Progettazione antincendio hotel con la FSE: il caso di un albergo di lusso | Ingegneri.info

Progettazione antincendio hotel con la FSE: il caso di un albergo di lusso

Le norme tradizionali, il Codice e la Fire Safety Engineering per la progettazione antincendio di attività ricettive. Il caso pratico di un albergo di lusso da 800 posti

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Questo contributo costituisce uno stralcio dell’omonimo E-book edito da Wolters Kluwer a firma dell’autore. Nell’E-book viene affrontato il tema della progettazione della sicurezza antincendio dei fabbricati adibiti ad attività ricettive turistico-alberghiere.
La pubblicazione è strutturata in modo da costituire una linea guida per i progettisti nella predisposizione della relazione tecnica antincendio. È il secondo volume pubblicato nella collana dedicata alla progettazione antincendio (se siete interessati al primo, sugli uffici, cliccate qui).

Nell’articolo viene affrontata la progettazione di un grande albergo mediante tre impostazioni progettuali differenti: le regole tecniche tradizionali, il Codice di prevenzione incendi (integrato dalla nuova RTV del 2016) e la Fire Safety Engineering.
Oggetto della progettazione antincendio secondo le tre modalità sopra elencate è un fabbricato di nuova costruzione, destinato a contenere una struttura ricettiva di lusso con più di 800 posti letto.

Evoluzione della normativa antincendio
Una prima parte dell’E-book descrive l’evoluzione della normativa antincendio, che ha visto negli ultimi mesi la pubblicazione del Codice di prevenzione incendi e della nuova Regola tecnica verticale sulle attività ricettive.
Nello svolgimento dell’attività professionale in questo particolare periodo storico, caratterizzato da un continuo aggiornamento normativo, ci si trova a volte di fronte ad un bivio, e bisogna decidere quale approccio progettuale sia più conveniente seguire.
Per questo motivo, le successive sezioni dell’E-book affrontano la progettazione di un grande albergo mediante tre impostazioni progettuali differenti:
• Le regole tecniche tradizionali, in particolare il D.M. 9 aprile 1994;
• Il Codice di prevenzione incendi, integrato dalla nuova RTV del 9-08-2016;
• La Fire Safety Engineering.
Si tenga conto che le prime due metodologie sono alternative tra di loro, mentre la F.S.E. può essere applicata nel caso in cui sia necessario chiedere una deroga ad una particolare misura prevista dalla norma. Pertanto la F.S.E. è stata presa in considerazione per sviluppare alcuni particolari aspetti della progettazione dell’albergo e non l’intero progetto.
Da qualche anno abbiamo assistito ad un’evoluzione, o forse una rivoluzione, normativa, un continuo aggiornamento di regole tecniche orizzontali e verticali, con l’obiettivo di fornire al progettista degli strumenti più flessibili, delle linee guida applicabili ai casi comuni ed ai casi particolari.
Questo tipo di evoluzione normativa sta comportando una progressiva specializzazione professionale del progettista antincendio, portando quindi allo sviluppo di figure professionali che fanno della progettazione antincendio la propria esclusiva vocazione.
Da considerare inoltre che l’avvento dell’obbligo dell’aggiornamento professionale periodico non permette ai professionisti di mantenersi abilitati ed aggiornati in molteplici settori, bensì ne favorisce la specializzazione. Solo un professionista antincendio specializzato possiede infatti le competenze e l’esperienza per applicare efficacemente le misure previste dalle nuove normative di tipo prestazionale.

La nuova Regola Tecnica Orizzontale del 2015
La nuova Regola Tecnica Orizzontale è:
“Decreto del Ministro dell’Interno del 3 agosto 2015. Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.”
Inizialmente non applicabile alle attività ricettive turistico-alberghiere, il suddetto D.M., denominato anche Codice di prevenzione incendi, è stato integrato dal seguente decreto, che costituisce la nuova RTV (Regola Tecnica Verticale) sulle attività ricettive e ne permette l’applicazione anche a questa tipologia di attività soggetta:
• Decreto del Ministro dell’Interno del 9 agosto 2016. Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le attività ricettive turistico-alberghiere, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.

Tipologia di attività soggetta: Attività ricettive turistico-alberghiere
I parametri che determinano se un fabbricato (o parte di fabbricato) è soggetto ai controlli del CNVVF sono indipendenti dalla norma tecnica che il progettista applicherà, essendo definiti da una norma generale, il Decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151. L’Allegato I al suddetto D.P.R., introduce la seguente:
attività soggetta n. 66
suddivisa in tre categorie, in base ad un solo parametro, il numero di posti letto.

