Euromobility, Parma ancora regina della mobilità sostenibile | Ingegneri.info

Euromobility, Parma ancora regina della mobilità sostenibile

Luci e ombre nel rapporto che fotografa il rapporto multiplo degli italiani tra scelte trasportistiche e ambiente: la qualità dell'aria peggiora, e non basta la nuova affermazione dei servizi di sharing free floating

Euromobility 2018
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Parma si riconferma prima in classifica secondo il rapporto Euromobility, giunto alla dodicesima edizione mentre Cagliari è la prima città del Sud in classifica, guadagnando cinque posizioni in più rispetto alle rilevazioni del 2017 e posizionandosi così settima. Seconda in classifica è Milano, terza Venezia mentre ultima è Catanzaro. Il documento racconta di un’Italia dove aumenta il tasso di motorizzazione nelle principali 50 città italiane oggetto delle rilevazioni (+0,8%), anche se cresce il numero di veicoli a basso impatto, fatta eccezione per quelli a metano, che raggiungono complessivamente il 9,5% del parco nazionale circolante. Ma la qualità dell’aria è peggiorata. Vediamo alcuni punti principali del rapporto Euromobility 2018.

Qualità dell’aria, maglia nera a Torino

Nel 2017 si è registrato un leggero peggioramento della qualità dell’aria nelle nostre città. Scendono da 49 a 48 le città in cui si registra una media annuale di PM10 inferiore al limite fissato dalla norma (le uniche a superarlo sono Torino e Padova, rispettivamente con 47 e 42 microgrammi al metro cubo) e da 31 a 28 quelle in cui a essere rispettato è il valore limite annuale del biossido di azoto.

Complessivamente passano da 23 a 20 le città che rispettano tutti i limiti imposti dalla normativa. Vale la pena di elencarle: Ancona, Aosta, Cagliari, Catanzaro, Foggia, Forlì, L’Aquila, Latina, Livorno, Messina, Perugia, Pescara, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Sassari, Siracusa, Taranto, Trieste e Udine.

Che il miglioramento della qualità dell’aria in città nel 2016 era da attribuire in massima parte alle condizioni meteorologiche decisamente più favorevoli di quelle che nel 2015 avevano portato il Ministero dell’Ambiente a emanare un piano di contenimento e stanziare risorse dedicate appare ormai chiaro. Segno che occorrono misure ben più coraggiose e strutturali di quelle fin qui messe in campo.

È anche quest’anno Torino a segnare sia il primato per il maggior numero di giorni di superamento della media giornaliera di PM10, sia a sforare, come unica tra le 50 città, la soglia delle 18 ore all’anno in cui è consentito il superamento del limite orario di 200 microgrammi al metro cubo per il biossido di azoto, con ben 25 superamenti.

Tassi di motorizzazione, Italia schiava dell’auto

Euromobility non dà scampo e rileva che è in aumento con il+0,8%, dal 58,5% al 59,3%, il tasso di motorizzazione in Italia, l’indicatore che misura la consistenza della flotta veicolare in rapporto alla popolazione residente, a conferma del trend inaugurato nel 2015. In aumento anche il dato nazionale (+1,2%). L’Italia si allontana sempre più dalla media europea di circa 49,8 auto ogni 100 abitanti. Nel 2017 il tasso di motorizzazione è in aumento in 49 delle 50 città; fa eccezione solamente Reggio Emilia (-0,60%).

Le città con il maggior indice di motorizzazione sono di nuovo L’Aquila e Potenza, la prima con 76,5 e la seconda con 75,1 auto ogni 100 abitanti, seguite da Perugia (72,7), Campobasso (70,7) e Catania (70,3). Le città più virtuose, dove circola il minor numero di auto per abitante, sono Venezia (42,8), Genova (46,9), Milano (51,3) e Firenze (51,8). A conferma della tendenza degli ultimi 5 anni, anche nel 2017 a Bolzano e Trento si registra un notevole incremento del numero di auto, dovuto alla forte concentrazione di società di noleggio che continuano a stabilire la sede legale in questi Comuni per usufruire di una minore tassazione sull’iscrizione delle nuove autovetture, analogamente a quanto accade da un numero ancor maggiore di anni ad Aosta.

Sempre più spazio delle nostre città è occupato dalle auto, lo testimonia il contemporaneo aumento della densità di veicoli, cioè il numero di autovetture per ogni kmq di territorio, che passa da 807 a 817 auto per kmq. Le città con la più alta densità sono ancora Torino e Napoli, seguite da Milano.

Continuano a migliorare gli standard emissivi dei veicoli. Le autovetture Euro 4 rappresentano ancora la percentuale maggiore in circolazione (28,3% dell’intero parco), anche se in calo rispetto al 2016; i veicoli Euro 5 sono pari al 18,7%, anch’essi in diminuzione, mentre crescono le autovetture Euro 6 (18,9%, erano il 12,2% nel 2016).

