Sistemi radianti: quali sono i vantaggi di una tecnologia che unisce comfort e efficienza energetica? | Ingegneri.info

Sistemi radianti: quali sono i vantaggi di una tecnologia che unisce comfort e efficienza energetica?

L'intervista all'ingegnere Clara Peretti, autrice dell'ebook "Edilizia sostenibile: i sistemi radianti". Parliamo dei sistemi a pannelli radianti idronici e dei vantaggi per il risparmio energetico e per il comfort

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Poniamo oggi l’attenzione sul vastissimo panorama dei sistemi radianti, sulle varie tecnologie e prodotti esistenti sul mercato italiano, con particolare riferimento ai sistemi a basso spessore.
L’ing. Clara Peretti è progettista e divulgatrice. Fa parte del Consorzio Q-Rad, Consorzio Italiano Produttori Radianti di Qualità, che riunisce i 13 maggiori produttori di questo sistema con l’obiettivo di promuovere e divulgarne i vantaggi. E’ autrice dell’ebook “I Sistemi radianti”, edito da Wolters Kluwer, disponibile su shop.Wki. Per acquistarlo cliccare nel box qui sotto.

Ing. Clara Peretti, una delle ultime pubblicazioni edite da Wolters Kluwer Italia è proprio il suo ebook “Edilizia sostenibile: i Sistemi Radianti”. Dovendolo riassumere in poche righe, quali sono i contenuti di questo testo?
Questo testo parla dei sistemi a pannelli radianti idronici, quelli cioè in cui circola acqua. A differenza dei sistemi radianti elettrici, in cui passa elettricità che scalda i cavi che a loro volta scaldano ambiente, i sistemi idronici sono quelli più efficienti a livello eergetico perchè la temperatura dell’acqua è molto vicina a quella dell’ambiente – 30° per il riscaldamento, 18° per raffrescamento – e quindi consumano poco.
Inoltre i sistemi elettrici funzionano solo per il riscaldamento e non possono essere usati per il raffrescamento. Come ultimo aspetto, i sistemi elettrici presentano costi di esercizio elevati in quanto sono collegati a corrente elettrica, che in Italia ha tariffe molto elevate.

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Quali altri vantaggi trova nei sistemi radianti?
Come ho già detto riescono a coniugare comfort ed efficienza energetica. Inoltre non bisogna sottovalutare l’apporto estetico che può derivare dall’uso di questi sistemi. Parlo della maggiore flessibilità nella disposizione degli arredi e della massima flesibilità degli ambienti nel caso in cui si vogliano in futuro spostare pareti.

Cosa vorrebbe comunicare al professionista – ingegnere o architetto – che legge questa collana?
Come primo aspetto mi piacerebbe che attraverso la lettura di questo e-book il professionista avesse più chiaro il panorama delle tecnologie e dei prodotti esistenti sul mercato.
Mi sono resa conto che in Italia mancava un testo che facesse il punto della situazione sui sistemi radianti e un progettista può avere difficoltà a dover consultare tutti i cataloghi, schede tecniche, andare alle fiere, cercare nei numerosi siti intenernet per poi dover tirare da solo le somme.
Attraverso questo testo vorrei fornire un riassunto di tutte le tecnologie disponibili in italia, in particolare con un focus sui sistemi radianti a basso spessore.
Come secondo aspetto vorrei far capire l’importanza delle normative. Spesso le norme raccontano molto di più di ciò che sembra, solo che purtroppo sono noiose e hanno un linguaggio un pò difficile, quindi non vengono lette con la giusta attenzione. Questo è un peccato perchè la giusta applicazione di una normativa è davvero la base per poter eseguire un buon lavoro.

