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Ciclovie e trasporto lento nell’Allegato infrastrutture al Def 2017

Mentre una collaborazione tra Mibact, Agenzia del Demanio, Mit e Mef lancia il progetto “Valore Paese - Cammini e percorsi”, “Connettere l’Italia: i fabbisogni e i progetti infrastrutturali” inserisce anche nove ciclovie tra i progetti nazionali prioritari entro il 2030

La seconda tappa del GRAB, tra il Circo Massimo e le Terme di Caracalla (© GRAB)
La seconda tappa del GRAB, tra il Circo Massimo e le Terme di Caracalla (© GRAB)
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Importante passaggio tra l’ormai superata Legge Obiettivo del 2002 e l’atteso Documento di programmazione pluriennale (DPP), l’elaborazione di “Connettere l’Italia: i fabbisogni e i progetti infrastrutturali”, allegato al Def 2017 pubblicato ad aprile, segna un concreto passo avanti nell’approccio alla programmazione di una parte fondamentale degli interventi sul territorio a scala nazionale, definendone obiettivi strategici che, già anticipati nel Def 2016, comprendono la maggiore accessibilità dei territori, il sostegno alle politiche industriali di filiera e l’aumento della vivibilità e della competitività delle aree urbane attraverso azioni trasversali e sostenibili.

Il nuovo Allegato Infrastrutture guarda temporalmente al traguardo del 2030, anno di riferimento in cui in Europa si prevede il completamento della nuova rete centrale dei trasporti, e ragiona a scala nazionale sul fabbisogno di opere nei delicatissimi ma strategici ambiti delle ferrovie, delle strade e autostrade, dei sistemi di trasporto rapido di massa per le aree metropolitane, di porti e interporti, aeroporti e, last but not least, delle ciclovie.

L’inserimento della mobilità ciclabile dimostra la volontà da parte del governo nazionale di spingere ulteriormente sull’acceleratore della mobilità lenta e sostenibile, strutturandola e definendo meglio il futuro di una situazione italiana che solo nel 2016 ha visto il varo del primo Sistema delle ciclovie turistiche nazionali (inserite per la prima volta nella legge di Bilancio). A ulteriore conferma del finalmente raggiunto interesse, a marzo 2017 presso la Direzione Generale per le strade e le autostrade e per la vigilanza e la sicurezza nelle infrastrutture stradali è stato anche attivato uno specifico gruppo di lavoro che nei prossimi mesi sarà impegnato nella definizione degli standard e dei requisiti minimi per le ciclovie.

Acquisendo l’avvio dei progetti di quattro ciclovie (di cui sono stati firmati i protocolli d’intesa) e il lavoro attualmente in corso su altri cinque percorsi, l’elenco degli interventi indicati come prioritari è composto in tutto da nove tracciati: le già note ciclovie dell’Acquedotto Pugliese (500 km da Caposele, provincia di Avellino, a Santa Maria di Leuca, provincia di Lecce), del Sole (300 km da Verona a Firenze) e VenTo (680 km da Venezia a Torino) e del GRAB – Grande Raccordo Anulare delle Biciclette (44 km attorno a Roma) a cui si sono aggiunti l’anello ciclabile del Garda (febbraio 2017, 144 km attorno al lago) e altre quattro ciclovie, attualmente in fase di progettazione: Sarda, Magna Grecia (tra Puglia, Basilicata e Calabria), Tirrenica (tra Liguria, Toscana e Lazio), Adriatica e Trieste – Venezia (lungo la direttrice Trieste – Lignano Sabbiadoro).

Sul fronte della mobilità sostenibile, il 2017 prevede anche l’aggiornamento di un Sistema nazionale integrato dei trasporti (SNIT) che comprenderà anche le porzioni italiane delle ciclovie della rete EuroVelo (la 5, Via Romea Francigena, la 7, Strada del Sole, e la 8, Ciclovia del Mediterraneo), in un quadro nazionale che tuttavia conferma come l’utilizzo di sistemi di spostamento più sostenibili dovrebbe essere ulteriormente promosso e rafforzato soprattutto nella quotidianità: secondo il censimento del 2011 solo il 3,3% della popolazione utilizza la bicicletta per gli spostamenti quotidiani, a fronte di un incremento di quasi il 50% dei percorsi ciclabili tra 2008 e 2015.

Il riconoscimento ufficiale dell’importanza dello sviluppo della mobilità lenta non trova conferma solo nel suo inserimento nell’Allegato Infrastrutture. Una parallela collaborazione tra Mibact, Agenzia del Demanio, Mit e Mef ha infatti portato al lancio del progetto “Valore Paese – Cammini e percorsi”, che, dopo “Valore Paese – Fari”, nei prossimi mesi coinvolgerà attivamente percorsi pedonali e ciclovie.

L’obiettivo è almeno triplice. Prima di tutto promuovere e favorire l’imprenditorialità delle fasce della popolazione più giovani (anche se non giovanissime): è infatti rivolto agli under 40. Secondariamente valorizzare 103 immobili pubblici (45 di proprietà dello Stato, 50 di enti locali, 10 di Anas) collocati lungo i tracciati di cammini (44 edifici) e ciclovie (59) per cui si immagina un futuro come punti di ristoro e assistenza e hotel e ostelli. In ultimo, fare crescere il turismo lento e più consapevole.

Gli itinerari, pedonali e ciclabili, sono in tutto 7: i 3.000 km della Ciclopista del Sole, che corre dal Brennero a Santa Teresa di Gallura, i quasi 400 km della via Francigena, le ciclovie VenTo e Acqua (lungo il canale principale dell’Acquedotto Pugliese), la via Appia (600 km), i Cammini di Francesco tra Toscana, Umbria e Lazio (450 km) e San Benedetto (400 km) a cui si aggiungono vari e più piccoli tracciati locali.

Il punto di partenza per la realizzazione di Valore Paese-Cammini e percorsi è il lancio di una consultazione pubblica aperta fino al 26 giugno i cui suggerimenti sul riuso degli edifici saranno propedeutici alla pubblicazione dei bandi di gara che metteranno a bando la concessione gratuita degli immobili per 9+9 anni o la concessione di valorizzazione per 50 anni.

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