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Barriere antirumore fotovoltaiche: normativa e incentivi

Binomio vincente tra intervento di mitigazione del rumore e produzione di energia, le barriere antirumore fotovoltaiche sono regolate da precisi decreti. Facciamo il puto

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Abbinare un’esigenza quotidiana (isolamento del rumore) alla produzione di energia pulita è sicuramente un’idea valida, sostenuta sia dalla normativa nazionale sia dalle direttive europee.

Il risultato corrisponde ad una barriera antirumore fotovoltaica, proposta in Italia ma anche all’estero. Questo connubio è stato approvato e proposto nella revisione dell’allegato 2 del D.M. 29 novembre 2000 “Criteri per la predisposizione, da parte delle società e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore”, dove si prevede, nella sua revisione del 2001 che:
Per la progettazione si deve valutare la convenienza dell’introduzione di sistemi in grado di captare, utilizzare e convertire l’energia solare, anche mediante pannelli fotovoltaici da inserire nella struttura antirumore in posizione favorevole alla raccolta dell’energia medesima.

La finalità di questo decreto è quella di stabilire i criteri tecnici per “la predisposizione, da parte delle società e degli enti gestori di servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, ivi comprese le autostrade, dei piani degli interventi di contenimento ed abbattimento del rumore prodotto nell’esercizio delle infrastrutture stesse, ai sensi dell’art. 10, comma 5, della legge 26 ottobre 1995, n. 447”.

I punti salienti del decreto sono:
a) obblighi del gestore, che deve:
• individuare le aree in cui vengono superati i limiti di immissione previsti;
• presentare al Comune e alla Regione (dell’art. 10, comma 5, della legge 26 ottobre 1995, n. 447) i piani di abbattimento e contenimento del rumore;

b) tipologie di infrastrutture a cui è rivolto il piano di abbattimento e contenimento del rumore:
• infrastrutture di tipo lineare di interesse regionale e locale;
• reti di infrastrutture lineari di interesse nazionale o di più regioni;
• aeroporti;
• altre infrastrutture non rientranti nelle categorie precedenti;

c) contenuti essenziali dei piani di abbattimento e contenimento del rumore:
• individuazione degli interventi e le relative modalità di realizzazione;
• indicazione dei tempi e dei costi di esecuzione;
• grado di priorità dell’intervento;
• motivazioni per eventuali interventi sui ricettori;
• indicazione di altre infrastrutture che concorrono a stabilire il livello di immissione;

d) la definizione del livello di priorità di intervento, stabilità attraverso la valutazione del parametro P (allegato 1 e 4 del decreto del 29 novembre 2000):

P = ∑ Ri⋅(Li-L*i)

stabilito a sua volta mediante il seguente procedimento:
• suddivisione dell’Area (A) in numero finito di aree i-esime (Ai);
• definizione del valore limite di immissione per ciascuna (L*i) a seconda se l’area Ai corrispondente rientra o meno in una fascia di pertinenza o è collocata in una zona di sovrapposizione;
• individuazione del valore numerico Ri relativo ad Ai;
• “dalla determinazione, tramite i decreti applicativi della legge n. 447/1995, del livello continuo equivalente di pressione sonora Li, nel periodo di riferimento, approssimato all’unità, prodotto dalle infrastrutture nell’area Ai, attribuendo per ogni singolo edificio il valore valutato nel punto di maggiore criticità della facciata più esposta; la variabilità del livello Li, all’interno di Ai, deve essere non superiore a 3dB(A). Il valore da inserire nella (I) è il valore centrale dell’intervallo”.

Ai fini del calcolo di P, per gli ospedali, le case di cura e di riposo, il numero Ri (totalità dei posti letto), deve essere moltiplicato per il coefficiente 4; per le scuole, il numero Ri (totalità degli alunni), deve essere moltiplicato per 3, per gli altri ricettori Ri è dato dal prodotto della superficie dell’area Ai per l’indice demografico statistico più aggiornato. A parità di indice di priorità P, viene privilegiato l’intervento che consegue il valore maggiore della somma dei differenziali Σ (Li – Li*)” (allegato 1 del decreto del 29 novembre 2000).

e) le modalità di risanamento, che devono anch’esse essere stabilite secondo la seguente scala di priorità:
• direttamente sulla sorgente rumorosa;
• lungo la via di propagazione del rumore dalla sorgente al ricettore;
• direttamente sul ricettore.

Gli interventi di risanamento e la corrispondente progettazione sono definiti e approfonditi nell’allegato 2 del decreto, che prevede i seguenti passi:
• progettazione acustica;
• progettazione esecutiva degli interventi di risanamento;
• requisiti degli interventi di risana;
• pavimentazione antirumore;
• finestre fonoisolanti;
• barriere acustiche artificiali che devono essere obbligatoriamente fonoassorbenti (poste in fregio alle infrastrutture viarie e ferroviarie), modulari (in modo da consentire la rapida sostituzione di loro parti e la loro manutenzione), certificate (da enti anche appartenenti ad altre nazioni con le quali sia in vigore un accordo di reciprocità).
• certificazione e collaudo.

D.M. 19 febbraio 2007Criteri e modalità per incentivare la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione dell’articolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387” (secondo conto energia)
All’interno di suddetto decreto è fornita la definizione di impianto fotovoltaico che corrisponde appunto a “impianto di produzione di energia elettrica mediante conversione diretta della radiazione solare, tramite l’effetto fotovoltaico; esso è composto principalmente da un insieme di moduli fotovoltaici (modul)i, uno o più gruppi di conversione della corrente continua in corrente alternata e altri componenti elettrici minori” che può essere o meno integrato.

La sua potenza nominale (Pn) corrisponde alla potenza elettrica data dalla somma delle singole potenze nominali di ciascun modulo facente parte dell’impianto. Tale parametro serve a distinguere le diverse tipologie (art. 6 comma 1):
• Tipo A): 1 kW ≤ Pn≤ 3 kW
• Tipo B): 3 kW < Pn≤ 20 kW
• Tipo C): Pn > 20 kW
nonché a stabilire la tariffa incentivante, infatti il d.m. precisa che “L’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici, realizzati in conformità al presente decreto ed entrati in esercizio nel periodo intercorrente tra la data di emanazione del provvedimento di cui all’art. 10, comma 1, e il 31 dicembre 2008, ha diritto a una tariffa incentivante” riconosciuta per vent’anni.

Il Conto Energia è un programma che incentiva in conto esercizio l’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica. Il conto energia è stato introdotto in Italia nel 2005, con il d.m. del 28 luglio 2005 (Primo Conto Energia) successivamente regolato da altri decreti, ultimo il Decreto Ministeriale del 05 luglio 2012 (Quinto Conto Energia).
Questo conto ha cessato di applicarsi il 6 luglio 2013, ovvero decorsi 30 giorni solari dalla data di raggiungimento di un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi di 6,7 miliardi di euro, comunicata dall’AEEG con la deliberazione 250/2013/R/EFR (fonte: http://www.gse.it/it).
Il secondo conto energia, d.m. 19/02/2007 , è stato adottato per la realizzazione barriera fotovoltaica antirumore nella tratta autostradale in carreggiata sud in località Marano (TN).

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