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Ciclovia Adriatica, nelle Marche 4 milioni per il completamento infrastrutturale

Dai fondi europei un'opportunità imperdibile per comuni marchigiani. Ma serve ancora tanto lavoro per completare i 1300 chilometri dell'infrastrutture ciclabile.

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Finalmente è stato pubblicato, dopo i protocolli siglati a maggio 2017 tra Regione Marche e Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) il bando da 4 milioni di euro per completare il tratto marchigiano della Ciclovia Adriatica, la rete di piste ciclabili lunga 1300 chilometri che congiunge Trieste a Santa Maria di Leuca e che attraversa sette regioni italiane e che corrisponde all’itinerario numero 6 della rete ciclistica nazionale BicItalia.

L’obiettivo è completare con infrastrutture dedicate alla mobilità ciclabile i 190 chilometri di Ciclovia Adriatica che attraversano le province di Pesaro e Urbino fino a quella di Ascoli Piceno. Perché il problema della Ciclovia Adriatica o Corridoio Verde Adriatico è proprio questo: bisogna connettere le infrastrutture ciclabili esistenti ed evitare, come ancora avviene, di dover fare riferimento alla statale 16 per percorrere numerosi tratti fino a Termoli. In Abruzzo ad esempio ci sono progetti che puntano a utilizzare vecchi sedimi ferroviari per completare le connessioni ciclabili e c’è un’intesa con la Regione Marche per realizzare un ponte ciclopedonale sul fiume Tronto. Servirebbe ad unire i rispettivi percorsi ciclabili costieri, mentre in Molise basterebbero altri trenta chilometri di ciclabile per chiudere il cerchio della Ciclovia Adriatica, strumento utile non solo ai turisti per scoprire le diversità della costa Adriatica ma anche alle politiche di mobilità sostenibile dei singoli centri, grandi e piccoli, che ne sono attraversati.

Tornando al bando della Regione Marche per la Ciclovia Adriatica, possono parteciparvi i comuni che si affacciano sulla costa e tutti quelli che, pur non direttamente facenti parte del litorale, sono a questi confinanti e i cui progetti dimostrino di essere collocati lungo la direttrice adriatica.
Il bando incide sul Programma Operativo Regionale relativo al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale per il periodo 2014-2020 e prevede un contributo della Regione Marche fino al 75 per cento del costo dei progetti presentati dai comuni costieri o confinanti, per un massimo di 400mila euro per i progetti presentati da singoli comuni e di 1,5 milioni per i progetti presentati da almeno tre comuni associati.

Questo bando scade il 19 febbraio 2018 e per parteciparvi bisogna accedere alla piattaforma https://sigef.regione.marche.it/: gli interventi dovranno concludersi entro 30 mesi e bisogna sottolineare che sono incluse nel bando anche le spese sostenute a partire dal 2015.

PROGETTI AMMISSIBILI
Progetti relativi alla realizzazione di percorsi destinati alla mobilità ciclo-pedonale lungo la direttrice adriatica. I contributi concessi saranno destinati alla realizzazione di:
– nuovi tratti di percorsi ciclo pedonali (piste e corsie ciclabili, aree ciclopedonali, ecc.)
– nuovi tratti di percorsi ciclo pedonali di connessione alla rete esistente;
– adeguamento di tratti ciclo pedonali preesistenti per la connessione alla rete esistente.
Tutti i percorsi devono realizzare il collegamento più diretto/lineare possibile e devono dimostrare di interessare la fascia costiera lunga la direttrice adriatica.

INTERVENTI FINANZIABILI E SPESE AMMISSIBILI
Sono ammissibili:
– Le spese tecniche, in quanto strettamente necessarie alla realizzazione dell’intervento (progettazione, direzione lavori, collaudi), dovranno rientrare nel limite massimo del 10% dei lavori a basta d’asta e/o affidati in economia (IVA compresa);
– Le spese per la realizzazione di lavori, impianti e forniture, in quanto strettamente legati alla realizzazione dell’intervento ed opere strettamente connesse;
– Le spese per segnaletica e attrezzature strettamente legati alla realizzazione dell’intervento;
– Le spese per espropri ed acquisizione di aree, nei limiti del 10% del costo totale ammissibile dell’intervento;

Per maggior dettaglio si indicano di seguito le spese relative a quanto specificato dall’art. 6 comma 2 della L.R. 38/2012, limitatamente alle lettere a), b), c) e d):
a. realizzazione di sottopassi e sovrappassi ciclabili e ciclopedonali;
b. dotazioni infrastrutturali utili alla sicurezza del traffico ciclistico;
c. costruzione e dotazione di parcheggi attrezzati, liberi o custoditi, e di centri di noleggio riservati alle biciclette, prioritariamente in corrispondenza dei centri intermodali di trasporto pubblico, d’intesa con le società di gestione e presso strutture pubbliche;
d. messa in opera di segnaletica, verticale e orizzontale, specializzata per il traffico ciclistico, nonché di segnaletica integrativa dedicata agli itinerari ciclabili.
L’IVA è ammissibile solo se realmente e definitivamente sostenuta dal Beneficiario finale. L’IVA che sia comunque recuperabile non può essere considerata ammissibile anche ove non venga effettivamente recuperata dal Beneficiario.

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