Progettazione antincendio avanzata: le potenzialità del Codice Prevenzione Incendi e strumenti di supporto | Ingegneri.info

Progettazione antincendio avanzata: le potenzialità del Codice Prevenzione Incendi e strumenti di supporto

Dalla progettazione antincendio basata su logica di tipo prescrittivo al focus sul concetto di rischio con approccio prestazionale. Quali strumenti possono favorire l’uso del Codice di Prevenzione Incendi?

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A cura del dott. Pietro Monaco – Namirial Spa

La progettazione antincendio è stata basata, fino ad ora, su una logica di tipo prescrittivo, lasciando al legislatore il compito di definire il concetto di rischio per l’attività in esame e al progettista il compito di verificare il rispetto di determinati requisiti nel progetto. In pratica il rispetto di regole tecniche, basate su strumenti di calcolo (ad esempio, gli Eurocodici per il calcolo analitico della classe REI delle strutture, le curve standard d’incendio, ecc.) e consistenti in misure preventive e protettive da rispettare come vincoli di progetto e codificate in disposizioni legislative, sono state considerate come  una garanzia del raggiungimento dei livelli minimi di sicurezza e quindi di un livello di rischio residuo accettabile.

Il. D.M. 3 agosto 2015 evidenza e focalizza il concetto di rischio, consentendo al professionista di uscire dai rigidi schemi prescrittivi e poter elaborare, sempre nel rispetto della normativa vigente in materia, soluzioni tecniche e gestionali flessibili e aderenti alle specifiche caratteristiche ed esigenze delle attività soggette al controllo di prevenzione incendi (metodo prestazionale). A partire da un rischio calcolato con modalità data derivano i limiti che i vari parametri progettuali dovranno rispettare per essere considerati conformi.  Il codice come grande novità ci fornisce la possibilità di non essere conforme ma alternativo, privilegiando l’approccio prestazionale in modo da cucire un vestito il più possibile aderente all’attività che si sta progettando, in cui è il progettista che è tenuto a dimostrare il raggiungimento del livello di prestazione collegato al rischio calcolato.

Da un’indagine del Consiglio Nazionale degli Ingegneri si è riscontrato un notevole interesse verso le nuove potenzialità introdotte dal Codice ma, allo stesso tempo, un utilizzo non diffuso dello stesso: oltre il 62% dei progettisti, infatti, pur avendo frequentato corsi di formazione incentrati sull’utilizzo del Codice, non ha provato ad utilizzarlo oppure ha rinunciato dopo un tentativo; di quelli che lo hanno adottato, pochi hanno fatto ricorso alle cosiddette soluzioni alternative.
Probabilmente a causa della percepita complessità dello strumento normativo, e conseguente aumento della responsabilità, il Codice è di fatto spesso ignorato a vantaggio del più “consolidato” metodo prescrittivo.

Per venire incontro alle problematiche legate all’utilizzo del codice, la Rete Professioni Tecniche, Associazione a cui aderiscono il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, il Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati, il Consiglio Nazionale dei Geometri e dei Geometri Laureati, il Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, il Consiglio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati, il Consiglio Nazionale dei Chimici, il Consiglio Nazionale dei Geologi e il Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Tecnologi Alimentari hanno promosso ed incentivato, a favore dei professionisti antincendio, lo sviluppo e la successiva validazione di un software applicativo di ausilio alla progettazione delle attività di prevenzione incendi (richiesta di valutazione progetto ed istanze di deroga) condotta mediante l’adozione del D.M. 3 agosto 2015 “Norme tecniche di prevenzione incendi” e successive integrazioni.

L’invito della Rete Professioni Tecniche, rivolto alle varie aziende nazionali operanti nel settore, è stato accolto favorevolmente dalla Namirial, azienda storica nel settore della produzione di software per i professionisti antincendio, con il software CPI WIN® Attività  che deve intendersi come uno strumento altamente professionale che aiuta i professionisti antincendio nel gestire in maniera efficace tutti gli adempimenti previsti dal D.P.R. n. 151/2011 come modificato dal D.M. 3 agosto 2015 in materia di Prevenzione Incendi.

La nuova funzionalità di Analisi degli scenari consente di evidenziare le interazioni fra i dati sensibili per il compartimento in esame, in particolare è possibile:

•analizzare le modifiche ai dati a partire da un progetto strutturato, ovvero un progetto in cui i dati del compartimento sono già presenti e si vuole analizzare l’interazione fra le varie strategie al variare di un dato sensibile. Il Confronto fra i livelli di prestazione effettivi ed i livelli di prestazione derivati dal cambiamento di un dato è immediato e viene subito visualizzato il miglioramento (in verde) o il peggioramento (in rosso) del livello di prestazione per lo scenario ipotizzato.

