Glass Bridge: come è stato costruito il ponte della paura made in China | Ingegneri.info

Glass Bridge: come è stato costruito il ponte della paura made in China

Riformulazione attuale del ponte tibetano tradizionale, il Haohan Qiao può accogliere il passaggio contemporaneo di circa 100 persone. Ed è già pronto un suo emulo

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Il 24 settembre scorso è stato inaugurato il “Glass Bridge“, la più lunga passerella pedonale in vetro al mondo. Il ponte, lungo 299,92 m, largo 2 m e sospeso ad una quota di +179,83 m dal terreno, si trova nel geosito Yuntaishan, prossimo al Parco Forestale Nazionale dello Zhangjiajie, entrambe patrimoni mondiali dell’UNESCO siti nella provincia cinese dello Hunan. Tali asperità rocciose sono divenute famose nel mondo anche grazie al film epico di fantascienza “Avatar”; infatti, esse sono state fonte d’ispirazione per il regista James Cameron, da cui ha tratto le “Hallelujah Mountains” di Pandora.

Dal 2014, il ponte è stato oggetto di una curiosa ri-progettazione, la quale ha visto la sostituzione dell’impalcato ligneo con lastre calpestabili in vetro a doppio strato, di spessore pari a 24 mm, dichiarate 25 volte più resistenti di un vetro temperato standard in termini di flessibilità e ad urti da corpo molle. Ogni singola lastra, dal peso ciascuna di 127 kg, è stata movimentata in loco da 4 operai mediante l’impiego di maniglie a ventosa per sollevamento. I cavi tesi principali, in trefoli di acciaio, hanno un diametro nominale pari a 53 mm; nella sezione trasversale della campata formano una catenaria data da 6 elementi totali, tra loro equidistanti. Questi ultimi reggono un’orditura principale composta da 2 travi longitudinali di bordo, in acciaio, e da una secondaria, data da traversi metallici anche a telaio sostenenti l’impalcato vitreo ogni 2 lastre. Le carpenterie metalliche sono state fornite dalla Shanghai Zhenhua Heavy Industries Co., Ltd.

11 - courtesy of China News

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Negli ultimi mesi, 11 ingegneri hanno seguito i lavori condotti da una squadra di 21 operai, distribuiti in un unico turno diurno dalle 7:00 del mattino alle 19:00 serali. I lavori, durati circa 1 anno e mezzo, nelle fasi terminali hanno visto la posa giornaliera di circa 10 lastre di vetro, in una condizione di forte oscillazione dovuta allo stato costruttivo in fieri dell’opera. In tali strutture, infatti, il movimento oscillatorio è inversamente proporzionale al carico di tensione, determinando una crescente stabilità del ponte all’incremento della tensione delle funi o dei trefoli. Così facendo, si riducono i moti pendolari laterali, in particolar modo nella sezione centrale. Circa la retribuzione corrisposta alle maestranze, in considerazione della pericolosità del lavoro in quota, essa è definibile modesta, con una paga giornaliera pari a 400 ¥ (corrispondenti a 55,59 €) per i propri sforzi. Clicca qui per vedere le fasi di lavoro riprese dal volo di un drone sul sito di cantiere.

L’infrastruttura è già stata soprannominata “ponte dei coraggiosi“, per via della buona dose di audacia necessaria per percorrerlo. Molti turisti, infatti, colti da sindrome acrofobica, hanno rinunciato alla traversata accusando attacchi di panico e di isteria. Tuttavia, il ponte è divenuto una vera attrazione del Parco: sono infatti 3.500 i visitatori a farne uso quotidianamente, quota che raggiunge i 15.000 utenti giornalieri durante i weekend. Il brivido è comunque garantito, anche a causa di un incidente occorso proprio pochi giorni fa al camminamento di collegamento al ponte, costituito da una passerella a mensola rispetto al costone della Yuntai Mountain, ad un’altezza di circa 1.080 m. Il 6 ottobre scorso, infatti, una delle lastre vetrate componenti l’impalcato della Skywalk Glass, della larghezza di 68 cm, si è crepata a causa di forze esterne, dovute all’incerta caduta di un oggetto metallico appuntito. Una causa più probabile pare, invece, essere imputabile alla torsione o alla fatica del quadro di metallo contenente il pannello vitreo temperato, in quanto sono proprio i bordi ove esso risulta maggiormente vulnerabile. Secondo gli addetti ai lavori locali, la rottura del vetro è stata scongiurata per via dell’incrinatura di 1 solo dei 3 strati temperati che lo compongono. La superficie superiore è solamente protettiva, progettata per rompersi in caso d’impatto al fine di tutelare i 2 sottostanti strati strutturali, complessivamente in grado di sostenere circa 800 kg di peso a metro quadro.

Ma c’è già un emulo: infatti, la passerella ha funto da prototipo per la progettazione di una ben più ambiziosa per dimensioni, in corso di realizzazione sempre nella regione dello Hunan, e precisamente nel Parco Forestale Nazionale dello Zhangjiajie. Disegnata da Haim Dotan, architetto israeliano già progettista del Padiglione del proprio Paese all’Expo di Shanghai nel 2010, essa sarà lunga 430 m, larga 6 m e collocata a 300 m dal suolo. Potrà accogliere il passaggio contemporaneo di una folla di ben 800 persone.

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