Sicurezza antincendio in musei e biblioteche: un'analisi della nuova RTV sugli edifici tutelati | Ingegneri.info

Sicurezza antincendio in musei e biblioteche: un’analisi della nuova RTV sugli edifici tutelati

Un'analisi ragionata della bozza della futura RTV antincendio sugli edifici tutelati che ospitano attività come musei, gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche e archivi. La nuova RTV costituirà probabilmente il capitolo “V.9” del Codice di prevenzione incendi

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Di recente è stata emessa dalla DCPST la bozza della futura regola tecnica antincendio sugli edifici tutelati che ospitano attività come musei, gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche e archivi. La nuova RTV costituirà probabilmente il capitolo “V.9” del Codice di prevenzione incendi.
Attualmente la norma è nella fase di confronto con le categorie professionali e si ritiene che verrà pubblicata a breve, senza sostanziali modifiche rispetto alla bozza diffusa.
L’esame completo della nuova norma sarà previsto in un nuovo eBook su questa RTV, che completerà la collana a firma del professionista antincendio ing. Filippo Cosi, già autore di eBook dedicati alle altre RTV pubblicate a partire dal 2016 a integrazione del Codice di prevenzione incendi e disponibili su Shop.Wki.
Le attività comprese nella futura RTV rientrano anche tra quelle che già il D.M. 9 maggio 2007 citava come meritevoli di una progettazione con l’approccio prestazionale (abbiamo parlato dell’argomento in questo articolo). Ciò si traduce nell’applicazione della Fire Safety Engineering, che sempre più si sta dimostrando uno strumento imprescindibile per lo studio delle soluzioni alternative e in deroga, ma anche per quantificare l’efficacia delle soluzioni conformi adottate dal progettista o per scegliere la soluzione migliore tra diverse configurazioni possibili.

Premessa

Il Codice di prevenzione incendi costituisce il nuovo strumento normativo per la progettazione antincendio di diverse attività soggette ai controlli di prevenzione incendi.
Il panorama delle attività rientranti nel suo campo di applicazione si è progressivamente ampliato grazie alla pubblicazione di alcune RTV (regole tecniche verticali).
Dopo la pubblicazione delle regole tecniche verticali (RTV) per gli uffici, le attività ricettive, le autorimesse, le attività scolastiche, molto probabilmente verranno emanate quelle sulle attività commerciali e sugli edifici tutelati aperti al pubblico e contenenti musei, mostre, biblioteche, archivi.

Attività rientranti

Le RTV finora pubblicate sono oggetto di specifici eBook già in commercio, che affrontano la progettazione di tali tipologie di attività con le norme tradizionali, le nuove RTV e la Fire Safety Engineering. La RTV sugli edifici tutelati verrà pubblicata prossimamente mediante apposito decreto ministeriale.
Questo articolo costituisce un’anticipazione di un futuro eBook che completerà la collana a firma dell’ing. Filippo Cosi.

L’attività n. 72: quando si applica e quando no

Lo spirito che si desume dalle RTV finora emanate è che il campo di applicazione di ciascuna RTV è stato fatto coincidere con il campo di assoggettabilità ai controlli di prevenzione incendi, come definiti dall’Allegato I al D.P.R. n. 151 del 1° agosto 2011.

Confronto del campo di applicazione tra RTV Musei e D.P.R. n. 151/2011
Futura RTV D.P.R. n. 151/2011
Gli edifici sottoposti a tutela ai sensi del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, aperti al pubblico, destinati a contenere musei, gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche e archivi. Attività n. 72 (solo categoria C).
Gli edifici sottoposti a tutela ai sensi del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, aperti al pubblico, destinati a contenere musei, gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche e archivi, nonché qualsiasi altra attività contenuta nel presente Allegato.

Risulta evidente che nel caso della RTV.9 siano esclusi gli edifici tutelati e aperti al pubblico ma che non ospitano musei, gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche e archivi.
Una caratteristica che fa ricadere l’attività nel codice 72. cè l’apertura dell’edificio al pubblico.
Se l’edificio è tutelato ma non è aperto al pubblico, non rientra nell’attività 72 e neppure nel campo di applicazione della futura RTV.9.
Se l’edificio è tutelato e aperto al pubblico, e inoltre ospita un’attività di uffici con più di 300 persone ma non un museo o una biblioteca, rientra nell’attività 72.c ma non nella RTV Musei.
Se l’edificio è tutelato e non aperto al pubblico, e inoltre ospita un’attività di uffici con più di 300 persone ma non un museo o una biblioteca e, non rientra nell’attività 72.c e neppure nella RTV Musei.