Codice ai sensi del vecchio D.M. 16 febbraio 1982
(abrogato)
Codice ai sensi del D.P.R. n. 151/2011 Descrizione attività soggetta
Alberghi con oltre 25 posti letto
N. 84 N. 66. A 25 < n. posti letto ≤ 50
N. 66. B 50 < n. posti letto ≤ 100
N. 66. C 100 < n. posti letto

Modalità di utilizzo del Codice di prevenzione incendi
Nel caso in cui il progettista antincendio scelga di seguire il Codice P.I. anziché la previgente RTV del 1994, il progetto va sviluppato interamente con:
• D.M. 3 agosto 2015 (RTO)
• D.M. 9 agosto 2016 (RTV Attività ricettive).

figura 1

In generale il Codice P.I. indirizza il progettista verso le soluzioni antincendio da adottare nel progetto, che possono essere:
Soluzioni conformi: sono proposte direttamente dal Codice e si possono applicare direttamente senza ulteriori argomentazioni per la dimostrazione della loro efficacia nel caso specifico;
Soluzioni alternative: sono definite dal Codice e possono essere proposte dal progettista. In questo caso il progettista antincendio è tenuto a dimostrare l’adeguatezza delle soluzioni alternative mediante i metodi ordinari di progettazione definiti dal paragrafo G.2.6 e dalla Tabella G.2-1;
Soluzioni in deroga: devono essere proposte dal progettista antincendio, che è tenuto a dimostrare l’adeguatezza delle soluzioni in deroga mediante i metodi avanzati di progettazione definiti dal paragrafo G.2.7 e dalla Tabella G.2-2.

Descrizione generale del progetto

Il fabbricato in corso di realizzazione

Il fabbricato in corso di realizzazione

Oggetto della progettazione antincendio è un fabbricato di nuova costruzione, da adibire a struttura alberghiera di lusso. Il fabbricato fa parte di un complesso che prevede anche un grande centro congressi ma è isolato e separato da quest’ultimo.
L’Albergo si sviluppa, con i servizi annessi, in un edificio fuori terra non comunicante con il Centro Congressi, la capienza globale è di 882 posti distribuiti in n. 17 piani f.t. e tre piani interrati (altezza antincendio: 52,20 m); è composto da:
Camere doppie, distribuite in n. 14 piani (dal piani 1÷14) con 31 camere ciascuno, per un totale di 434 camere
Camere Suites, localizzate ai piani 15 e 16 per un totale di 7 camere
Centro Benessere, localizzato ai piani 15 e 16
Hall, Reception e servizi, al piano terreno;
Ristorante Albergo, al piano terreno, con cucina alimentata a gas (attività n. 91 del D.M. 16 febbraio 1982);
Sale Meeting Albergo, composte da 4 sale da 99 posti per 396 posti complessivi e posizionate nell’ammezzato superiore del primo piano interrato, con servizi annessi;
Locali di servizio, al piano secondo interrato, composti dai depositi e le centrali tecniche (l’ammezzato inferiore del primo piano interrato è di competenza del Centro Congressi; a questo piano non sono presenti locali dell’albergo, ma solo cavedi tecnici, ascensori e scale passanti, inaccessibili)
Al piano terra sono presenti il ristorante, le cucine, la hall, la reception, alcuni uffici direzionali, i locali accessori.
I piani delle camere sono suddivisi in due porzioni, separate da un volume a tutt’altezza che ospita la hall e le passerelle di collegamento, oltre ai vani ascensore vetrati.

Progettazione con il Codice e la nuova RTV del 9 agosto 2016
Di seguito alcuni brevi stralci della progettazione secondo il Codice di prevenzione incendi e la nuova RTV di cui al D.M. 9 agosto 2016

Classificazione delle aree dell’attività
Nel fabbricato in progetto sono presenti le seguenti tipologie di aree:
TA – spazi riservati: uffici, mensa al piano L0;
TB – spazi comuni: sale meeting (99 pp.) al piano L-1bis; hall al piano L0; Centro benessere ai piani L15 ed L16 ;
TC – spazi di riposo: camere d’albergo a tutti i piani dal L1 al L14;
TM – depositi con S > 25 mq e c.i. > 600 MJ/mq (circa 34 kgls/mq): depositi al piano L-2;
TO – locali con affollamento > 100 persone: ristorante e bar al piano L0;
TK – locali con c.i. > 1.200 MJ/mq: guardaroba al piano L0; depositi al piano L-2;
TT – locali apparecchiature elettriche: cabine elettriche al piano L-2, C.E.D. e control room al piano L-1bis;
TZ – altri locali: cucina, lavanderia e servizi al piano L0.

