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No allo ‘spalma incentivi’, si’ ai bond per le rinnovabili

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Nell’ambito della norma “taglia bollette”, conosciuta anche come “spalma incentivi”, non si deve procedere a una rimodulazione ulteriore dei meccanismi incentivanti. Anie Rinnovabili è favorevole, invece, a un meccanismo di emissione di bond che coinvolga il Gse e la Cassa depositi e prestiti. Una misura, di fatto, più efficace perché consente di incidere sulla componente A3 della bolletta, ovvero quella degli oneri di sistema che garantiscono dei risparmi molto più ingenti e immediati.

È questa una delle proposte emerse durante il tavolo di confronto che si è tenuto nei giorni scorsi a Milano presso la sede di Anie Confindustria, promosso da Anie Rinnovabili, associazione nata recentemente con l’intento di riunire le aziende che operano nel campo dell’energia da fotovoltaico, eolico, mini idraulico, biomasse e geotermia.

La ricetta di Anie Rinnovabili per lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili è molto semplice: innanzitutto, uno snellimento burocratico, realizzabile a costo zero, mediante una semplificazione delle procedure autorizzative, di connessione e di accesso alla rete che porterebbe a una diminuzione dei costi degli impianti fotovoltaici fino al 15-20%.

È necessario poi, così come più in generale nell’industria italiana, facilitare l’accesso al credito per le imprese, per esempio con l’introduzione di un fondo speciale – come il fondo  rotativo di Kyoto – per garantire tassi agevolati. Costituirebbero inoltre una fonte di benessere per il comparto altre misure, quali l’estensione della detrazione Irpef al 50% anche ai soggetti giuridici e il supporto incentivante alla sostituzione dell’amianto.

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