Autorità di Regolazione Trasporti, l'analisi della relazione 2018 | Ingegneri.info

Autorità di Regolazione Trasporti, l’analisi della relazione 2018

Tra i punti chiave della relazione esposta da Andrea Camanzi alla Camera ci sono multimodalità dei trasporti, sostenibilità, diritti dei cittadini e trasparenza

Trasporti pubblici
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L’ART-Autorità di Regolazione dei Trasporti, organo collegiale indipendente che si occupa di regolamentare il settore dei trasporti e di supportare i passeggeri nel rivendicare i propri diritti, ha presentato alla Camera il 20 giugno 2018 la relazione annuale che illustra le attività svolte dall’ART tra luglio 2017 e maggio 2018, analizzando l’attuale scenario della rete di trasporti in Italia da un punto di vista della loro qualità ed efficienza e soprattutto delle nuove esigenze dei cittadini.

La Relazione è in realtà un’introduzione al rapporto annuale dell’ART, uno studio dettagliato che riporta osservazioni e dati utili alla comprensione dei fenomeni relativi ai servizi e alle infrastrutture, corredato da grafici e tabelle numeriche.

I temi principali della relazione dell’ART

La flessibilità e dinamicità del lavoro, l’aumento dei pendolari, ma anche il crescente desiderio di viaggiare ed esplorare nuove mete, portano a spostamenti sempre più frequenti, se non quotidiani, che richiedono la regolamentazione, la manutenzione e il potenziamento dei trasporti – aerei, ferroviari, portuali, su strada – quali operazioni imprescindibili al fine di offrire un servizio di qualità. Naturalmente, il sistema dei trasporti non interessa solo i passeggeri, ma anche le merci, rappresentando una parte fondamentale dei processi economici, industriali e commerciali in genere.

In base a quanto emerso dalla relazione dell’ART presentata alla Camera da Andrea Camanzi, attuale presidente, i passeggeri vorrebbero muoversi con facilità e velocità, usufruire di mezzi adeguati e comodi, e soprattutto essere tutelati in caso di difficoltà o disguidi, purtroppo spesso ancora frequenti. E’ giusto lavorare ad un ripensamento dell’assetto dei mezzi di trasporti italiani, anche verso nuove forme e modalità. Data l’importanza e la complessità dei fenomeni legati al mondo dei trasporti, anche le università negli ultimi tempi stanno predisponendo corsi di laurea ad hoc, come Ingegneria dei Trasporti, al fine di formare professionisti con una specifica preparazione tecnica che possano dare il loro prezioso contributo ad un settore che per molti versi presenta ancora delle evidenti problematiche.

Cos’è l’ART – Autorità di Regolazione dei Trasporti

L’ART è un’autorità amministrativa che è stata istituita, ai sensi dell’art.37 con Decreto legge del 6 dicembre 2011 n° 201, allo scopo di monitorare il panorama dei trasporti italiani, garantire il rispetto delle normative, fornire supporto ai passeggeri. La Relazione Annuale rappresenta di certo un utile strumento per tenere sotto controllo l’andamento del settore, e capire come indirizzarlo verso dei modelli innovativi, diversificati e moderni. Si è espresso a tal proposito il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, dichiarando sul suo profilo Facebook:

I modelli di mobilità stanno cambiando e noi dobbiamo puntare sulle fonti pulite, su servizi di sempre maggiore qualità, sulla condivisione dei mezzi, su una diversificazione legata alla intermodalità e multimodalità. In relazione a tutto ciò, l’Authority dei trasporti è un soggetto importante e interlocutore prezioso per il lavoro del mio ministero, soprattutto rispetto al rapporto tra tariffe e investimenti e nondimeno rispetto alla tutela dei cittadini che viaggiano. La collaborazione con ART è e rimarrà centrale, anche rispetto agli impianti normativi su cui bisognerà intervenire per dare semplicità e chiarezza alle regole del gioco. Per questo, tra l’altro, visiterò a breve la sede dell’Autorità a Torino. Per capire sempre meglio come lavora e integrare al meglio intelligenze ed esperienze”.