Definizione dei profili di rischio
Uno dei parametri definiti dal Codice per la valutazione del rischio è il profilo di rischio vita Rvita.
Per le varie aree del fabbricato, si possono definire i seguenti profili di rischio Rvita:

Piano Destinazione d’uso Rvita
Piano L-2 Depositi A3
Piano L-1bis Sale meeting (99 pp.) B2
Piano L-1bis C.E.D., Control Room e locali tecnici accessori A3
Piano terra L0 Hall B2
Piano terra L0 Ristorante B2
Piano terra L0 Uffici, mensa A2
Piano terra L0 Cucina e servizi A3
Piano terra L0 Guardaroba A3
Tutti i piani da L1 a L14 Camere d’albergo Ciii 2
Piani L15, L16 Centro benessere B2

Reazione al fuoco
Il Codice applica una nuova suddivisione dei materiali, raggruppati in base alle classi di reazione al fuoco in 4 gruppi omogenei.
Pertanto, i materiali installati nel fabbricato saranno:

Locale Rvita Gruppi di materiali
Vie di esodo (di tutti i profili Rvita) tutti GM0 GM1 GM2 GM3 GM4
Camere d’albergo
(tendaggi e mobili imbottiti)
Ciii 2 GM0 GM1 GM2 GM3 GM4
Camere d’albergo (altri materiali A3 GM0 GM1 GM2 GM3 GM4
C.E.D., control room, cucina, uffici, mensa, guardaroba A3 GM0 GM1 GM2 GM3 GM4
Area Wellness, hall, ristorante, sale meeting B2 GM0 GM1 GM2 GM3 GM4
Depositi A3 GM0 GM1 GM2 GM3 GM4

Resistenza al fuoco
Il Codice prescrive 5 Livelli di prestazione per la resistenza al fuoco, mutuati, con alcuni aggiornamenti, dal D.M. 9 marzo 2007.
Di seguito si riportano i calcoli della classe minima di resistenza al fuoco, tenendo conto che nel caso delle attività ricettive, con la pubblicazione del Capitolo V.5, queste verifiche possono essere considerate una possibile integrazione della classe minima definita a priori dal normatore, nel caso in cui il carico di incendio determinato dal Progettista Antincendio per l’attività in progetto risulti superiore a quello derivante dalla classe minima stabilita dal Capitolo V.5.
Nel caso dell’attività in progetto, infatti, dopo la pubblicazione del Capitolo V.5, la classe minima di resistenza al fuoco è definita direttamente dal normatore.

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Il fabbricato in progetto, classificato HD, deve rispettare la classe R/REI 60, valida per i piani fuori terra in quanto ai piani interrati sono ubicate destinazioni d’uso che prevedono classi di resistenza al fuoco superiori (depositi, locali tecnici a rischio specifico).
Il Codice P.I prevede che il Progettista Antincendio possa valutare ed adeguatamente argomentare soluzioni alternative o in deroga per la resistenza al fuoco delle strutture portanti. Si possono utilizzare curve di incendio di tipo naturale anziché quelle nominali “standard”.
Tali curve naturali vengono ricavate con i seguenti metodi:
• modelli di incendio sperimentali;
• modelli di incendio numerici semplificati (Eurocodice UNI EN 1991-1-2);
• modelli di incendio numerici avanzati.