Condizioni per rientrare nell’attività n. 72.c del D.P.R. n. 151/2011
1 L’edificio deve essere sottoposto a tutela ai sensi del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42
2 L’edificio deve contenere una qualsiasi delle attività soggette (non solo musei ma per esempio uffici, attività ricettive, eccetera)
3 L’edificio deve essere aperto al pubblico

 

Condizioni per rientrare nella RTV.9
1 L’edificio deve essere sottoposto a tutela ai sensi del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42
2 L’edificio deve contenere musei, gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche, archivi
3 L’edificio deve essere aperto al pubblico

Di recente è stata pubblicata la Lettera Circolare DCPREV prot. n. 3181 del 15 marzo 2016, con allegate le:
Linea guida per la valutazione, in deroga, dei progetti di edifici sottoposti a tutela ai sensi del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, aperti al pubblico, destinati a contenere attività dell’allegato 1 al D.P.R. 1° agosto 2011.
Questa pubblicazione è stata sviluppata avendo come base di partenza proprio la metodologia di progettazione innovativa del Codice di Prevenzione Incendi e costituisce un ausilio al progettista (non è una norma cogente), ai fini della progettazione in deroga degli edifici rientranti nell’attività 72 (quindi aperti al pubblico) ad eccezione di quelli contenenti musei, gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche, archivi, che infatti restano disciplinati da:

•    D.M. n. 569 del 20 maggio 1992 “Norme di sicurezza antincendio per gli edifici storici e artistici destinati a musei, gallerie, esposizioni e mostre”;
•    D.P.R. n. 418 del 30 giugno 1995 “Norme di sicurezza antincendio per gli edifici di interesse storico-artistico destinati a biblioteche ed archivi”.

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Una lettura commentata della RTV.9

Classificazioni
Nella RTV.9 vengono riproposte le classificazioni delle aree dell’attività, in analogia con le precedenti RTV ma calate sulla fattispecie oggetto della norma.

Classificazioni
TA locali aperti al pubblico dedicati a sale espositive, sala lettura, sala di consultazione e relativi servizi
TC aree non aperte al pubblico, adibite ad uffici e servizi, di superficie > 200 m2
TM depositi con carico di incendio specifico qf > 600 MJ/m2, aventi superficie > 25 m2
TK1 locali ove si detengono o trattano sostanze o miscele pericolose o si effettuano lavorazioni pericolose ai fini dell’incendio o dell’esplosione; locali con carico di incendio specifico qf > 1200 MJ/m2
TK2 deposito beni tutelati
TO locali con affollamento > 100 persone
TT locali in cui siano presenti quantità significative di apparecchiature elettriche ed elettroniche, locali tecnici rilevanti ai fini della sicurezza antincendio
TZ altre aree non ricomprese nelle precedenti o zone ad accesso soggetto a particolari condizioni d’uso. Ad esempio: zone ipogee, torri, sottotetti

 

Figura 1. Esempio di teatro inserito in edificioi tutelato

Figura 1. Esempio di teatro inserito in edificioi tutelato

Reazione al fuoco
Come per altre RTV precedenti, viene evidenziata la prescrizione relativa alla reazione al fuoco dei materiali nelle vie di esodo, che devono essere almeno nel gruppo GM2.

Figura 2. Esempio di superficie tutelata che non rispetta le classi di reazione al fuoco, non modificabile

Figura 2. Esempio di superficie tutelata che non rispetta le classi di reazione al fuoco, non modificabile

Resistenza al fuoco
Viene richiesta la classe minima 30 per i piani fuori terra (a quota superiore a -1m) e 60 per i piani a quota inferiore.  Sono previste alcune eccezioni per le aree TA, TC, TO, legate proprio alla natura di bene tutelato, per le quali sono quindi introdotte limitazioni al carico di incendio e prestazioni superiori per la gestione della sicurezza antincendio. Rimane assodato, come per tutte le RTV, l’onere del progettista di calcolare il carico specifico di progetto (qfd) e dimostrare che la classe richiesta sia compatibile con la minima richiesta.

Compartimentazione
Viene limitata l’ubicazione delle aree TA e TO a quote inferiori a -5 m. Le aree TM, TT, TK1 e TK2 devono essere compartimentate rispetto alle altre aree.
Vengono introdotte alcune modifiche al Codice, relativamente alla tipologia delle comunicazioni con altre attività civili (rif. S.3.10), permettendo la comunicazione di tipo semplicemente protetto con altre attività civili, anche se afferenti a responsabili diversi ed in assenza di necessità funzionale, tramite un sistema di esodo comune, se il Rvita ricade nei casi A1, A2, B1 o B2.
Per esempio, sarà possibile che in un edificio tutelato siano compresenti un museo aperto al pubblico e degli uffici, anche aperti al pubblico, quindi con Rvita = B2, che entrambi comunicano con un vano scale in comune, semplicemente con porte EI, senza la necessità di aggiungere nuovi filtri a prova di fumo, il cui impatto sulle caratteristiche del bene tutelato non sarebbe gestibile.

