Impregilo si aggiudica l'ampliamento del Canale di Panama | Ingegneri.info

Impregilo si aggiudica l'ampliamento del Canale di Panama

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Il consorzio “Grupo Unido por el Canal”, a cui Impregilo partecipa con una quota del 48%, si è aggiudicato la gara per la realizzazione di un nuovo sistema di chiuse nell’ambito del progetto per l’ampliamento del Canale di Panama. Lo ha reso noto nei giorni scorsi un comunicato ufficiale dell’Autorità del Canale di Panama.
Il gruppo italiano e i suoi alleati (la spagnola Sacyr Vallehermoso, la portoghese Somague, la belga Jan de Nul e la panamense Cusa) dovranno ora costruire il cosiddetto `terzo set di chiuse?, l’opera d’ingrandimento più consistente mai effettuata sul canale di Panama che porterà al raddoppio della capacità di traffico.

L’offerta economica presentata è stata pari a 3,22 miliardi di dollari a fronte dei 3,48 miliardi di dollari del “budget” a disposizione del Committente che rappresentava il tetto massimo dell’investimento. La proposta tecnica, che costituiva la componente più importante ai fini della valutazione, ha ottenuto il miglior giudizio e il miglior punteggio da parte della Commissione. L’aggiudicazione è avvenuta al termine della procedura di gara promossa dall’Autorità del Canale che ha previsto che ciascun Raggruppamento qualificato alla fase finale consegnasse in buste sigillate, in una seduta pubblica dello scorso 3 marzo, sia la propria proposta tecnica sia la propria offerta economica. Nella medesima seduta l’Autorità ha anch’essa depositato in una busta sigillata il proprio “budget” economico che è stato reso pubblico, congiuntamente alle offerte economiche dei Raggruppamenti, nel corso di una cerimonia avvenuta, come noto, lo scorso 8 luglio.

L’accordo siglato prevede la costruzione di nuove chiuse e bacini di conservazione idrica, con i lavori che dovrebbero prendere il via entro i prossimi 42 giorni. Il contratto, si legge nella nota, è il maggiore nell’ambito del più ampio progetto di raddoppio del canale di Panama, che ha un valore stimato in 5,25 miliardi di dollari. L’opera sarà pronta, secondo le previsioni, nel 2014. L’allargamento, che amplierà il già mastodontico complesso di chiuse costruito dagli Stati Uniti all’inizio del secolo scorso e navigabile dal 1914, servirà a far transitare tra Atlantico e Pacifico anche le navi da trasporto più grandi, molto più grandi di quelle per le quali è stato studiato il canale all’inizio del secolo scorso. La qual cosa cambierà molte cose nel trasporto marittimo, con una possibile forte riduzione di costi.

Un progetto che rappresenta una delle opere di ingegneria civile più grandi e importanti mai realizzate. Le due nuove serie di chiuse previste dal progetto consentiranno di incrementare il traffico commerciale attraverso il Canale e rispondere agli sviluppi del mercato dei trasporti marittimi caratterizzato dalla tendenza alla costruzione di navi di maggiori dimensioni e tonnellaggio, denominate Post Panamax, rispetto a quelle che attualmente possono transitare attraverso le chiuse esistenti.

Dal 2014 nel canale centroamericano le misure massime consentite, ovviamente nelle due direzioni, saranno di 366 metri di lunghezza, 49 di larghezza e 15 metri di pescaggio. Un cambiamento non da poco che consente il passaggio da una portata di 4.400 container a una di 12mila. E cambia molto anche nelle prospettive della società di ingegneria e costruzioni italiana, che ora si pone un obiettivo ambizioso: diventare il primo general contractor ‘puro’ al mondo. Non solo dal punto di vista dei ricavi, ma soprattutto delle capacità tecniche. Già nella mattinata del 16 luglio, subito dopo l’ufficializzazione della commessa, la società ha guadagnato a Piazza Affari l’1,23% a 2,46 euro per azione.

La firma del contratto è attesa entro le prossime quattro settimane dalla data della comunicazione. I lavori, per i quali è previsto l’impiego di circa 6000 addetti, dovrebbero essere inaugurati in occasione del centenario dell’infrastruttura.

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