Compartimentazione
La filosofia della compartimentazione adottata nel Codice è la seguente:
• Separare le aree a rischio specifico rispetto alle tradizionali aree adibite a camere;
• Suddividere l’area adibita ad attività ricettiva in più compartimenti antincendio;
• Proteggere le aree ricettive dalle costruzioni e attività vicine mediante ulteriore compartimentazione o, in alternativa, interposizione di idonea distanza di separazione;
• Porre dei limiti all’ubicazione ai piani interrati delle aree a rischio specifico ed alle loro comunicazioni con le aree ricettive situate ai piani fuori terra, anche in base all’altezza antincendio complessiva dell’attività.
Da queste prime verifiche si desumono le seguenti note rispetto alla suddivisione in compartimenti stabilita dalla RTV tradizionale:
• Viene confermata la separazione REI tra i vari piani del fabbricato, con la possibilità di inserire in un unico compartimento multipiano le aree TC fino a quota +12m (L+1, +2 e +3);
• Viene confermata la separazione REI tra i due piani del Centro Wellness in quanto non conformi alle condizioni della Tabella S.3-5 per applicare il compartimento multipiano;
• Viene confermata la separazione REI, in ogni piano, tra i due compartimenti TC (camere) e la hall multilivello;
• Viene confermata la separazione REI dei locali di servizio e accessori, con diverso Rvita;
• Viene eliminata la prescrizione relativa alla classe REI30 per le pareti tra le camere ed i corridoi e quella delle porte RE30 delle porte delle camere verso i corridoi;
• Per le aree TK – locali con c.i. > 1.200 MJ/mq – viene richiesto il requisito aggiuntivo a prova di fumo. Questo comporta che i depositi al L-2 siano dotati di filtro a prova di fumo e che il guardaroba al piano L0 sia dotato di filtro a prova di fumo verso gli altri locali oppure di sistema SEFC dedicato;
• La Tabella V.5-2 chiede che le aree TZ siano di tipo protetto o a prova di fumo in base alla valutazione del rischio. Al L0 il progetto prevede una cucina ed una lavanderia, considerabili come aree TZ, progettate a prova di fumo (tramite interposizione di filtro a prova di fumo) in conformità con il D.M. 12 aprile 1996, tuttora in vigore;
• La RTV del 2016 non chiederebbe la separazione a prova di fumo delle salette meeting al piano L-1bis, che invece è stata prevista nel progetto secondo le norme tradizionali;
• Assume maggiore importanza la progettazione antincendio delle facciate, in particolare per la compartimentazione orizzontale tra i vari piani.

Deroga Hall a tutt’altezza
Il progetto del fabbricato prevede anche un caso molto particolare, come di seguito descritto.
La conformazione architettonica dell’albergo prevede un volume centrale trasparente a tutt’altezza, costituito da:
• L0: hall e reception;
• Tutti i piani: passerelle sospese e ascensori panoramici.
La configurazione descritta non rispetta né la norma tradizionale (punto 6.3 del D.M. 9 aprile 1994) né il Codice, pertanto è necessario chiedere un’apposita deroga.
Nel progetto sviluppato secondo la norma tradizionale sono state proposte le seguenti misure antincendio compensative:
• aperture EFC sulla sommità del volume;
• sistema SENFC a norma UNI 9494 per la reception;
• separazioni REI 120 a tutti piani verso i locali adiacenti;
• comunicazioni tramite filtri a prova di fumo;
• al piano L0 la hall multilivello è dotata di barriera al fumo rispetto alla reception;
• la % di materiali in classe 1 è ridotta al 30%;
• il carico di incendio (compresi i mobili) è limitato a 5 kgls/mq;
• protezione con impianto sprinkler di tutti i locali della struttura alberghiera;
• reti antincendio con alimentazione idrica ad alta affidabilità.
Considerato che anche l’applicazione del Codice P.I. avrebbe richiesto la formulazione di una misura in deroga (punto G.2.7 del D.M. 3 agosto 2017), è stato sviluppato un apposito studio secondo i metodi della Fire Safety Engineering, che è descritto in fondo al presente e-book.