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E quindi come ha deciso di strutturare il suo ebook?
L’ho diviso in 5 macro-argomenti.
Nella prima parte ho immaginato di rispondere alla domanda “Cosa sono i sistemi radianti? Di cosa stiamo parlando in questo ebook?” Ho parlato quindi di tutte le tipologie e delle loro potenzialità: sistemi radianti a pavimento ad alta e a bassa inerzia termica, sistemi radianti a soffitto, sistemi radianti a parete. Tutto questo spiegando anche come possono applicarsi al nuovo e all’esistente.
Nella seconda parte parlo dei componenti e dò una parnormaica degli elementi più importanti come isolanti, giunti, rivestimenti e di tutti i componenti che integrano il sistema come i collettori.
Nella terza parte parlo delle normative, aspetto fondamentale perchè bisogna conoscerle sia per fare un buon progetto, sia per applicarlo correttamente. E’ dalle normative che si parte per fare un lavoro fatto a regola d’arte.
Proprio una di queste normative – la UNI EN ISO 11855 – l’ho tradotta personalmente dall’inglese all’italiano. Un lavoro enorme ma che ho fatto perchè mi ero resa conto che venivano usate norme obsolete semplicemente perchè erano queste erano le uniche disponibili in italiano. Allo stato attuale la UNI EN ISO 11855 rappresenta uno dei punti più importanti per applicare correttamente la tecnologia dei sistemi radianti.
La quarta parte riguarda la Simulazione ad Elementi Finiti per i stistemi radianti, quello che è detto FEM. Lo considero un capitolo importantissimo perchè sempre più spesso vediamo riqualificazioni che non rispettano gli standard. In questa parte ho quindi cercato di far capire che si può usare un software gratuito per ottenere una simulazione che ha per obiettivo la determinazione della resa del sistema.
L’ultima parte – il sesto capitolo – riguarda i casi studio. 11 diverse tipologie di edifici realmente costruiti che vogliono diventare  spunto per il progettista. Si va dal esidenziale, uffici, industriale, addirittura una chiesa.

C’è una tipologia in cui un sistema radiante sarebbe vivamente consigliato?
Direi senza ombra di dubbio gli asili!
I sistemi radianti sono infatti ottimi per i bambini piccoli per questi 2 motivi:
1 – Il comfort. I bambini giocano e sono spesso a contatto con il pavimento sia con i piedini che con le mani. Il sistema radiante a pavimento permette di avere una superficie calda su cui giocare e accaminare, ma non bollente come potrebbe avvenire con i radiatori.
2 – I sistemi radianti evitano di avere negli ambienti le correnti d’aria che si avrebbero invece con i ventilconvettori. E’ vero che si potrebbero anche coprire con degli elementi in legno ma in questo modo tutto il sistema perderebbe di efficienza.

Consiglia un sistema radiante anche per gli uffici? Se si, quale in particolare?
Assolutamente si! Per gli uffici è consigliato un sistema a pannelli radianti a soffitto in quanto è una tecnologia ottimale sia per un regime invernale sia per un regime estivo.
In particolare nel caso studio del Nuovo Headquarter di Prysmian Group a Milano sono stati usati ben 6000 mq di controsoffitto radiante. In ogni ufficio-tipo ci sono 8 pannelli attivi – quelli in cui effettivamente circola acqua – e un pannello non attivo.
Il sistema è stato inoltre integrato con aria primaria in modo che se si presentano dei carichi interni davvero importanti, si supporta il sistema radiante con un sistema ad aria che vien fuori da bocchette sempre a soffitto.
Questo sistema funziona anche da deumidificatore, aspetto importantissimo nel regime estivo, perchè evita la condensa.

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Quale è tipologia che presenta le maggiori difficoltà di progettazione o di installazione?
Le maggiori criticità si incontrano nell’applicazione di sistemi a pavimenti negli edifici esistenti in quanto spesso i massetti sono davvero ridotti e non si hanno a disposizione degli spessori adeguati. In questo caso si deve ridurre al massimo lo spessore del pacchetto.
Per i sistemi a soffitto una delle maggiori criticità non è l’installazione, quanto piuttosto il far comprendere il valore aggiunto e la funzionalità a chi utilizzerà alla fine gli ambienti.

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