Le città del sud continuano ad avere il maggior numero di auto più inquinanti, con Napoli in testa seguita da Catania. Escludendo Aosta, Trento e Bolzano, dove la somma delle percentuali di veicoli Euro 5 ed Euro 6 molto elevata è motivata dalla circostanza che molti operatori del settore dell’autonoleggio trovano conveniente immatricolare in questi Comuni tutta o parte della loro flotta, Torino è la città con più veicoli Euro 5 ed Euro 6 (45,7%), seguita da Prato (43,8%). Si conferma al terzo posto Bologna (42,5%).

Gli italiani si confermano amanti dei motori e non solo quelli delle auto. L’indice medio di motorizzazione relativo ai motocicli è pari a 13,6 motocicli ogni 100 abitanti, decisamente molto più elevato della media europea (dove è pari a circa 6,9). Inalterata rispetto agli scorsi anni la classifica per le due ruote a motore: il tasso di motorizzazione più elevato si registra a Livorno (26,4 ogni 100 abitanti), seguita da Genova (24,2) e Rimini (21,4); mentre le città con meno motocicli e ciclomotori sono Foggia (5,3 ogni 100 abitanti), Venezia (6, 7) e Potenza (7,4).

Foggia conquista il triste primato delle due ruote più inquinanti (70,8% è la somma dei motocicli Euro 0, Euro 1 ed Euro 2), seguita da L’Aquila e Perugia (69,3% e 69,2% rispettivamente), mentre Livorno (37,2%), Firenze (39,8%) e Bolzano (43,9%) annoverano il minor numero complessivo di motocicli Euro 0, Euro 1 ed Euro 2.

La classifica 2018 per i dodicesimo rapporto Euromobility

La classifica 2018 per i dodicesimo rapporto Euromobility

Car e bike sharing, vince il free floating

In netto aumento (+18%) il numero di auto impiegate nei servizi di car sharing a flusso libero (quelli cioè in cui il prelievo e la riconsegna delle autovetture possono avvenire in qualsiasi punto all’interno dell’area prevista dal servizio), che passano complessivamente dalle 5.730 del 2016 alle 6.743 del 2017, anno in cui il servizio è stato attivato anche a Modena. Si segnala l’ingresso di due nuovi operatori: DriveNow (a Milano) e BlueTorino (a Torino, con flotta completamente elettrica).

Stabile, invece, secondo i dati di Euromobility, il car sharing convenzionale, quello cioè in cui l’utente preleva e riconsegna la vettura in parcheggi ben definiti, operativo in 16 delle 50 città del rapporto. Nel 2017 le auto in flotta sono in leggero aumento rispetto al 2016 (+8%), sebbene si sia registrata la chiusura dei servizi di Firenze e Torino. È Roma a contare il numero maggiore di auto in flotta (205), seguita da Palermo (153) e Milano (149). A spiccare in termini di auto in flotta disponibili per abitante è Cagliari (ben 3,1 auto/10.000 ab), seguita a distanza da Palermo e Bolzano (rispettivamente 1,9 e 1,6 auto/10.000 ab). Sono 14 sulle 21 città in cui è attivo un servizio di car sharing (convenzionale o a flusso libero) quelle che offrono anche veicoli con motore elettrico. Spicca la città di Modena, in cui il 100% della flotta è elettrico.

Nonostante la diffusione dei servizi di car sharing sia ormai consolidata a territorio nazionale, si segnala una crescente difficoltà di reperimento dei dati di utilizzo.

Sul fronte delle due ruote aumentano del 4% le bici del bike sharing, il servizio di biciclette condivise presente nel 2017 in 21 delle 50 città dell’osservatorio. Erano 18 nel 2016, a cui si aggiungono nel 2017 Cagliari, Salerno e Sassari. Torino aggiunge 100 biciclette alle 1.200 già disponibili e raggiunge quota 1.300. In testa sempre Milano (4.650 bici), Brescia è la terza città per numero di bici in sharing (390, in aumento rispetto alle 364 del 2016), seconda invece solo a Milano per numero di bici rispetto alla popolazione.

La vera novità del 2017 è però l’arrivo dei servizi free floating, analoghi a quelli di car sharing già consolidati sul suolo italiano, che permettono il prelievo e il rilascio delle biciclette in qualsiasi punto all’interno dell’area prevista dal servizio. Sono 4 gli operatori che, negli ultimi mesi del 2017, hanno importato in Italia i servizi che già svolgevano all’estero: gobee.bike, Mobike, oBike e Ofo. Si segnala tuttavia che, contrariamente al car sharing a flusso libero, questo tipo di bike sharing è stato caratterizzato fin da subito da un maggiore carattere di incostanza, con svariati servizi già disattivati nei primi mesi del 2018 e uno degli operatori (gobee.bike) che ha abbandonato in toto il nostro Paese.

Anche per il bike sharing non è semplice ottenere dei dati sull’utilizzo nelle città oggetto del rapporto Euromobility, con l’ulteriore ostacolo costituito dalla fugacità di alcuni servizi free floating.