Esodo
L’obiettivo è quello di garantire l’esodo in sicurezza degli occupanti, che deve essere possibile a prescindere dall’intervento dei Vigili del fuoco.
Procedure ammesse per l’esodo:
• esodo simultaneo (applicato nel fabbricato preso qui ad esempio);
• esodo per fasi (per es. in edifici con grande affollamento o grandi dimensioni dove non è possibile o non è necessario l’esodo simultaneo);
• esodo orizzontale progressivo (per es. negli ospedali suddivisi in reparti compartimentati);
• protezione sul posto (in casi particolari, per es. in centri commerciali o aeroporti).
La progettazione del sistema di esodo secondo la nuova normativa deve far riferimento alle nuove definizioni antincendio introdotte dal Codice, che modificano significativamente quelle finora utilizzate e desunte dal D.M. 30 novembre 1983 e dallo stesso D.M. 22 febbraio 2006.
Risultano significative le nuove definizioni della compartimentazione a prova di fumo e l’introduzione dei serramenti a tenuta rispetto ai fumi a temperatura ambiente (per esempio le porte E60-Sa).
Tipologia vani scala di esodo: il fabbricato sarà dotato di uno scalone di rappresentanza non utilizzato per l’esodo, che metterà in comunicazione più livelli di un unico compartimento multipiano.
Le vie di esodo verticali, per i piani fuori terra, sono protette da vani con resistenza al fuoco determinata nei capitoli S.2 ed S.3, quindi almeno REI/EI 60. Le chiusure dei varchi di comunicazione sono almeno E 60-Sa (porte a tenuta di fumo per 60 minuti).
Ai piani interrati i vani scala (ma anche gli altri collegamenti verticali tra i piani) sono REI/EI 120 e le porte E 120-Sa.
Il Codice richiederebbe, per l’esodo, almeno un vano scala di tipo a prova di fumo, poiché:
• Le scale servono piani a quota superiore a 32 m.
In questo caso specifico, il Progettista ritiene comunque di prevedere tutti i vani scala d’esodo a prova di fumo per tutti i livelli del fabbricato.
Si noti che il D.M. 9 aprile 1994 aveva comportato l’adozione di vani scala esclusivamente di tipo a prova di fumo (fabbricato con più di 6 piani fuori terra).
Considerata la presenza del livello L-2 a quota inferiore a -5 m, i vani scala d’esodo saranno dotati di separazione REI/EI 120 tra i piani interrati ed i piani fuori terra.
Si noti che questa prescrizione è una novità rispetto al D.M. 9 aprile 1994.

Il Codice inserisce la nuova verifica di ridondanza per le vie di esodo, sia orizzontali che verticali, mutuandola dalle norme tecniche estere. Si noti che se si prevedono vani scala di tipo a prova di fumo o esterno, tali vie di esodo non sono soggette alla verifica di ridondanza poiché si considerano sempre disponibili.

Gestione della sicurezza
Il Codice attribuisce notevole importanza alla Gestione della sicurezza in esercizio ed in emergenza. Come per le altre strategie antincendio, sono definiti i livelli di prestazione ed i criteri per attribuire alle attività i corrispondenti livelli.

figura 3

Controllo dell’incendio
In questa sezione dell’E-book vengono descritte le misure adottate nel progetto del fabbricato alberghiero preso ad esempio per affrontare l’incendio, intese come protezione base, protezione manuale, protezione automatica.
Come per le altre strategie antincendio, sono definiti i livelli di prestazione ed i criteri per attribuire alle attività i corrispondenti livelli.

figura 4

L’attività è stata classificata: PD (N < 1.000 posti letto), HD (H < 54 m).
Pertanto, secondo la seguente Tabella V.5-3:

figura 5

Rivelazione ed allarme
Il Codice definisce i livelli di prestazione ed i criteri per attribuire alle attività i corrispondenti livelli.

figura 6

Per individuare il corretto livello di prestazione si deve seguire il punto V.5.4.7 del Capitolo V.5.

figura 7

Controllo di fumi e calore
L’obiettivo di questa misura antincendio è garantire il controllo, l’evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio.
La novità più importante introdotta dal Codice è la suddivisione dei presidi per il controllo di fumo e calore in due macro-tipologie:

Presidi per il controllo di fumo e calore
Tipo di presidio Aperture di smaltimento di fumo e calore d’emergenza Sistemi (impianti) per l’evacuazione di fumo e calore (SEFC)
Funzione Permettono l’allontanamento (smaltimento) dei fumi e del calore durante le operazioni di estinzione dell’incendio da parte delle squadre di soccorso. Garantiscono la formazione di un adeguato strato di aria indisturbata e libera dai fumi durante lo sviluppo dell’incendio.
Mantengono le vie di esodo libere dai fumi, ritardano o impediscono il flashover, riducono gli effetti termici sulle strutture e le persone.
Modalità Aperture di smaltimento generalmente coincidenti con quelle già ordinariamente disponibili per la funzionalità dell’attività (finestre, porte, lucernari apribili…) Sistemi (impianti) adeguatamente progettati secondo le norme di settore.
Possono essere di tipo naturale (SENFC) o forzato (SEFFC).

