Autostrade ciclabili: dalla scommessa tedesca agli esperimenti in Italia | Ingegneri.info

Autostrade ciclabili: dalla scommessa tedesca agli esperimenti in Italia

Nei mesi scorsi è stato inaugurato in Germania il primo tratto dell’autostrada ciclabile (o bicistrada) che collegherà la città di Duisburg a quella di Hamm. Ma l'Italia, sul tema, non appare impreparata

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Le prospettive di un futuro in cui anche i mezzi di trasporto ‘sostenibili’ potranno godere di infrastrutture realizzate ad hoc sembrano sempre più concrete. Se gli interventi più consistenti di recupero e riqualificazione dell’esistente tengono sempre più in conto le esigenze dei ciclisti (vedi, come esempio, il rifacimento del grande ponte sul Washington Lake negli Stati Uniti, in diversi Paesi europei si stanno sperimentando – non sempre con fortuna – progetti dedicati alle due ruote. Mentre in Italia si attendono gli sviluppi del progetto VenTo, in Germania è già realtà il primo tratto di un’autostrada ciclabile, esclusivamente dedicata alla viabilità ciclabile e pedonale.

Si tratta della Radschnellweg (RS1), infrastruttura ciclabile con corsie dedicate al passeggio, ai sorpassi, ai sottopassaggi per i pedoni. Nel tracciato della RS1 non sono previsti semafori ed incroci in cui vi sia la compresenza di veicoli e biciclette.

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La prima tratta è stata inaugurata a Mülheim an der Ruhr, cittadina della Germania occidentale; l’intero percorso, al suo completamento, raggiungerà una lunghezza complessiva di 100 km collegando 10 città tedesche, tra cui Duisburg, Bochum e Hamm.

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Esempio sezione stradale previsto per la RS1 (http://www.rs1.ruhr/radschnellweg/bau.html)

Nel resto d’Europa ci sono già stati diversi progetti che prevedono il collegamento urbano ed interurbano mediante la bicicletta. Tra questi figura ad esempio la Danimarca con la Cycle Super Highway, ovvero un’infrastruttura lunga 22 chilometri che collega il centro di Copenaghen con la città di Albertslund, oppure l’Olanda che vanta un’autostrada per le biciclette lunga sette chilometri, che connette le città di Breda e Etten-Leur.

Le piste ciclabili in Italia
Come detto, anche l’Italia vanta progetti interessanti quali ad esempio la Ciclovia di Vento (collegherà Venezia con Torino e nasce da un’idea del Politecnico di Milano. Il Governo ha inoltre inserito nel Ddl di Stabilità lo stanziamento di 94 milioni di euro in tre anni per la costruzione della Ciclovia del Sole (Verona-Firenze) e il Grande Raccordo Anulare delle Bici (Grab, Roma).

Degna di nota tra le la Ciclovia Alpe Adria (Saliburgo – Grado, passando per il Friuli Venezia Giulia), che si snoda per oltre 100 chilometri in Friuli-Venezia Giulia. Il progetto “Ciclovia Alpe Adria Radweg”è un esempio di cooperazione transfrontaliera per lo sviluppo della mobilità sostenibile. È nato dalla comune volontà delle tre regioni partecipanti (Regione Friuli Venezia Giulia, Land Salisburgo e Land Carinzia) di individuare un itinerario ciclabile transfrontaliero che, superando il confine fisico costituito dalle Alpi, realizzasse un collegamento diretto tra la rete ciclabile centro europea e il mare Adriatico.

Il progetto “Ciclovia Alpe Adria Radweg (CAAR)” può essere considerato un esempio di buona pratica per i programmi europei di cooperazione finalizzati non solo al miglioramento dei collegamenti transfrontalieri e allo sviluppo delle aree attraversate, ma anche all’incremento della mobilità sostenibile, fornendo così una risposta concreta all’impegno preso dai Paesi membri dell’Unione Europea di ridurre le emissioni di gas serra del 20 per cento entro il 2020”.

Infine, segnaliamo che nel 2014 era stata inaugurata la prima tratta dell’autostrada ciclabile che collegherà Firenze a Bologna (circa 104 km di lunghezza) e che dovrebbe essere completata ad aprile 2016.

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