Anas, Piano di investimenti da 29,5 miliardi per manutenzione e sicurezza | Ingegneri.info

Anas, Piano di investimenti da 29,5 miliardi per manutenzione e sicurezza

Finanziamenti per riqualificare oltre 16.000 Km, più della metà dei fondi destinati a strade del Centro e del Sud

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L’Anas ha annunciato un piano di investimenti da 29,5 miliardi di euro in cinque anni su oltre 16.000 km, il 60% dei 26.000 km della rete gestita all’ente. Di questi, circa 15.000 km saranno interessati da lavori di manutenzione straordinaria, 624 da completamento di itinerari, 592 da adeguamento e messa in sicurezza e 272 da realizzazione di nuove opere.

Per nuovi appalti saranno destinati 23,4 miliardi di euro, suddivisi in:

  • 8,4 miliardi di euro per completamento di itinerari;
  • 10,5 miliardi per lavori di manutenzione straordinaria adeguamento e messa in sicurezza;
  • 3,9 miliardi per nuove opere;
  • 0,6 miliardi per interventi di ripristino della viabilità statale e locale danneggiata dal sisma del 2016 e altri investimenti.

La maggior parte della somma sarà investita al Sud e Centro Sud: il 56% degli investimenti previsti nel Piano interesserà le regioni del Sud Italia e le Isole per un totale di circa 13 miliardi, il 24% riguarderà il Centro Italia per un totale di circa 5,7 miliardi, il 19% sarà destinato al Nord per un totale di circa 4,4 miliardi e l’1% (oltre 330 milioni di euro) sarà destinato alla copertura di investimenti in tecnologia e altri interventi non allocabili territorialmente a priori quali danni ed emergenze.

Il piano d’investimenti tiene conto del processo di uscita di Anas dal consolidato pubblico in vista dell’integrazione con il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. In questo nuovo scenario, che comprende anche l’autonomia finanziaria, Anas assume tutti i rischi industriali in termini di qualità e di realizzazione delle opere sia nel rispetto dei tempi sia dei costi.
Dall’integrazione FS-Anas nascerà un polo di 75mila dipendenti, con fatturato di 10 miliardi di euro, capacità di investimenti pari a 7 miliardi di euro, immobilizzazioni per circa 60 miliardi di euro e 41mila chilometri di reti gestite. L’operazione genererà il “campione nazionale” nelle infrastrutture trasportistiche, con forte capacità di sviluppo internazionale e ridurrà, tramite una pianificazione trasportistica, il gap infrastrutturale del Paese.

Le priorità di intervento
Sul fronte nuove opere le priorità di intervento sono state individuate sulla base di criteri come:

  • la redditività trasportistica dell’infrastruttura, calcolata sul risparmio in termini di incidentalità, di tempi di percorrenza e di costi connessi alla realizzazione dell’opera; la rilevanza nell’ambito del completamento degli itinerari stradali;
  • i benefici sul fronte del collegamento intermodale con altri nodi trasportistici come porti, aeroporti e ferrovie.

Per quanto riguarda la manutenzione straordinaria, la programmazione su scala pluriennale avviene tenendo conto dei fabbisogni della rete, dell’analisi del traffico, dell’incidentalità e del rapporto costi-benefici. Il Piano interviene su tratte con volumi di traffico medio giornaliero superiori di oltre il 50% rispetto alla media nazionale e dove si concentra l’80% di incidenti.
Questo consentirà significativi miglioramenti sulla sicurezza della circolazione e sui tempi di spostamento. Si calcola, infatti, che grazie alla nuova pianificazione degli interventi, il risparmio in termini di tempi di percorrenza possa essere quantificabile in oltre 15 miliardi di euro per l’intera vita utile dell’infrastruttura.

 

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