopo la forte flessione tra il 2011 e il 2013, quando l’intero mercato europeo si era contratto di oltre l’8%, perdendo quasi 32 miliardi di euro – principalmente per via del crollo degli investimenti registrato nel Sud Europa, in particolare Spagna, Portogallo e Grecia – , il valore della produzione nel settore è cresciuto con continuità sia nel 2014 (+0,7% a valori reali) che nel 2015 (+2,6%), e alla fine dell’anno in corso potrebbe riportarsi sui livelli del 2010: 382 miliardi di euro (con una crescita attesa pari al 3,5% a valori costanti).

La domanda di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili insieme allo sviluppo del settore della riqualificazione edilizia in ambito di efficientamento energetico, più il rapido sviluppo infrastrutturale dei paesi dell’Est Europeo (impianti per la produzione e distribuzione dell’energia elettrica, telecomunicazioni, reti idriche), hanno reso possibile la conquista progressiva di quote di mercato da parte dell’impiantistica negli ultimi anni.
Un incremento che in molti casi, soprattutto nel nostro Paese e in quelli del Sud Europa (Spagna, Portogallo, Grecia e Cipro) ha calmierato la crisi delle costruzioni, grazie allo sviluppo del mercato della riqualificazione edilizia.

Tuttavia, come detto, le quote maggiori si registrano in Italia e tra i Paesi del Centro Europa, Germania in testa, dove oltre il 30% del settore delle costruzioni è oggi fatto di impiantistica. Il mercato tedesco è il primo mercato europeo, con un valore della produzione nel 2015 stimato in circa 100 miliardi di euro. A seguire la Francia dove l’impiantistica vale circa 50 miliardi di euro, l’Italia con 46 e il Regno Unito con circa 44.
Secondo le nuove stime Cresme, l’installazione degli impianti in Italia nel 2015 vale quindi quasi 46 miliardi di euro e questo colloca il nostro Paese al terzo posto in Europa. Quasi 19 miliardi di euro sono il fatturato dell’installazione idrotermosanitaria; oltre 22 miliardi quello degli impianti elettrici ed elettronici applicati all’edilizia e 4,6 miliardi il fatturato degli altri impianti.

Durante la crisi, gli impianti sono stai colpiti molto meno duramente delle costruzioni tradizionali
Tra il 2008 il 2013 il settore delle costruzioni ha perso 566.000 occupati diretti su un totale di 1.459.000 posti di lavoro persi dall’economia italiana. Di questi 501.000 si sono persi nelle attività non impiantistiche e 64.600 nel settore dell’installazione impianti.
In sintesi con la crisi il settore dell’installazione impianti ha ridotto l’occupazione dell’11,8%, mentre nel resto dell’attività del settore delle costruzioni si è perso il 34,2% degli occupati. E non solo il mondo dell’installazione impianti ha retto meglio alla crisi, ma lo ha fatto attraverso la tenuta della forza lavoro più qualificata.

Gli impianti giocano un ruolo sorprendente anche nel mercato delle opere pubbliche: vale infatti 20 miliardi di euro il mercato pubblico dell’impiantistica civile e industriale nel 2015 in Italia. Una cifra che segna un più 4,5% rispetto al 2014, fino a divenire il 67% degli appalti delle opere pubbliche. Un’importante quota di mercato che vede protagonista l’impiantistica, un settore che negli anni ha dimostrato di essere sempre più trainante per l’economia del Paese: basti pensare che dal 2002 al 2015 le gare per lavori che vedono protagonisti gli impianti sono state 128.307 per un importo complessivo di quasi 223 miliardi, cifra che si traduce nel 39% dei contratti per opere pubbliche e nel 57% degli importi spesi.

Dei 223 miliardi spesi in nuovi impianti dal 2002 al 2015, ben il 51% (113 miliardi) hanno riguardato impianti interni agli edifici (idrosanitari, cucine e lavanderie, gas e antincendio, termici e condizionamento del clima, interni elettrici, telefonici, radiotelefonici e televisivi nonché reti di trasmissione dati; impianti elettromeccanici trasportatori e di sollevamento, ascensori e scale mobili, pneumatici e antintrusione).
Nel 2015 tra i protagonisti del mercato degli impianti troviamo i bandi per la distribuzione del gas naturale: tra le iniziative di importo superiore ai 100 milioni, quelle relative alla distribuzione del gas sono 9 per un importo complessivo di oltre 3 miliardi di euro, ovvero il 15% del mercato degli impianti. Le tre gare maggiori riguardano i territori del Comune di Milano (1,4 miliardi), di Venezia (522 milioni) e Torino (333 milioni).

“I dati del Rapporto Cresme lo dicono chiaramente: mentre il mercato dell’edilizia stenta, il settore dell’impiantistica continua a crescere e anzi funge da traino del comparto edile.” – dichiara Massimiliano Pierini, Managing Director di Reed Exhibitions Italia – “In questo scenario, il settore idro-termo sanitario gioca un ruolo di rilievo. Ed è a questa eccellenza che MCE vuole offrire una vetrina unica, sia come strumento di conoscenza per un business competitivo che come porta di collegamento con mercati internazionali.”
“Per gli impianti siamo solo all’inizio. Siamo entrati in una nuova fase fortemente evolutiva nella quale si ridisegnano visioni strategiche, processi e prodotti. Il settore delle costruzioni si è avviato verso uno dei principali cambiamenti della sua storia.” – dichiara Lorenzo Bellicini, Direttore del Cresme – “L’innovazione tecnologica e soprattutto la digitalizzazione stanno ridefinendo lo scenario economico generale. E questo vuol dire macchine e impianti.”

Mce – Mostra Convegno Expocomfort è a Milano dal 15 al 18 marzo 2016. Alla conferenza inaugurale, sono intervenuti Lorenzo Bellicini – Direttore di Cresme, Carmine Battipaglia, Presidente CNA Impianti, Alberto Caprari – Presidente ANIMA (Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica Varia ed Affine), Marco Fortis – Vice Presidente Fondazione Edison, Giorgio Squinzi – Presidente Confindustria, Ferdinando Pastore – Direttore Tecnologia Industriale ICE.

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