Figura 3. Esempio di solaio aulico al quale non è possibile applicare una protezione passiva

Figura 3. Esempio di solaio aulico al quale non è possibile applicare una protezione passiva

Esodo
Per questa strategia vengono introdotte diverse integrazioni rispetto al Codice P.I., in quanto dalle numerose deroghe presentate in questi anni relativamente a tali aspetti, è risultata evidente la necessità di introdurre semplificazioni normative e soluzioni più flessibili, che proprio lo spirito del Codice permette ed incoraggia.
Sono quindi previste nuove possibilità progettuali per quegli aspetti che è frequente riscontrare negli edifici costruiti nelle epoche passate:
– l’esodo per fasi;
– l’altezza delle vie di esodo;
– la geometria dei gradini delle scale;
– gli infissi tutelati ubicati lungo i percorsi di esodo;
– la necessità di percorsi di esodo alternativi;
– la larghezza delle vie di esodo, con valori ammissibili fino a 80 cm.
Le misure antincendio aggiuntive, richieste per le eccezioni sopra elencate, ricadono nei campi dell’illuminazione di sicurezza, della gestione della sicurezza antincendio, dell’informazione agli occupanti, dei limiti all’affollamento, della reazione al fuoco dei materiali.
Ad eccezione di una nota relativa all’altezza delle vie di esodo, tra le misure compensative citate non sono previste, allo stato attuale della norma, misure aggiuntive di tipo impiantistico, ovvero misure di protezione attiva particolari o tecnologie innovative, che invece si ritiene particolarmente indicate per questi aspetti. Tali misure, eventualmente analizzate con i metodi della Fire Safety Engineering, costituirebbero un’ulteriore possibilità progettuale, molto interessante.

Figura 4. Esempio di via di fuga verticale che non è possibile adeguare

Figura 4. Esempio di via di fuga verticale che non è possibile adeguare

Gestione della sicurezza antincendio
Seguendo lo spirito delle citate Linee Guida del 15 marzo 2016 e delle numerose deroghe concesse negli anni su questa tipologia di attività, la RTV.9 assegna una particolare importanza alla strategia S.5, chiedendo in molti casi il livello III di prestazione, ovvero la “Gestione della sicurezza antincendio di livello avanzato per attività complesse”, nell’auspicio che i titolari di queste attività non la interpretino come mero adempimento burocratico con annessa produzione di ingente mole di inutili documenti generici quanto piuttosto come strumento di gestione efficace e capace di suscitare la giusta sinergia tra gli attori che intervengono ai fini della sicurezza.
La novità più evidente introdotta dalla futura RTV.9 nell’ambito della strategia S.5 è il cosiddetto “Piano di limitazione dei danni”, che ha lo scopo della salvaguardia dell’edificio e dei beni tutelati in esso presenti, da mettere in atto in caso di incendio.

Controllo dell’incendio
La RTV.9 rimanda al Codice e introduce la possibilità di escludere gli elementi strutturali combustibili ed i beni tutelati dal computo del carico di incendio ai fini della determinazione del livello di prestazione.
Inoltre, vengono introdotte misure specifiche per le aree TK1, TK2 e TZ, con particolare attenzione ai sottotetti combustibili, anche in ragione degli incendi che hanno interessato tali strutture in diverse occasioni, alcuni anche memorabili.
Viene infine evidenziata, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, l’attenzione da porre alla compatibilità tra gli agenti estinguenti ed beni tutelati presenti nei locali protetti.

Figura 5. Esempio di misure di protezione attiva: impianto automatico di estinzione ad aerosol

Figura 5. Esempio di misure di protezione attiva: impianto automatico di estinzione ad aerosol

Rivelazione ed allarme
E’ prevista l’applicazione esclusivamente del livello IV di prestazione, con lo scopo, tra l’altro, di garantire la completa copertura di tutte le aree dell’attività con questo sistema così importante al fine di ridurre le conseguenze di un incendio sia sugli occupanti che sui beni tutelati.

Controllo di fumi e calore
La RTV.9 rimanda al Codice per la scelta del livello di prestazione della strategia S.8 e introduce la possibilità di escludere gli elementi strutturali combustibili ed i beni tutelati dal computo del carico di incendio ai fini del dimensionamento delle aperture di smaltimento di fumi e calore, utilizzate per il livello II di prestazione. L’eventuale utilizzo dei SEFC come soluzione alternativa per altre strategie è già prevista dal Codice P.I.

