Il ponte di vetro sospeso più lungo del mondo è (di nuovo) in Cina | Ingegneri.info

Il ponte di vetro sospeso più lungo del mondo è (di nuovo) in Cina

Il ponte di vetro pedonale sospeso più lungo del mondo di Hongyagu si estende per 488 m su uno strapiombo profondo oltre 200 m. Ha un piano di calpestio composto dall’unione di 1.077 pannelli di vetro strutturale spessi 4 cm

Hongyagu
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La costruzione di ponti sospesi pedonali continua a segnare record e primati. Dopo che a Zermatt, sulle Alpi svizzere, l’estate scorsa è stato inaugurato il Charles Kuonen bridge, che ancora oggi è l’attraversamento pedonale sospeso più lungo del mondo con la sua campata di 494 m, la Cina ha fatto da sfondo al completamento di un’opera non meno suggestiva: il ponte sospeso con piano di calpestio completamente vetrato di Hongyagu, che con i suoi 488 m di lunghezza, dalla sua apertura, il 24 dicembre 2017, detiene il record mondiale di lunghezza per questa particolare tipologia.

L’infrastruttura, realizzata dall’Hebei Bailu Group nella provincia settentrionale di Hebei, collega due picchi nell’area panoramica di Hongyagu, dove attraversa un profondo canyon rispetto a cui l’impalcato si eleva, svettando, su uno strapiombo profondo oltre 200 m.

Ponte snello sospeso di grande luce, è una passerella a nastro teso che, invece che essere sorretta da una struttura composta da una coppia di cavi a cui sono appese due serie di tiranti, è sostenuta da 12 tiranti metallici. Posizionati simmetricamente sei per lato, e suddivisi in quattro gruppi di tre, corrono lungo i quasi 500 m di lunghezza dell’impalcato, ancorandosi alle pareti rocciose che collegano. Comportandosi come una corda tesa, è una struttura che libera di flettersi in cui maggiore è la tensione applicata al “nastro”, minore è la freccia.

L’impalcato è largo 2 m ed è composto da una lunga struttura reticolare metallica su cui si fissano le balaustre di protezione laterali. Il piano di calpestio è costituito dall’unione di 1.077 pannelli di vetro strutturale spessi 4 cm, che gli danno resistenza, portanza e la trasparenza, sua caratteristica principale e maggiore attrazione del ponte che permette l’apertura sul paesaggio sottostante e ricrea a chi lo percorre la non per tutti piacevole sensazione di camminare nel vuoto.

Il pericolo principale del ponte di Hongyagu, ma anche di tutte le strutture di tipo analogo che per le loro caratteristiche, in primis la snellezza ma non secondariamente le grandi luci che sono chiamate a coprire, vengono largamente impiegate negli interventi in contesti dall’alto valore paesaggistico, è portato dalle vibrazioni, dai rischi di sbandamento laterale e dall’oscillazione prodotte dal peso proprio (che per Hongyagu si aggira sulle 70 tonnellate), dalle persone e dal vento. Per tenere sotto controllo la struttura e le sue deformazioni, è stata quindi prevista e inserita una seconda tensostruttura spaziale tridimensionale, non portante e inclinata, che è stata posizionata al di sotto del ponte ai lati dell’impalcato. È composta da due funi tese ad arco simmetriche che, collegate all’impalcato da serie di tiranti di diverse lunghezze, lo rendono più rigido e stabile e trasferiscono alle pareti rocciose a cui si ancorano le sollecitazioni assorbite in ulteriori quattro punti.

Considerando la particolare storia sismica della Cina e della provincia di Hebei (che nel 1976 è stata colpita dal più grave evento tellurico del XX secolo per numero di morti provocati, le 240.000 vittime del terremoto di Tangshan), il nuovo ponte è progettato per resistere a scosse fino alla magnitudo di 6.0.

Questo nuovo ponte dei record batte il primato stabilito nel 2016 da un’altra infrastruttura realizzata sempre in Cina, il ponte in vetro di Zhangjiajie che, con i suoi 430 m di lunghezza sospesi su uno strapiombo di 300 m, svetta nell’omonimo parco nazionale della provincia meridionale dell’Hunan.

Il completamento di un’opera così complessa e delicata, nata per essere soprattutto un’attrazione turistica per sua natura aperta al pubblico, ha richiesto la stesura e l’applicazione di regole rigide ed estremamente prudenziali sulla sua visitabilità: l’accesso al nuovo ponte è infatti limitato a un massimo di 600 persone contemporanee, nonostante i calcoli sulla sua portanza potrebbero consentire un numero di visitatori di cinque volte superiore. Tale prudenza si è resa necessaria dopo le conseguenze, anche di immagine, dell’incidente che, nel 2016, aveva portato alla temporanea chiusura lo stesso ponte di Zhangjiajie dopo solo 13 giorni dall’apertura: le richieste provenienti da un eccessivo (e imprevisto) numero di visitatori aveva infatti imposto l’avvio di lavori straordinari di manutenzione, e adeguamento, della struttura per garantire la sicurezza nel suo attraversamento.

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