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Ventilazione degli ambienti interni: tecnologie e suggerimenti

Dalle unità verticali al free cooling, passando per i pregi e difetti della coibentazione: una panoramica sulle soluzioni migliori per i problemi di rinnovo dell'aria indoor

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Il corretto rinnovo d’aria, all’interno di ambienti occupati da persone, risulta fondamentale per poter raggiungere l’ideale comfort abitativo.

Tuttavia la qualità dell’aria interna, che dovrebbe essere valutata in fase di progettazione, passa spesso in secondo piano. Cosi come all’interno della propria abitazione l’utente può controllare la temperatura ambiente, occorrerebbe fornire allo stesso anche la possibilità di gestire la qualità dell’aria interna.

Le politiche di risparmio energetico dell’ultimo decennio hanno determinato una costante mutazione nell’edificazione della abitazioni civili.

La modalità di realizzazione delle costruzioni è variata notevolmente passando dall’utilizzo sporadico di qualche centimetro di isolante, alla vera e propria progettazione di un sistema di molteplici soluzioni mirate a ridurre la dispersione termica e l’attenuazione dei ponti termici.

Lo sviluppo di questo settore, inteso come studio dei materiali e ricerca di soluzioni specifiche, ha condizionato anche l’evoluzione tecnologica degli infissi.

Oggi in commercio abbiamo a disposizione svariate alternative dal triplo vetro basso emissivo ad una vasta gamma di telai come ad esempio legno, PVC, alluminio, legno-alluminio ecc.

La cura nella progettazione e nella realizzazione di costruzioni in grado di ridurre notevolmente la dispersione termica con l’ambiente esterno ha determinato indubbiamente un notevole risparmio energetico e la conseguente riduzione dei costi di gestione degli impianti di riscaldamento.
Però in alcuni casi l’incremento delle coibentazioni ha favorito l’indesiderata formazione di muffe sulle pareti interne.

In realtà con ragionevole probabilità è possibile affermare che la causa dell’insorgere di muffe derivi dalla carenza di ventilazione e mancanza di riscaldamento.

Il ricambio d’aria esigenza ancor più fondamentale in edifici molto isolati è sempre stato però considerato un aspetto secondario. La produzione di vapore acqueo nelle abitazioni civili in linea di massima è imputabile alla cottura dei cibi, alla respirazione umana, e all’asciugatura dei panni.

Tale umidità dovrebbe essere smaltita mediante la corretta ventilazione dell’ambiente interno.
Potrebbe accadere però che oltre alla mancanza del ricambio d’aria ambiente vi sia anche uno scarso uso dell’impianto di riscaldamento.

Con queste condizioni il vapore acqueo presente nell’aria condensa sui punti più freddi delle murature interne (ponti termici) dando origine alla spiacevoli muffe.

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Unità di ventilazione a flussi incrociati con recuperatore di calore integrato

La soluzione per risolvere questo genere di problematica e al contempo favorire un comfort abitativo ottimale consiste nell’impiego di un’apparecchiatura in grado di rinnovare meccanicamente l’aria interna.

Un impianto di ventilazione meccanica controllata con recupero del calore è in grado di estrarre l’aria viziata dall’ambiente interno e di immettere la medesima quantità di aria rinnovata proveniente dall’esterno.

L’unità ventilante è dotata di uno scambiatore di calore (aria-aria) in grado di recuperare quota parte dell’energia termica dall’aria espulsa.

Gli scambiatori di calore si dividono in due principali tipologie : sensibili ed entalpici, i primi sono in grado di recuperare esclusivamente l’energia termica e gli ultimi invece di recuperare anche parte dell’umidità.

Gli scambiatori sensibili vengono realizzati in alluminio o in polimero plastico, i due flussi di aria (estrazione ed immissione) sono completamente stagni tra loro questo determina appunto l’esclusivo recupero del calore dovuto al semplice scambio termico per conduzione.

Gli scambiatore entalpici vengono realizzati generalmente con materiale in cellulosa in grado effettuare sia lo scambio termico che quello di umidità. È inoltre possibile eseguire un post riscaldamento con l’utilizzo di una batteria termica posta sulla canalizzazione di immissione aria in ambiente.

Quest’ultima funzione consente di riscaldare ulteriormente l’aria immessa evitando cosi spiacevoli correnti d’aria fredda. Il post-riscaldamento assume particolare valenza quando all’esterno vi sono temperature molto basse.
Un’altra tecnica molto apprezzata è quella del free-cooling ovvero il raffrescamento gratuito nelle mezze stagioni e nel periodo estivo. Questa funzione consiste nel riuscire a raffreddare l’aria interna immettendo aria più fresca presa dall’esterno.

Naturalmente questa operazione può avvenire esclusivamente quando all’esterno vi è una temperatura inferiore. L’esempio tipico è quello estivo delle prime ore del mattino il sistema di ricambio aria si attiva (bypassando lo scambiatore di calore)cosi da inviare in ambiente aria relativamente fresca.

Le unità di ventilazione meccanica vengono solitamente installate orizzontalmente e collocate assieme alle canalizzazioni per la diffusione dell’aria in un controsoffitto. L’alternativa è costituita da unità installabili verticalmente da collocare in un vano tecnico o in un ripostiglio.

Completano l’impianto le canalizzazioni per la distribuzione dell’aria immessa ed estratta dall’ambiente interno.

Solitamente in ambito civile l’estrazione dell’aria avviene dai locali cucina e bagno mentre l’immissione in tutti gli altri locali come soggiorno camere ecc, questo garantisce l’ottimale bilanciamento delle portate di ventilazione per il corretto funzionamento.

Viste le problematiche del caso la recentissima tendenza, in ambito edilizio, è quella di integrare questi sistemi all’interno dell’impiantistica consueta cosi da rendere l’impianto di ventilazione meccanica con recupero di calore non più un esclusivo optional ma un elemento fondamentale per preservare le murature interne, garantire agli utenti finali l’ottimale comfort abitativo e migliorare la prestazione energetica dell’edificio.

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