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Ferrovie turistiche, approvata la proposta di Legge

L’obiettivo è valorizzare le linee dismesse di particolare interesse paesaggistico e culturale

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Ferrovie turistiche, importante passo in avanti: la Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura la proposta di legge (Iacono ed altri – 1178°) concernente l’istituzione di tali ferrovie “mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in un aree di particolare pregio naturalistico e archeologico”. Il provvedimento è stato votato all’unanimità.
“L’individuazione delle tratte ferroviarie ad uso turistico, come indicate nell’articolato – ha spiegato il Ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio – dimostrano che il territorio dispone di potenzialità che meritano di essere valorizzate. Una valorizzazione che sarà esercita attraverso il massimo coinvolgimento delle Regioni”.

La legge si pone come finalità “La salvaguardia e la valorizzazione delle tratte ferroviarie di particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico, che comprendono i tracciati ferroviari, le stazioni e le relative opere d’arte e pertinenze, nonché dei mezzi rotabili storici e turistici abilitati a percorrerle”.

Il decreto indica come rotabili storici “i mezzi ferroviari, motori e trainati, non più utilizzati per il normale esercizio commerciale: a) che abbiano compiuto il 50esimo anno dall’entrata in esercizio del primo esemplare o che abbiano compiuto il 25esimo anno dall’entrata in servizio del primo esemplare e che, per particolari caratteristiche tecniche, estetiche e industriali, siano testimonianza di significative evoluzioni nel campo del trasporto ferroviario nazionale; b) le locomotive a vapore circolanti sulle ferrovie regionali, anche a scartamento ridotto”. Sono considerati rotabili turistici i mezzi che hanno un utilizzo esclusivamente turistico, quali carrozze panoramiche o scoperte.

Nell’ambito del Registro di immatricolazione nazionale, la legge individua una sezione dedicata ai rotabili storici e turistici. L’iscrizione avviene, con oneri a carico del richiedente, a cura dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, che può avvalersi, tramite apposita convenzione, della Fondazione FS Italiane e di altre associazioni di categoria. Nella richiesta di iscrizione, il soggetto proprietario, il concessionario o l’impresa ferroviaria produce la documentazione necessaria a dimostrare l’idoneità del rotabile alla circolazione.
All’articolo 4 si sottolinea che “Le tratte ferroviarie, le stazioni e le relative opere d’arte e pertinenze delle ferrovie restano nella disponibilità dei soggetti proprietari o concessionari, che sono responsabili del mantenimento in esercizio, nonché della manutenzione, della funzionalità e della sicurezza delle medesime infrastrutture, che sono classificate, ai fini della manutenzione ed esercizio, con apposita categoria turistica. Gli interventi di ripristino della tratta ferroviaria nonché quelli relativi al mantenimento in esercizio, alla funzionalità e alla sicurezza dell’infrastruttura sono realizzabili se finanziati nell’ambito del contratto di programma con il gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale ovvero nell’ambito delle risorse destinate da ciascuna regione all’infrastruttura ferroviaria regionale di competenza”.

Per quanto concerne la Gestione del servizio di trasporto turistico e delle attività commerciali connesse, ha carattere imprenditoriale e può essere esercitata esclusivamente dai soggetti proprietari delle infrastrutture, dai soggetti concessionari o dalle imprese ferroviarie. Il soggetto che intende assumere la gestione del servizio di trasporto, ne fa domanda:
a) al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per le tratte di competenza del gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale;
b) alle regioni interessate per le ferrovie regionali.

“Nella domanda il richiedente indica le tratte ferroviarie interessate, la tipologia dei rotabili che intende utilizzare, la frequenza delle corse e le tipologie di attività di promozione turistico-ricreativa che intende esercitare. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti o la regione, acquisiti i pareri del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e delle regioni interessate, ciascuno per i profili di propria competenza, può formulare un diniego motivato entro sessanta giorni dalla ricezione della richiesta, qualora il soggetto, invitato a fornire i necessari chiarimenti e integrazioni, non risulti idoneo alla gestione del servizio. Nel caso di domanda indirizzata alle regioni, queste ultime acquisiscono anche il parere del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per i profili attinenti alla competenza sulle tratte interconnesse alla rete nazionale ai fini della valutazione degli effetti sul sistema ferroviario nazionale”.

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