Bike sharing free floating, ecco dove trovarlo | Ingegneri.info

Bike sharing free floating, ecco dove trovarlo

Prelievo delle bici attraverso un'app sul cellulare, maggiore libertà di movimento senza dover ricorrere alle stazioni di prelievo

Le bici a ruote piene del bike sharing a flusso libero
Le bici a ruote piene del bike sharing a flusso libero
image_pdf

La nuova frontiera del bike sharing anche in Italia è il free floating, il flusso libero, senza stazioni di prelievo, che complice le potenzialità degli smartphone, anche quelli low cost, consente ai ciclisti urbani di poter prendere a nolo una bicicletta utilizzando un’app dedicata. Le bici arancioni, verdi e gialle da questo autunno stanno colorando alcune città italiane, dalle più grandi ad altre più piccole come Bergamo, Varese e Cremona. Firenze è stato il primo comune italiano a dotarsi di bike sharing free floating nell’agosto del 2017: 85.000 le iscrizioni registrate al servizio gestito da Mobike nei primi 5 mesi con una media di 8000 trips al giorno ed un picco massimo registrato di 11.023 utilizzi giornalieri.

Il tratto distintivo di queste biciclette è di essere cittadine del Mondo, pronte a conquistare l’Italia. Gli operatori al momento attivi nelle nostre città sono Obike, che ha bici sparse da Singapore all’Olanda , Mobike e Ofo invece hanno gli occhi a mandorla mentre GoBee  ha base ad Honk Kong e un Ceo nato a Parigi 28 anni fa. Le bici utilizzate per il bike sharing a flusso libero hanno in alcuni casi ruote piene, quindi senza camera d’aria, leggermente più instabili ma più resistenti alle forature. Vediamo dove trovarle e come utilizzarle.

Torino
Sono tre gli operatori attivi con il bike sharing a flusso libero all’ombra della Mole Antonelliana ma ce ne sono altri tre che hanno fatto richiesta al comune.
Mobike richiede a Torino come a Firenze, Milano, Bergamo e Cremona all’atto di iscrizione al servizio via App un deposito forfettario rimborsabile di un euro. La singola corsa a Torino costa trenta centesimi ma è possibile acquistare degli abbonamenti da 30, 90, 180 e 360 giorni. La durata massima di una corsa gratuita effettuata con un Mobike Pass è di 2 ore: dopodiché verrà applicata la tariffa normale vigente nell’area in questione. I prezzi dell’abbonamento per Torino vanno dai 13 del mensile ai 100 euro dell’annuale. Anche Obike costa 30 centesimi ogni 30 minuti. L’utilizzo del servizio sarà a titolo gratuito per i primi due mesi a fronte del versamento di una cauzione di 5 euro, rimborsabile tramite carta di credito. Gobee.bike costa invece 50 centesimi per 30 minuti. E’ previsto un deposito cauzionale rimborsabile di 15 euro. Non sono necessari contanti per usufruire del servizio e i pagamenti avvengono tramite carte di credito e i principali metodi di pagamento elettronico.

Milano
Sono 12mila le bici free floating assegnate agli operatori dal comune di Milano, 8mila per Mobike e 4mila per Ofo, progressivamente messe su strada.
Per Mobike il prezzo è di 50 centesimi di euro ogni mezz’ora. Gratuita invece la prenotazione della bici e la sua cancellazione. Mobike prevede un punteggio per ogni utente basato su un sistema di credito, che può dare vita a bonus e a sanzioni.

Ofo invece prevede un tariffario più articolato.
• Primi trenta minuti: 20 centesimi.
• Seconda mezz’ora: 30 centesimi
• Tutte le successive mezz’ore: 50 centesimi.
Il costo massimo raggiungibile al giorno è di 5 euro, in sintesi quindi diventa una tariffa giornaliera, che può essere considerata una sorta di tariffa giornaliera per il noleggio della bici (per quanto l’invito di Ofo sia proprio il contrario, ovvero a non tenere bloccato il mezzo se non necessario). Non è previsto deposito.

Roma
Nella Capitale il servizio di bike sharing free floating è partito a novembre del 2017, ma a macchia di leopardo. Nel I e II Municipio troviamo Obike con le sue 1200 bici, per un costo di pedalata di 30 centesimi ogni mezz’ora da pagare con carta di credito o Pay Pal (cauzione 15 euro). La circolazione su due ruote però è consentita su tutto il territorio cittadino.
Gobee.bike invece con le corse base di trenta minuti da 50 centesimi all’ora è stato attivato nel municipio I con evidenti espansioni segnalate dall’app verso il IX Municipio, cioè Eur, Laurentino, Tor di Valle, fino ad arrivare all’Appio-Tuscolano e Cinecittà. Parcheggiando in punti precisi ci sono 90 minuti gratuiti.

Modalità di prelievo e buone pratiche da rispettare
Il sistema di utilizzio del bike sharing a flusso libero è abbastanza simile tra tutti i players attivi nelle città italiane: l’applicazione consente di rintracciare su mappa le bici disponibili, grazie al Gps integrato nel telaio, e di prenotarla. Una volta raggiunta la bici, si deve scansionare con la fotocamera dello smartphone un QrCode presente sulla bici, il cui lucchetto (integrato nel telaio) viene automaticamente sbloccato. Al termine della corsa bisogna chiudere il lucchetto manualmente, e il noleggio finisce.

Mobike ad esempio prevede un punteggio per ogni utente basata su un sistema di credito, che può dare vita a bonus e a sanzioni. Ogni nuovo profilo parte con 100 punti, che possono arrivare fino a 10mila o scendere a 0. In particolare il raggiungimento di una cifra pari o inferiore a 80 farà scattare una sanzione molto salata, per la quale ogni mezz’ora di utilizzo di Mobike comporterà una spesa di 20 euro. A far perdere punti sono azioni come il parcheggio in un’area recintata, il parcheggio non consentito, il danneggiamento del mezzo, dimenticare di bloccare la bici, l’uso di un blocco privato o il trasporto illegale. Dopo due trasgressioni gravi l’account verrà poi cancellato. Se ne guadagneranno invece a ogni corsa compiuta, e segnalazione effettuata di bici rotta o parcheggio errato.
Condividere attraverso una foto la posizione della bici una volta finita la propria corsa attraverso l’app è considerato un comportamento premiante. Tutto il contrario delle bici appese sugli alberi o gettate nelle fontane. Atti di vandalismo che si sono verificati in tutte le città d’Italia. Parcheggiare la bici nelle aree segnalate dagli operatori dei diversi servizi di bike sharing a flusso libero o nelle rastrelliere pubbliche, sono le scelte migliori per assicurare lunga vita alle bici free floating.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Bike sharing free floating, ecco dove trovarlo Ingegneri.info