Toninelli ha parlato, in riferimento ai modelli di trasporto, di due concetti chiave, quello della ‘intermodalità’ e quello della ‘multimodalità’, vale a dire servizi integrati – che combinano le gomme e le rotaie, ad esempio – che per quanto possano apparire diversi siano in realtà ‘comunicanti’ e il più possibile coordinati, così da offrire agli utenti la possibilità di muoversi con mezzi e modi differenti senza incontrare disagi.

Alcuni dati numerici possono essere utili nel capire l’attività svolta dall’autorità amministrativa ART, regolatore economico indipendente, che sembra dare i suoi frutti. Ad esempio, nel 2017, negli aeroporti monitorati da ART si è osservata una crescita media del traffico del 9,1% rispetto al 2016, mentre negli aeroporti non regolati la crescita è stata del 3,6 %.

Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, si sono invece registrate le seguenti percentuali:

  • offerta: + 18 %;
  • passeggeri: + 27,7 %;
  • ricavi da traffico: + 18,4 %.

Tali risultati sono stati ottenuti in seguito a una diminuzione media dei prezzi del 20 %.

La relazione dell’ART: i punti fondamentali

Dalla relazione dell’ART, la quinta da quando l’Autorità è stata fondata, emergono in sintesi i seguenti argomenti chiave:

  • la mobilità come oggetto economico e giuridico;
  • la disintermediazione dei servizi nell’era digitale;
  • l’aumento della consapevolezza dei passeggeri del loro diritto a essere tutelati;
  • la mobilità sostenibile;
  • la multimodalità e l’intermodalità;
  • la qualità e l’efficienza dei servizi.

La cooperazione tra le diverse modalità di trasporto sottolineata da Toninelli è quindi uno dei punti chiave della relazione annuale dell’ART, in cui si legge che “i passeggeri richiedono un unico titolo di viaggio per i loro spostamenti, mentre per le imprese è fondamentale l’integrazione tra infrastrutture e servizi complementare pienamente interoperabili”. Non solo trasporto intermodale e multimodale per le merci quindi, ma anche per i passeggeri, al fine di ottimizzare tempi e costi, e ridurre lo stress.

La relazione enfatizza poi il concetto di mobilità “come bene in sé, che ha natura economica ed è oggetto di tutela giuridica” e focalizza l’attenzione anche su come la mobilità si stia trasformando nell’era del digitale, diventando a portata di click. I canali di comunicazione e di informazione sono aumentati e continuano ad aumentare – basti pensare alle app con le quali è possibile visionare e prenotare i titoli di viaggio con estrema rapidità – e modificano il rapporto tra i servizi e i passeggeri.

Risulta inoltre necessario, specialmente nelle grandi città con elevati livelli di inquinamento atmosferico, dotare l’attuale rete di trasporti, seppur gradualmente, di mezzi sostenibili – ad esempio carbon-free – a beneficio dell’ambiente e dell’intera comunità, consentendo di viaggiare in modo semplice ed eco-friendly.

Andrea Camanzi ha poi concluso la relazione presentata alla Camera delineando le attività svolte dall’ART tra luglio 2017 e maggio 2018, concentrandosi su tre macro-ambiti di intervento:

  • condizioni di accesso alle infrastrutture;
  • la regolazione dei mercati dei servizi di trasporto pubblico locale;
  • la qualità dei servizi e la tutela dei diritti dei passeggeri.

Le considerazioni effettuate hanno riguardato, in dettaglio:

  • porti;
  • aeroporti;
  • autostazioni;
  • infrastrutture ferroviarie;
  • autostrade;
  • taxi.

L’ART, con riferimento ai sopracitati settori, ha disposto delle importanti misure per garantire trasparenza e qualità – con l’obiettivo di prevenire il rischio di corruzione – e, specialmente nel caso delle autostazioni, si è mossa per rendere più agevole e accessibile la fruizione degli spazi da parte delle persone disabili.

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