Inquinamento acustico, due decreti armonizzano la normativa | Ingegneri.info

Inquinamento acustico, due decreti armonizzano la normativa

Armonizzazione della normativa e requisiti delle macchine rumorose operanti all’aperto al centro di due decreti sull'inquinamento acustico approvati dal CdM

image_pdf

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare due decreti legislativi sull’inquinamento acustico, in attuazione della delega prevista dalla legge n. 161 del 30 ottobre 2014.

Armonizzazione della normativa nazionale
Il primo decreto legislativo si pone gli obiettivi di:
• armonizzare la normativa nazionale in materia di inquinamento acustico:
• Legge quadro n. 447 del 1995,
• D.P.C.M. 5 dicembre 1997 Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici,
• Dm Ambiente del 29 novembre 2000 sui piani degli interventi di contenimento e di abbattimento del rumore,
• Decreto legislativo n. 194 del 2005, che riguarda il rumore nell’ambiente esterno e nell’ambiente abitativo, compresi i locali pubblici;
• Decreto legislativo n. 13 del 2005 sull’inquinamento acustico originato dall’esercizio delle infrastrutture aeroportuali e di rumorosità degli aeromobili;
• Decreto legislativo n. 81 del 2008 per l’ambiente lavorativo;
• ridurre le procedure di infrazione comunitaria aperte nei confronti dell’Italia in materia di rumore ambientale, in relazione alla direttiva 2002/49/CE, che riguarda i c.d. “grandi protagonisti” del rumore in Europa, ossia i gestori delle principali infrastrutture di trasporti (stradali, ferroviari ed aeroportuali) e dei principali agglomerati urbani. Una procedura di infrazione (n. 2013/2022) concerne la determinazione e la gestione del rumore ambientale, con particolare riferimento alle mappe acustiche strategiche.
• risolvere le criticità normative sull’applicazione dei valori limite e sulle autorizzazioni all’esercizio di sorgenti sonore quali le infrastrutture dei trasporti e le attività produttive;
• mitigare l’inquinamento acustico a salvaguardia delle popolazioni e degli ecosistemi.

Il provvedimento inoltre regolamenta attività particolarmente sensibili al rumore ambientale finora escluse dalle normative:
• impianti eolici,
• aviosuperfici,
• elisuperfici,
• idrosuperfici,
• attività e discipline sportive,
• attività di autodromi e piste motoristiche.

Macchine rumorose che operano all’aperto
Il secondo decreto reca disposizioni per la verifica di conformità delle macchine rumorose operanti all’aperto, importate da Paesi extracomunitari e poste in commercio nella distribuzione di dettaglio senza la certificazione e la marcatura Ce. Saranno gli importatori presenti sul territorio comunitario a farsi carico di tale verifica.
La normativa di riferimento comprende il Decreto legislativo n. 262 del 4 settembre 2002, di attuazione della direttiva 2000/14/CE dell’8 maggio 2000, sull’emissione acustica ambientale delle macchine e attrezzature destinate a funzionare all’aperto, e il decreto del Ministero dell’Ambiente del 4 ottobre 2011, sulla definizione dei criteri per gli accertamenti di carattere tecnico nell’ambito del controllo sul mercato.
Il provvedimento prevede la semplificazione nei procedimenti di autorizzazione degli Organismi di certificazione e nei rinnovi in concomitanza con gli accreditamenti o il loro rinnovo da parte di Accredia. Rafforzata la disciplina sanzionatoria prevista, con maggiori poteri di accertamento e verifica a Ispra.

Leggi anche: Nei Comuni Italiani crescono mobilità sostenibile e rumore

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Inquinamento acustico, due decreti armonizzano la normativa Ingegneri.info