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Come sarà VenTo, la ciclovia da 679km tra Venezia e Torino

679 km, un costo stimato di 80 milioni di euro per 500.000 passaggi l’anno, 100 milioni di indotto e 2.000 posti di lavoro sono i numeri di VenTo, un progetto di green economy sempre più concreto

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Mentre è appena stata lanciata la campagna di crowdfunding per la posa di 3.000 segnavia lungo la CicloVia francigena, che, dal Colle del Gran San Bernardo a Roma, si candida a diventare la più lunga della penisola, sono ormai più di cinque anni che si sta sviluppando VenTo, ambizioso progetto di collegare Venezia e Torino attraverso l’attuazione di un percorso ciclabile che, seguendo il percorso del Po, raggiungerebbe i 679 km di lunghezza collocandosi fra le più lunghe piste ciclabili dell’Europa meridionale.

VenTo nasce in seno al Politecnico di Milano, da un gruppo di ricercatori guidato da Paolo Pileri, come progetto di rigenerazione del territorio e green economy dall’ampio respiro ed è oggi sostenuto da importanti partner e sponsor istituzionali (2 regioni, 11 province, 167 comuni, 10 parchi e altre rappresentanze istituzionali tra cui le autorità fluviali AIPO e AdBPO), provenienti dal mondo associativo (tra cui Federazione ciclistica italiana, FAI e ACRI) e quasi 5.000 cittadini che hanno sottoscritto il sostegno all’idea.

Il progetto inizia a trovare concretezza l’11 aprile 2013 con la proposta di un Protocollo d’intesa decennale che, sottoscritto negli anni successivi da centinaia di firmatari tra comuni, provincie e consorzi, in attesa di uno specifico strumento attuativo, affida al Politecnico di Milano il coordinamento progettuale e scientifico e ha l’obiettivo di creare sinergie per promuovere finanziamenti, azioni di consolidamento e comunicazione alla cittadinanza e aumentarne i partner.

Obiettivo che si sta gradualmente concretizzando attraverso una sempre maggiore attenzione del governo nazionale che, dopo le dichiarazioni del giugno scorso del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Del Rio, ha portato al consistente incremento degli stanziamenti previsti nei prossimi tre anni per il potenziamento delle piste ciclabili urbane e per la realizzazione di quelle turistiche, e specificatamente la ciclovia Venezia-Torino (e quindi il progetto VenTo), quella Verona-Firenze (la Ciclovia del Sole) e il Grab (Grande Raccordo Anulare in bici) di Roma.

Dal punto di vista attuativo, secondo il piano elaborato dal Politecnico, VenTo raccorderebbe prima di tutto piste già pedalabili in sicurezza nei territori dei comuni aderenti (15% circa del tracciato) e prevede la creazione ex novo soli 145 km che richiederebbero l’impegno finanziario di 420 euro al metro lineare. Il resto dei percorsi prevede pochi interventi e il recupero e la riconversione dell’esistente (argini, sentieri e strade vicinali) a costi estremamente contenuti (4 euro al metro).
Il costo complessivo previsto di VenTo dovrebbe quindi impegnare circa 80 milioni di euro ripartiti secondo una distribuzione che vede maggiormente interessato il territorio di Alessandria (15,5 milioni), seguito da quelli di Mantova (12,5), Pavia (11) e Rovigo (9).

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La necessità di una mobilità sempre più sostenibile, minori costi economici e sociali, impatti ambientali pressoché azzerati e una nuova strada per il turismo sta portando un po’ ovunque all’incremento dell’utilizzo della bicicletta come mezzo per gli spostamenti e una conseguente maggiore attenzione verso il mondo delle due ruote a pedali, nei centri urbani e sul territorio.

Guardando ad esempio a Londra, città che ha visto negli anni passati l’incremento di oltre il 170% della presenza di ciclisti sulle strade e il sensibile aumento degli incidenti collegati all’utilizzo promiscuo delle strade, il grande appassionato di ciclismo e ciclista amatoriale Norman Foster non più di due anni fa a Londra ha presentato SkyCycle, un futuristico progetto di piste ciclabili sopraelevate che, seguendo il tracciato delle linee ferroviarie, potrebbe realizzare 220 km di percorsi protetti interamente dedicati alle bici, con accesso a pagamento. Sempre a Londra, la sede della multinazionale Gensler ha pensato invece di proporre l’utilizzo dei molti tunnel sotterranei in disuso convertendoli in percorsi ciclabili e pedonali. A livello europeo e territoriale è operativo già da molti anni il network internazionale Eurovelo, che, nato nel 1993 dalla Danimarca, mette in rete oltre 45.000 km di percorsi ciclabili segnalati in giro per il continente (e di cui VenTo si candida a costituire la propaggine meridionale).

In Italia le piste cicloturistiche sono una realtà ancora embrionale che può diventare un’importante opportunità economica. Secondo le valutazioni del Politecnico di Milano, VenTo potrebbe portare 500.000 passaggi l’anno, con un indotto di 100 milioni di euro e 2.000 nuovi posti di lavoro. Realtà pur embrionale, anche nel nostro paese gli esempi virtuosi, e i loro numeri, non mancano: il territorio più sviluppato è la provincia di Trento, dove sono realtà i 200 km delle piste ciclabili lungo l’Adige, della Val di Sole, del Garda e della Valsugana e che ha generato nel 2011 un indotto di 86 milioni di euro (430.000 euro al chilometro).

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