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A che punto è il trasporto elettrico in Italia?

Buone pratiche, criticità e prospettive della mobilità elettrica, in un quadro di luci e ombre che in Italia vede le esperienze di città grandi come Milano e medio piccole come Firenze e Faenza

mobilità elettrica firenze
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Le esperienze legate alla mobilità elettrica in Italia sono ai primi passi. In un quadro, anche internazionale, in cui i molti attori pubblici e privati e le molteplici variabili in gioco rendono difficili previsioni anche di medio periodo, lo stato attuale della scienza dipinge un quadro fatto di luci e ombre ma anche di esperienze portate avanti da città grandi e medio-piccole.

Al centro di un dibattito curato da Gianni Biagi ed Ennio Monti durante l’edizione 2015 di Urbanpromo, il trasporto elettrico, sia privato che pubblico, ha oggi molte positività: un sicuro abbattimento delle emissioni di CO2 e dei rumori, una maggiore efficienza e conti sul lungo periodo favorevoli con un mercato mondiale in espansione che dovrebbe portare investimenti in ricerca e sviluppo da parte dei produttori.

Le negatività portano tuttavia incertezze a un quadro caratterizzato da un sistema normativo europeo poco indirizzato (e uno nazionale che, ad esempio, blocca l’acquisto di veicoli da parte dei comuni senza fare sconti o esclusioni per quelli elettrici), stime di costi per un eventuale acquisto pubblico falsate dai fattori che la normativa indica come determinanti, dalla mancanza di un business model in grado di accompagnarne la diffusione e limiti endogeni di un sistema (elevato costo delle batterie e loro durata ancora ridotta, limitazioni delle masse trasportabili, valore a fine vita dei mezzi) che lo rendono ancora sfavorito rispetto ad altre tipologie di mobilità, soprattutto ibride. Ciononostante, in Italia le sperimentazioni di mobilità elettrica non mancano: alcune – che si possono ritenere buoni modelli esemplificativi – sono state proprio al centro dell’evento milanese.

L’esperienza di Firenze
Città d’arte italiana per antonomasia con un centro storico dichiarato patrimonio Unesco nel 1982 e una forte dicotomia tra le aree abitate dai residenti e quelle frequentate dai turisti, Firenze sta proseguendo sia sul fronte pubblico che privato nel progetto di rendere accessibile solo a piedi, in bicicletta o con veicoli elettrici un centro storico zona a traffico limitato di 4 kmq.

Le azioni messe in campo dall’amministrazione comunale hanno portato, nei tempi più recenti, all’installazione di 91 prese di ricarica e all’incremento del parco “elettrico” a disposizione dell’amministrazione di 86 nuovi veicoli. Anche il trasporto su due ruote è stato potenziato con 50 biciclette elettriche.
Sul versante dei servizi a disposizione di cittadini e turisti, il car sharing è stato incrementato di 600 unità, un terzo delle quali elettriche. L’amministrazione è parallelamente intervenuta sul numero delle licenze per i taxi che, nonostante il blocco, è stato incrementato di 70 unità elettriche alle quali sono state messe a disposizione 4 postazioni di ricarica veloce.

Dal punto di vista del trasporto pubblico, sta proseguendo l’elettrificazione delle linee: completata la linea 1 che, partita nel 2010 trasporta oggi 13 milioni di persone all’anno, entro il 2017 si prevede il completamento della 2 e della 3, con l’obiettivo per il 2030 di 85 milioni di persone trasportate all’anno. Entro fine anno l’amministrazione comunale prevede inoltre di pubblicare il bando per l’attivazione del bike sharing, che sarà messo a disposizione di cittadini e turisti.
Le azioni ancora in agenda per il prossimo futuro affrontano questioni annose per tutte le città come la logistica delle merci, che oggi porta un levato numero di mezzi nel centro storico ma la cui gestione attraverso veicoli elettrici è fortemente limitata dalle possibilità di carico, e una nuova impostazione dei traffici dei turisti che ora accedono con i bus privati.

Milano
Metropoli, insieme a Roma e Napoli, in una nazione di centri di media e piccola scala, per necessità, attrattività e dimensione, il capoluogo meneghino è stata tra le prime città in Italia ad affrontare da una prospettiva più sostenibile il problema legato alla mobilità: oggi i 5 milioni di spostamenti quotidiani sul suo territorio avvengono per quasi il 60% su trasporto pubblico, con le auto utilizzate per il 30% (ma le percentuali si ribaltano se si guarda invece ai collegamenti tra la città e il suo hinterland).
Le soluzioni adottate già da anni dall’amministrazione comunale per mitigare i problemi legati al traffico sono state molteplici e mirate sia alla riduzione degli ingressi nelle aree centrali che al miglioramento, parzialmente conseguente, delle condizioni ambientali.

mobilità elettrica milano

Il trasporto elettrico è stato incentivato con azioni ad ampio raggio, che hanno toccato mobilità su due e quattro ruote. È stato prima di tutto incentivato e potenziato il servizio di car sharing elettrico attraverso l’esonero dal pagamento della quota annuale versata a veicolo e l’installazione di nuove postazioni di ricarica su strada, la cui posa è stata anche facilitata dalla richiesta di minori oneri per l’occupazione del suolo pubblico. Punti ulteriori di ricarica sono stati collocati all’interno delle 27 isole digitali che dal 2013 mettono a disposizione connessioni wifi e punti di ricarica di dispositivi mobili. La flotta del bike sharing è stata incrementata con ulteriori 1.000 biciclette a pedalata assistita integrate nelle stazioni esistenti.

Al pari di Firenze, anche l’accesso merci alla ztl rappresenta un problema che ha affiancato Milano ad altri centri europeo in un progetto sperimentale che, sviluppato in partnership con Eurodifarm, utilizza la filiera del farmaco per lo sviluppo della mobilità elettrica come mezzo per il trasporto delle merci.

Faenza
Tra i medi e piccoli centri italiani, l’esperienza di Faenza, centro di 60.000 abitanti, è partita nel 2010 dalla volontà di ridurre le auto presenti e circolanti nel centro storico attraverso nuovi percorsi pedonali e ciclabili e la realizzazione di un piano della sosta che ha trasformato i parcheggi liberi presenti in superfice in spazi di sosta a pagamento. L’accesso al centro storico, area abitata e ricca di servizi e attività, è stato reso possibile attraverso l’istituzione di un servizio di bus elettrico gratuito che, finanziato dai proventi della sosta e servito da parcheggi di interscambio, consente sia l’ingresso che l’uscita dall’area limitata ed è diventato oggi uno dei mezzi di fruizione delle aree e dei servizi esterni al centro.

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