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Autorità portuali e piani regolatori dei porti: tutte le novità

Pubblicato il decreto correttivo della riforma: previsti più poteri per i presidenti delle autorità portuali e una pianificazione strategica integrata con il territorio

L'ingresso del porto di Napoli
L'ingresso del porto di Napoli
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Piani regolatori di sistemi portuali come strumenti di pianificazione del sistema dei porti ricompresi nelle circoscrizioni territoriali delle Autorità di sistema portuale. Questa una delle tante modifiche apportate dal D.lgs. n. 232 del 13/12/2017.

Il documento di pianificazione strategica di sistema

Il nuovo approccio alla pianificazione strategica portuale, avviata con la riforma della legislazione del settore portuale, disciplinata dal Decreto Legislativo 4 agosto 2016, n.169 e confermata con il D.lgs. n. 232 del 13/12/2017, assume come base di riferimento il Documento di pianificazione strategica di sistema.
Il decreto del 13 dicembre, infatti, prevede che le Autorità di sistema portuale redigono un documento di pianificazione strategica di sistema(DPSS), coerente con il Piano generale dei trasporti e della logistica (PGTL) e con gli orientamenti europei in materia di portualità, logistica e reti infrastrutturali nonché con il Piano strategico nazionale della portualità e della logistica.

Al documento di pianificazione strategica di sistema vengono affidate le seguenti funzioni

  • definire gli obiettivi di sviluppo e i contenuti sistemici di pianificazione delle Autorità di sistema portuale;
  • individuare e perimetrare le aree destinate a funzioni strettamente portuali e retro-portuali, le aree di interazione porto-città e i collegamenti infrastrutturali di ultimo miglio di tipo viario e ferroviario con i singoli porti del sistema e gli attraversamenti del centro urbano;
  • prevedere una relazione illustrativa che descrive gli obiettivi e le scelte operate e i criteri seguiti nella identificazione dei contenuti sistemici di pianificazione e rappresentazioni grafiche in numero e scala opportuni, al fine di descrivere l’assetto territoriale del sistema, nonché per assicurare una chiara e univoca identificazione degli indirizzi, delle norme e delle procedure per la redazione dei piani regolatori.

Le modifiche riguardano anche la procedura di approvazione del documento di pianificazione strategica di sistema la quale prevede che il documento:

  • debba essere sottoposto a parere di ciascun comune territorialmente interessato, che si esprime entro e non oltre quarantacinque giorni dal ricevimento dell’atto;
  • è adottato dal Comitato di gestione e approvato nei successivi sessanta giorni dalla regione, previa intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, anche mediante conferenza dei servizi di cui alla legge n.241 del 7 agosto 1990.

Particolare attenzione viene posta inoltre all’assetto complessivo delle aree destinate a funzioni strettamente portuali e retro-portuali e agli assi di collegamento viario e ferroviario, destinate alle attività commerciali e crocieristiche, al diporto, alla produzione industriale, all’attività cantieristica e alle infrastrutture stradali e ferroviarie, le quali sono individuate nel documento di pianificazione strategica di sistema ma delimitate e disegnate dal piano regolatore portuale (PRP), che individua analiticamente anche le caratteristiche e la destinazione funzionale delle aree interessate.

Le aree con funzione di interazione porto-città definite dal documento di pianificazione strategica di sistema, sono pianificate dai comuni, previo parere della competente Autorità di sistema portuale.
Nel caso di strutture o ambiti idonei, allo stato sottoutilizzati o non diversamente utilizzabili per funzioni portuali di preminente interesse pubblico verranno valutati prioritariamente interventi di realizzazione di strutture, da destinarsi al ricovero a secco di natanti e imbarcazioni da diporto fino a 12 metri e ambiti ad approdi turistici.
Gli ormeggiatori che gestiranno tali aree dovranno essere iscritti nel relativo registro, previa specifica procedura concorsuale, e dovranno costituirsi in società cooperative.
Al comandante del porto spetterà la vigilanza ed il controllo del corretto funzionamento e organizzazione di tale società cooperative. Così come lo statuto del porto e le sue eventuali modifiche sono approvate dal comandante del porto secondo le direttive emanate in materia dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

I Piani regolatori portuali

Ulteriore novità Decreto Legislativo n. 232 del 13/12/2017 riguarda le modalità di redazione dei piani regolatori portuali (PRG portuali) i quali sono redatti in attuazione del Piano strategico nazionale della portualità e della logistica e del documento di pianificazione strategica e di sistema nonché in conformità alle Linee guida emanate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e approvate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
I piani regolatori portuali, in conformità agli strumenti urbanistici vigenti sulle aree interessate, declinano gli obiettivi, le previsioni, gli elementi, i contenuti e le strategie di ciascun scalo marittimo, delineando anche l’assetto complessivo delle opere di grande infrastrutturazione.

La procedura di approvazione del piano regolatore portuale prevede che il piano, corredato del rapporto ambientale di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sia:
adottato dal Comitato di gestione, previa intesa con i comuni territorialmente interessati con riferimento esclusivo alla pianificazione delle aree destinate a funzioni di interazione porto-città, i quali si esprimono entro e non oltre quarantacinque giorni dal ricevimento dell’atto;
inviato successivamente per il parere di competenza al Consiglio superiore dei lavori pubblici, che si esprime entro novanta giorni dal ricevimento dell’atto;
approvato, infine, dalla regione interessata entro quaranta giorni decorrenti dalla conclusione della procedura VAS;

Varianti al Piano Regolatore Portuale

Nel caso di varianti – stralcio al piano, il Presidente dell’Autorità di sistema portuale, autonomamente o su richiesta della regione o del comune interessato, può promuovere e proporre al Comitato di gestione, per la successiva adozione, varianti-stralcio al piano regolatore portuale concernenti la qualificazione funzionale di porzioni del singolo scalo marittimo.
I porti ricompresi in una Autorità di sistema portuale, la cui circoscrizione territoriale ricade in più regioni, sono approvate con atto della regione nel cui territorio è ubicato il porto oggetto di variante-stralcio, sentite le regioni nel cui territorio sono ricompresi gli altri porti amministrati dalla medesima Autorità di sistema portuale.

Gli adeguamenti tecnico-funzionali ai piani regolatori portuali
Particolare attenzione inoltre viene posta alle modifiche che non alterano in modo sostanziale la struttura del piano regolatore portuale in termini di obiettivi, scelte strategiche e caratterizzazione funzionale delle aree portuali, relativamente al singolo scalo marittimo e che pertanto costituiscono adeguamenti tecnico-funzionali del piano regolatore portuale. Gli adeguamenti tecnico-funzionali sono adottati dal Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale, previa acquisizione della dichiarazione di non contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti da parte del comune o dei comuni interessati. È successivamente acquisito il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che si esprime entro quarantacinque giorni, decorrenti dalla ricezione della proposta di adeguamento tecnico-funzionale. L’adeguamento tecnico-funzionale è approvato con atto della Regione nel cui territorio è ubicato il porto interessato dall’adeguamento medesimo.

Le varianti localizzate
Con il decreto legislativo n.232 del 13/12/2017, in modifica all’articolo 22 del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169 vengono inserite le varianti localizzate che, finalizzate alla qualificazione funzionale del porto, prevedono interventi di natura infrastrutturale e improcrastinabili, il cui ritardo rappresenta un ostacolo alla sicurezza e allo sviluppo del porto ovvero influisce sul corretto utilizzo di fondi nazionali ed europei caratterizzati da scadenze di esecuzione e di spesa. La procedura di approvazione segue lo stesso procedimento previsto per l’approvazione delle varianti-stralcio.

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