Operatività antincendio
In questa Strategia sono riportate le indicazioni per le misure antincendio da progettare al fine di consentire e facilitare l’intervento dei soccorritori esterni (Vigili del Fuoco).

figura 8

Sicurezza degli impianti tecnologici e di servizio

Impianti tecnologici e di servizio
a Elettricità Produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione e utilizzo dell’energia elettrica
b Scariche atmosferiche Protezione contro le scariche atmosferiche
c Sollevamento Produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione e utilizzo dell’energia elettrica
d Sostanze infiammabili Deposito, trasporto, distribuzione, utilizzazione di solidi, liquidi e gas combustibili, infiammabili e comburenti (impianti  non costituenti attività soggetta)
e Climatizzazione Riscaldamento, climatizzazione, condizionamento, refrigerazione, evacuazione prodotti della combustione ventilazione, aerazione
f Esplosioni Controllo delle esplosioni

Tabella riassuntiva delle differenze tra RTV 1994 ed RTV 2016
Dopo aver effettuato la progettazione dell’attività sia con le norme tradizionali che con il Codice di prevenzione incendi, l’E-book illustra le principali novità e modifiche rispetto ai due approcci, mediante una tabella riassuntiva, della quale si riporta di seguito uno stralcio (la tabella completa è recuperabile dall’E-book).

Principali differenze tra norma tradizionale e codice + RTV 2016
D.M. 9 aprile 1994 D.M. 3 agosto 2015 + D.M. 9 settembre 2016
Classificazione degli uffici
Tipo a): albergo
Capienza > 25 posti letto
PD in base al numero di posti letto.
HD in base alla massima quota dei piani.
Classificazione ulteriore delle aree dell’attività.
Classificazione in base al Profilo di rischio vita Rvita, Rbeni e Rambiente
Accessibilità ai soccorsi
Accostamento autoscale oppure scale a prova di fumo Accostamento autoscale. Percorsi verticali protetti.
Separazioni e comunicazioni
Comunicazioni a prova di fumo, solo con attività pertinenti e soggette ai controlli di prevenzione incendi Vedere schema grafico alle pagine precedenti
Resistenza al fuoco
Classe minima: R/REI 90 (120 in progetto) Classe R/REI 60 (R30 elementi strutt. secondari)
Reazione al fuoco nelle vie di esodo
Materiali in classe 0 (50%) e 1 (50%) GM0, GM1, GM2
Reazione al fuoco negli altri ambienti
Pavimentazioni in classe 2, altri rivestimenti in classe 1 (oppure classe 2 se c’è SEFC o sprinkler) GM0, GM1, GM2, GM3

Progettazione con la Fire Safety Engineering

Modello FDS della camera oggetto dell'incendio

Modello FDS della camera oggetto dell’incendio

Modellazione di incendio in una delle camere dell'albergo

Modellazione di incendio in una delle camere dell’albergo

La Fire Safety Engineering usa metodi ingegneristici, incluse simulazioni fluidodinamiche con software CFD (Computational Fluids Dynamics), mediante la simulazione realistica dello sviluppo di un incendio. Tale modellazione viene svolta in molteplici scenari di incendio, al fine di valutare ed ottimizzare le caratteristiche del fabbricato che rivestono particolare importanza per la sicurezza delle persone (propagazione di fumo e specie tossiche, incremento delle temperature…) oltre che per la stabilità e sicurezza stessa dell’edificio (in particolare l’impatto delle alte temperature sugli elementi strutturali in genere). L’analisi dell’edificio o di una parte dello stesso viene svolta mediante i metodi FSE e sviluppando simulazioni di incendio in diversi scenari critici, concordati con il Comando VV.F.
Nel caso di un albergo ubicato in un fabbricato di grande altezza, con le peculiarità precedentemente descritte (hall a tutt’altezza), la F.S.E è stata applicata per predisporre l’esempio qui riportato, trattandosi di mero esercizio ingegneristico non aderente necessariamente alla reale configurazione eseguita in cantiere.
L’obiettivo delle valutazioni F.S.E. è il seguente:
1. valutare la sicurezza per gli ospiti che impegnano il corridoio di piano durante un incendio, per raggiungere i due vani scala di esodo a servizio della porzione di piano (per esempio il compartimento ovest);
2. valutare l’adeguatezza del sistema SENFC previsto a servizio della hall multipiano, che non costituisce via di esodo;
3. valutare l’adeguatezza del sistema SENFC previsto a servizio della reception al piano terra.

Modellazione dell'incendio con propagazione nel corridoio di piano

Modellazione dell’incendio con propagazione nel corridoio di piano

Modellazione dell'incendio nella hall al piano terra

Modellazione dell’incendio nella hall al piano terra

Leggi anche: Fire Safety Engineering in un’attività di deposito: un esempio pratico

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