Auto verdi, lenta crescita: ma aumentano gli incidenti stradali

Passa dal 9,2% del 2016 al 9,5% del 2017 la quota di auto a basso impatto, cioè a GPL, metano, ibride o elettriche. Si confermano Ancona, Ravenna e Bologna le città con il numero più elevato di auto a basso impatto, in particolare a gas: più di un’autovettura su 5, con Ancona e Ravenna al 21,2% e Bologna al 20,7%. Ultime nella classifica delle auto a basso impatto sono Bolzano, Aosta e Trieste. Come era da attendersi, la presenza dei veicoli a trazione ibrida ed elettrica è, tuttavia, ancora decisamente marginale (presenza dello 0,53%, nel 2016 era dello 0,39%) rispetto a quella dei veicoli a metano e GPL (8,92% del parco). La provincia di Trento raggiunge quasi l’1,5% dell’intero parco auto, seguono Bologna e Milano rispettivamente con l’1,4% e l’1,3%. Taranto, invece, si conferma fanalino di coda con appena lo 0,08% del parco circolante. I veicoli ad alimentazione unicamente elettrica costituiscono lo 0,025% del parco circolante nelle 50 città oggetto del rapporto, ma risultano sostanzialmente concentrati in 7 città: Trento, Bolzano, Firenze, Milano, Reggio Emilia e Roma. Si ferma invece la crescita delle auto a metano, che passano dal 2,50% del 2016 al 2,49% del 2017, una percentuale di presenza nel parco sostanzialmente invariata.

Inalterato il numero di morti sulle strade delle nostre città: Catanzaro conquista il triste primato di città con l’indice di mortalità più elevato e Forlì si conferma la città con il maggior numero di incidenti. Passa da 4,59 a 4,54 il numero di incidenti ogni 1.000 abitanti nelle 50 città, mentre rimane invariato l’indice di mortalità, pari a 0,96 decessi ogni 100 incidenti.

Forlì, con 9,35 incidenti ogni 1.000 abitanti, si conferma anche nel 2017 la città con la maggiore incidentalità, seguita da Bergamo (7,64) e Genova (7,38). I valori più bassi, invece, a Catanzaro (1,73) e Campobasso (2,31), seguite da Reggio Calabria (2,45) e Napoli (2,46). L’indice di mortalità più elevato (numero di morti ogni 100 incidenti) si è registrato nella città di Catanzaro (3,87), seguita da Foggia (3,47). Le città in cui lo scorso anno si sono registrati i valori più bassi, invece, sono Aosta (0 morti), Pescara (0,21) e Firenze (0,38).

Mobility manager, ne mancano 10

Sono 10 su 50 le città nelle quali non è presente il mobility manager di Area, né a livello comunale né a livello provinciale. Si segnala nell’ultimo anno la nomina del mobility manager provinciale di Trento. In 6 casi (Bergamo, Livorno, Modena, Monza, Napoli e Trento) il ruolo di coordinamento è svolto da strutture di livello provinciale, mentre in 3 casi (Milano, Torino e Venezia) è presente sia un Ufficio d’Area a livello comunale sia un Ufficio d’Area a livello provinciale. Nei prossimi mesi ci si attende che nella maggioranza delle città riprendano vigore le attività di mobility management, grazie ai fondi del programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile previsto dall’art. 5 della legge n. 221 del 28 dicembre 2015 e gestito dal Ministero dell’Ambiente. Infatti, sono solo 12 su 50 le città che non godranno del finanziamento, in alcuni casi semplicemente perché non hanno presentato alcun progetto: Aosta, Campobasso, Catania, Catanzaro, L’Aquila, Novara, Palermo, Piacenza, Potenza, Salerno, Terni e Udine. Oltre all’auspicato impulso alle azioni e agli interventi per la mobilità casa-scuola e casa-lavoro, il programma del Ministero favorirà anche la diffusione di metodi e strumenti di valutazione dei benefici associati ai progetti e alle misure che saranno messe in campo. Per fare un confronto live dei dati di questi anni messi in ‘strada’ da Euromobility e per controllare i diversi indicatori, è disponibile un sito dedicato.

Trasporto pubblico, c’è una contrazione del servizio

In 18 città su 50 si registra una riduzione dell’offerta di trasporto pubblico rispetto all’anno precedente secondo Euromobility. In cinque città le riduzioni sono addirittura a due cifre percentuali. I maggiori tagli si sono registrati a Potenza, Catanzaro, Catania, Ferrara e Parma. Semaforo verde invece per Siracusa (+35%), Taranto (+22%) e Messina (+15%).

La maggiore offerta di trasporto pubblico locale (posti*km/ab) si registra a Milano e Venezia, mentre il maggior numero di passeggeri per abitante viaggia, come nei tre scorsi anni, a Venezia, Milano, Roma e Trieste. A Latina, i cittadini utilizzano in media l’autobus soltanto 8 volte in un anno, ad Aosta 13 volte, a Siracusa 18.

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