Fig.1

• creare un report evidenziando le modifiche da apportare ai dati per arrivare ai livelli di prestazione desiderati, segnalando anche l’impossibilità di assegnazione di un livello di prestazione impostato se non è ammesso per la strategia in esame sulla base del D.M. 3 agosto 2015 e relative RTV. Il programma nell’analisi dei livelli di prestazione darà anche delle indicazioni sui criteri possibili per la compensazione reciproca dei vari livelli di prestazione.

Fig.2

L’analisi degli scenari contiene anche la nuova funzionalità di definizione del modello di attività, che consente di comparare le soluzioni da adottare tra l’applicazione della regola tecnica verticale attualmente in uso e l’applicazione del D.M. 3 agosto 2015 e/o RTV al fine di valutare la scelta della norma che meglio si avvicina al caso in esame.

Fig.3

Il modello di attività consente inoltre di evidenziare quali sono i requisiti minimi da rispettare per ottenere il livello di prestazione inserito per ciascuna strategia antincendio in rapporto al profilo di rischio impostato tenendo conto delle interferenze fra le varie soluzioni possibili.
La situazione relativa all’effettivo utilizzo del Codice, ossia della metodologia RTO, viene costantemente monitorata dai VV.F., ai sensi dell’art. 4 del D.M. 3 agosto 2015 e s.m.i.; in virtù di tale attività, sono stati analizzati i dati fino a novembre 2017.

L’INAIL ha pubblicato un documento dal titolo “Il codice di prevenzione incendi”, che riporta la seguente analisi dell’utilizzo del codice per la presentazione dei progetti.
Dall’esame dei dati VV.F., inerenti i progetti di prevenzione incendi presentati dai professionisti ai Comandi VV.F., ai fini di una loro valutazione, si evince un trend positivo: dai 285 progetti presentati nel periodo 2015 – 2016 si è passati ai 729 nel periodo 2016 – 2017. Inoltre, l’incremento si registra sia nella tipologia delle soluzioni presentate, in quanto aumentano quelle alternative rispetto a quelle conformi e sia nell’esito positivo dei progetti.

Fig.4

In dettaglio, le pratiche presentate secondo la metodologia RTO, dal 2015 al 2017 (dati parziali), sono state 1.014 di cui solo in Veneto 274 contro le 3 in Basilicata. Nel medesimo periodo sono state presentate, senza considerare il ramo energia (es.: attività 1, 48, 74, ecc.), per la valutazione dei progetti, cumulativamente, 24.747 pratiche; considerando che la metodologia del Codice è applicabile a circa la metà di queste, è importante registrare che l’incidenza dell’applicazione del Codice è ancora bassa: si passa, ad esempio, da un 9,2% del Veneto a l’1,4 % della Puglia.

Fig.5
Da un primo bilancio dell’applicazione del Codice si può concludere che vi è un notevole interesse per il nuovo strumento rappresentato dal Codice, ma non ancora un utilizzo diffuso.

In quest’ottica di incentivazione si pone la Rete Professioni Tecniche che auspica l’utilizzo di prodotti informatici di nuova generazione di ausilio alla progettazione avanzata mediante il Codice di prevenzione incendi (D.M. 3 agosto 2015) in grado di supportare la progettazione completa delle misure di prevenzione e protezione antincendio di un’attività con riferimento alla RTO del D.M. 3 agosto 2015 e successive RTV integrative, per tutti i profili di rischio, le strategie ed i livelli di prestazione previsti.

La validità del prodotto CPI WIN® Attività è stata ufficialmente riconosciuta dalla Rete Professioni Tecniche che, dopo aver analizzato nel dettaglio le funzionalità innovative del software CPI WIN® Attività come strumento di supporto alla progettazione,  con nota prot. 675/2018 del 30 luglio 2018 attesta che la ditta NAMIRIAL S.p.A. ha sviluppato un programma informatico di ausilio alla progettazione avanzata mediante il Codice di prevenzione incendi (D.M. 3 agosto 2015), che soddisfa sostanzialmente i requisiti tecnici indicati nell’AVVISO in oggetto.

NAMIRIAL S.p.A. potrà quindi qualificare il programma di progettazione con il Codice di prevenzione incendi con la seguente iscrizione:
“Programma rispondente ai requisiti tecnici individuati dalla Rete delle Professioni Tecniche per la progettazione avanzata con il Codice di prevenzione incendi (D.M. 3 agosto 2015).
AVVISO R.P.T. del 13 settembre 2017.
L’obiettivo del software CPI WIN® Attività  è quello di fornire al professionista antincendio uno strumento interattivo in grado di avere sotto controllo e gestire in maniera efficace tutte le informazioni relative all’attività in esame, dai requisiti delle strutture, alla gestione degli impianti fino al sistema di gestione dell’attività in esame.

Fonte articolo Namirial S.p.A.

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