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Ferruccio Lamborghini: un Centenario eccezionale

Si chiama “Centenario” l’auto che celebra la vita di Ferruccio Lamborghini, figura chiave della grande industria automobilistica italiana

Ferruccio Lamborghini
Ferruccio Lamborghini
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40 esemplari (20 coupé e 20 roadster). Prezzo: circa 1,75 milioni di euro, l’uno. È la Laborghini Centenario, che rimanda appunto ai cento anni dalla nascita di Ferruccio Elio Arturo Lamborghini, presentata all’International Motor Show di Ginevra in scena da oggi.

Un modello in linea con le produzioni della casa, per le quali l’aerodinamica di un design essenziale e innovativo (anche per gli interni, dove il lusso non nega alcun tipo di funzionalità) si è sempre sposata alla potenza di prestazioni fuori dal comune. (Clicca la gallery di seguito per scoprirne il design). E in effetti fuori dal comune è stata proprio la vita di Ferruccio Lamborghini, che degnamente viene celebrata da questo modello.

Esempio fulgido di self-made man italiano postbellico ha messo in atto sin da subito la sua passione per l’elaborazione dei motori modificando veicoli da guerra ormai dismessi e trasformandoli in trattori, per arrivare poi a fondare la Lamborghini Trattori, tra le più grandi aziende produttrici di macchine agricole. Grazie a logiche di mercato apparentemente suicide (altissima qualità, e costanti innovazioni nelle produzioni, a fronte di prezzi molto bassi) il suo spirito imprenditoriale lo portò a primeggiare nel settore, non avendo quasi più rivali.

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Trattori Laborghini – © Sistema Archivistico Nazionale

Diventato uomo di successo e facoltoso, arrivarono quindi i tempi dell’appagamento dei propri desideri, fondamentalmente uno: collezionare auto sportive. Pur avendone sempre avute, grazie ai suoi interventi sui motori originali, adesso poteva averne una diversa per ogni giorno della settimana. Come questa molte bizzarrie si innestano, secondo copione, su leggende che corredano tutte le vite stellari. Vuole una cronaca mai troppo confermata che, dopo alcuni controlli alla seconda Ferrari a cui gli partì la frizione, Lamborghini scoprisse che quelle frizioni erano le stesse che lui montava sui suoi trattori. Ne nacque una lite con Enzo Ferrari che, pur consapevole di rivolgersi al suo miglior cliente, pare avergli detto: “Hai rotto la frizione perché tu sei solo buono a guidare trattori, non le Ferrari”. I due non si parlarono più da quel momento, ma soprattutto Lamborghini decise di produrre auto sportive da sé.

Forte di un’azienda con quasi 5 mila dipendenti all’apice del successo (pur avendo comunque attraversato situazioni debitorie di una certa rilevanza), Lamborghini presentò la sua prima sportiva, la 300 GT, al Salone dell’automobile di Torino nel 1963, per metterla poi in produzione l’anno successivo.

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300 GT – © Lamborghini North Los Angeles

Da quel momento in poi la scalata fu immediata. Nonostante le altalenanti fortune finanziarie (prima con la vendita a Chrysler, poi a Audi), basti pensare che i nomi di alcuni suoi modelli, come Miura, Islero, Espada, Jarama, Countach rimarranno per sempre nelle fantasie supercar di tutti, non solo degli appassionati di settore.

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Tutte riconoscibili dal Toro, che oltre a rappresentare la passione di Ferruccio Lamborghini per la corrida ed essere il suo segno zodiacale, simboleggia l’audacia e la robustezza delle idee, per le quali si è pronti a qualsiasi sacrificio.

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