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Codice appalti: le funzioni del direttore dei lavori

Lo schema di decreto del Mit con le Linee guida per il direttore dei lavori e il direttore dell’esecuzione dei contratti relativi a servizi arriva alle commissioni parlamentari

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Lo schema di decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti con le Linee guida raccomandate dall’Autorità Nazionale Anti Corruzione (Anac) sulle modalità di svolgimento delle funzioni del direttore dei lavori e del direttore dell’esecuzione dei contratti relativi a servizi e forniture, ha ricevuto il parere favorevole della Conferenza unificata Stato-Regioni-Autonomie locali ed il 9 gennaio 2018 è stato trasmesso dal Mit alle commissioni parlamentari competenti in materia.
L’iter del decreto (previsto dall’articolo 111, commi 1 e 2 del D.lgs. n. 50/2016) è ancora lungo e incerto, perché probabilmente dovranno nuovamente esprimersi il Consiglio superiore dei lavori pubblici e il Consiglio di Stato, che avevano licenziato la precedente bozza di decreto, con osservazioni tali da renderne necessaria un nuova stesura.
Il testo del nuovo decreto è composto da 33 articoli suddivisi in:
Titolo I – Il direttore dei lavori (artt. 1-17)
Titolo II –  Il direttore dell’esecuzione dei contratti relativi a servizi o forniture (artt. 18-33)
Titolo III – Diposizioni finali (artt. 30-33).
Il Titolo I, dedicato al direttore dei lavori, è suddiviso in:
Capo I – Profili generali (artt. 1-5)
Capo II – Funzioni e compiti nella fase preliminare (artt. 6-7)
Capo III – Funzioni e compiti in fase di esecuzione (artt. 8-14)
Capo IV – Controllo amministrativo contabile (artt. 15-17).
Conflitto di interessi
Il direttore dei lavori:
a) non potrà accettare altri incarichi dall’esecutore dei lavori fino all’approvazione del certificato di collaudo o del certificato di regolare esecuzione;
b) dovrà segnalare alla Stazione Appaltante l’esistenza di eventuali rapporti intercorrenti con l’aggiudicatario; sarà la Stazione Appaltante a decidere su un eventuale conflitto di interessi, in relazione all’incarico da svolgere;
c) non dovrà avere interessi economici nello svolgimento dei lavori, che dovrà vigilare e dirigere in modo imparziale.
Relazioni con il Rup
Il direttore dei lavori riceve dal Responsabile Unico del Procedimento (Rup)  disposizioni di servizio e istruzioni per:
a) garantire la regolarità dei lavori,
b) l’ordine da seguirsi nella loro esecuzione, quando questo non sia regolato dal contratto,
c) la periodicità con la quale il direttore dei lavori è tenuto a presentare un rapporto sulle principali attività di cantiere e sull’andamento delle lavorazioni.
Resta di competenza del Rup l’emanazione di ordini di servizio all’esecutore in ordine agli aspetti tecnici ed economici della gestione dell’appalto. Nel rispetto delle disposizioni di servizio impartite dal Rup, il direttore dei lavori opera in autonomia in ordine al controllo tecnico, contabile e amministrativo dell’esecuzione dell’intervento.
Il direttore dei lavori, prima della scelta del contraente o della sottoscrizione del contratto, dovrà fornire al Rup i documenti sullo stato dei luoghi e garantire la mancanza di impedimenti in grado di ostacolare lo sviluppo del progetto; previa disposizione del Rup, provvederà alla consegna dei lavori entro 45 giorni dalla data di approvazione del contratto.

Controlli

Il direttore dei lavori:

a) dovrà verificare che in cantiere siano usati i materiali, prodotti e sistemi previsti nel progetto e nel capitolato d’appalto, disponendo i controlli previsti dal Piano d’azione nazionale per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione ed eventualmente altri;

b) durante la fase di cantiere, dovrà accertare il rispetto delle norme sulla sostenibilità ambientale, incluso il riuso e il riciclo dei materiali di scavo.