Ultime note sulla bozza di RTV.9
Nella bozza di RTV.9 non sono previste indicazioni specifiche sui porticati, che risultano in realtà molto frequenti nei nostri centri storici. Si segnala che comunque questo aspetto è in corso di attenta analisi, anche da parte del CNVVF, mediante un approccio prestazionale, soprattutto riguardo al tema delle separazioni e delle comunicazioni effettive tra diverse attività che si possono affacciare sullo stesso tratto di porticato.

Figura 6. Esempio di porticato con più attività che vi si affacciano

Figura 6. Esempio di porticato con più attività che vi si affacciano

Progettazione con la Fire Safety Engineering

Fin dall’emanazione del D.M. 9 maggio 2007, gli edifici tutelati sono stati considerati a pieno titolo tra quelli maggiormente meritevoli di applicazione dell’approccio ingegneristico, proprio della Fire Safety Engineering, come in effetti riportato proprio nell’art. 2 del citato D.M.

Figura 7. Articolo 2 del D.M. 9 maggio 2007

Figura 7. Articolo 2 del D.M. 9 maggio 2007

Nel caso in cui il rispetto delle prescrizioni normative (decreti tradizionali oppure soluzioni conformi di RTO + RTV) non sia pienamente attuabile o non convenga per qualsiasi motivo, eventuali soluzioni alternative e/o in deroga possono essere valutate con un approccio ingegneristico, facendo ricorso alla Fire Safety Engineering. Inoltre, l’approccio F.S.E. può essere utilizzato per dimostrare quantitativamente l’efficacia delle strategie adottate, nei casi in cui esse siano conformi alle prescrizioni normative.

Figura 8. Esempio di analisi comparata dell'esodo e dell'incendio con software CFD

Figura 8. Esempio di analisi comparata dell’esodo e dell’incendio con software CFD

La Fire Safety Engineering usa metodi ingegneristici, che spaziano dai modelli analitici semplificati sino all’impiego di simulazioni fluidodinamiche con software CFD (Computational Fluids Dynamics), mediante la simulazione realistica dello sviluppo di un incendio. Tale modellazione viene svolta in molteplici scenari di incendio, per valutare ed ottimizzare le caratteristiche del fabbricato che rivestono particolare importanza per la sicurezza delle persone (propagazione di fumo e specie tossiche, incremento delle temperature…) oltre che per la stabilità e la sicurezza stessa dell’edificio (in particolare l’impatto delle alte temperature sugli elementi strutturali in genere).
Ulteriori possibilità offerte dai recenti software di modellazione sono quelle relative alle simulazioni di esodo, che possono anche essere rapportate agli scenari di incendio, con l’obiettivo di analizzare le criticità dell’esodo ed effettuare la verifica RSET > ASET, criterio alla base del metodo prestazionale.

Figura 9. Esempio di simulazione di esodo di un intero fabbricato tutelato

Figura 9. Esempio di simulazione di esodo di un intero fabbricato tutelato

Si segnala che la novità delle nuove norme, in particolare del Codice, è infatti la grande importanza che viene attribuita al metodo ingegneristico, ovvero l’applicazione della Fire Safety Engineering al fine di:
– Quantificare l’efficacia delle soluzioni conformi ed alternative adottate nel progetto;
– Dimostrare l’idoneità delle soluzioni in deroga, necessarie a causa di vincoli di tipo architettonico, impiantistico, strutturale, economico.
Un maggior onere a carico del progettista antincendio si traduce in una maggiore flessibilità progettuale, con vantaggi sia per i progettisti che per i committenti e, in molti casi, in un discreto risparmio economico per la realizzazione di costruzioni sicure dal punto di vista dell’incendio.
Si rimanda ad un futuro eBook incentrato sulla progettazione antincendio degli edifici tutelati per l’esame approfondito della metodologia ingegneristica applicata a tale tipologia di attività.

Per approfondimenti
P. Cancelliere, E. Gissi, “La propagazione dell’incendio nelle attività lungo i portici degli edifici tutelati: una nuova soluzione progettuale”. Rivista Antincendio, dicembre 2017.
M. Caciolai, P. Cancelliere, E. Gissi, “Design of fire safety equivalence of building open arcades to exterior spaces”.  Journal of Physics Conference Series 1107:042008 · November 2018.

Ringraziamenti
L’autore ringrazia l’ing. Piergiacomo Cancelliere, della Direzione Centrale Prevenzione e Sicurezza Tecnica, per la preziosa collaborazione.

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