Subappalto

Il direttore dei lavori dovrà verificare che in cantiere ci siano solo le imprese autorizzate e che svolgano effettivamente le lavorazioni dichiarate nei contratti.

Varianti in corso d’opera

In caso di varianti, il direttore dei lavori:
a) descrive la situazione di fatto ai fini dell’accertamento da parte del Rup della sua non imputabilità alla Stazione Appaltante e della sua non prevedibilità al momento della redazione del progetto o della consegna dei lavori e delle ragioni per cui si rende necessaria la variazione;
b) propone al Rup le modifiche e le varianti dei contratti in corso di esecuzione e relative perizie di variante, indicandone i motivi in apposita relazione.
c) risponde delle conseguenze derivanti dall’aver ordinato o lasciato eseguire variazioni o addizioni al progetto, senza averne ottenuto regolare autorizzazione, sempre che non derivino da interventi volti ad evitare danni gravi a persone o cose o a beni soggetti alla legislazione in materia di beni culturali e ambientali o comunque di proprietà delle stazioni appaltanti.
d) in caso di variazioni al progetto non disposte dal lui stesso, fornisce all’esecutore le disposizioni per la rimessa in pristino con spese a carico dell’esecutore stesso.

Nel caso in cui la Stazione Appaltante disponga varianti in diminuzione nel limite del quinto dell’importo del contratto, il Rup deve comunicarlo all’esecutore tempestivamente e comunque prima del raggiungimento del quarto quinto dell’importo contrattuale; in tal caso nulla spetta all’esecutore a titolo di indennizzo. Per la determinazione del quinto, l’importo dell’appalto è formato dalla somma risultante dal contratto originario, aumentato dell’importo degli atti di sottomissione e degli atti aggiuntivi per varianti già intervenute, nonché dell’ammontare degli importi, diversi da quelli a titolo risarcitorio, eventualmente riconosciuti all’esecutore.

Se la Stazione Appaltante non comunica le proprie determinazioni nel termine fissato, si intendono accettate le condizioni avanzate dall’esecutore. Le variazioni sono valutate in base ai prezzi di contratto, ma se comportano categorie di lavorazioni non previste o si debbano impiegare materiali per i quali non risulta fissato il prezzo contrattuale si provvede alla formazione di nuovi prezzi. I nuovi prezzi delle lavorazioni o materiali sono valutati:
a) desumendoli dal prezzario della stazione appaltante o dai prezzari, ove esistenti;
b) ragguagliandoli a quelli di lavorazioni consimili compresi nel contratto;
c) quando sia impossibile l’assimilazione, ricavandoli totalmente o parzialmente da nuove analisi effettuate avendo a riferimento i prezzi elementari di mano d’opera, materiali, noli e trasporti alla data di formulazione dell’offerta, attraverso un contraddittorio tra il direttore dei lavori e l’esecutore, e approvati dal Rup.
Qualora dai calcoli effettuati risultino maggiori spese rispetto alle somme previste nel quadro economico, i prezzi prima di essere ammessi nella contabilità dei lavori sono approvati dalla Stazione Appaltante, su proposta del Rup. Se l’esecutore non accetta i nuovi prezzi così determinati e approvati, la stazione appaltante può ingiungergli l’esecuzione delle lavorazioni o la somministrazione dei materiali sulla base di detti prezzi, comunque ammessi nella contabilità; se l’esecutore non iscrive riserva negli atti contabili, i prezzi si intendono definitivamente accettati. Il direttore dei lavori può disporre modifiche di dettaglio non comportanti aumento o diminuzione dell’importo contrattuale, comunicandole al Rup.
Contabilità elettronica e semplificata
Nei lavori di importo superiore a 40mila euro, dovranno essere utilizzate piattaforme, anche telematiche, interoperabili a mezzo di formati aperti non proprietari, per non limitare la concorrenza tra operatori. Il sistema di contabilità elettronica dovrà garantire la sicurezza e l’autenticità dei dati inseriti. Nei lavori di importo inferiore sarà sufficiente una contabilità semplificata.

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