Insediato il Comitato per il Catasto delle Infrastrutture | Ingegneri.info

Insediato il Comitato per il Catasto delle Infrastrutture

Avrà il compito di emanare il regolamento sull’accesso ai dati del Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture (Sinfi)

catasto infrastrutture
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Si è tenuta al Ministero dello Sviluppo economico e del Lavoro la prima riunione del Comitato di coordinamento e monitoraggio, presieduto dal Consigliere giuridico per le comunicazioni e l’innovazione digitale del Mise, l’avvocato Marco Bellezza e composto dai rappresentanti del ministero, di Agcom, Infratel, Agenzia per l’Italia Digitale (Agid), regioni e comuni, che avrà il compito di emanare il regolamento sull’accesso ai dati del Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture (Sinfi).

Dove sono i cavi delle nuove reti? Lo dice il Catasto delle Infrastrutture

L’obiettivo è la mappatura delle infrastrutture di telecomunicazioni in capo a Pa e telco, per costruire il Catasto delle Infrastrutture. Si tratta di  raccogliere i dati detenuti dalle amministrazioni, dagli operatori di telecomunicazioni e da tutti gli altri soggetti pubblici e privati che possiedono o costruiscono infrastrutture di posa utilizzabili per lo sviluppo di nuove reti in fibra ottica, e gli enti gestori di servizi (teleriscaldamento, gas, luce, acqua, energia elettrica e altro ancora). Il primo passo sarà l’emanazione di un regolamento riguardante la disciplina di accesso ai dati del Sinfi.
Secondo i dati forniti da Infratel, solo i comuni della Lombardia e 7 altri comuni (Ravenna, Prato, Senigallia, Corinaldo, Silandro, Terento, Campo Tures) hanno ad oggi comunicato i dati.  La situazione è migliore sul fronte degli operatori anche se al momento risultano inadempienti 430 operatori su 1094 obbligati tra i quali i principali gestori di reti infrastrutturali (Anas, Autostrade, Rfi, Terna).

Il Catasto delle Infrastrutture

Il catasto del sotto e soprasuolo è uno strumento di coordinamento e trasparenza per la nuova strategia per la banda ultralarga. Cittadini, enti gestori delle strade, operatori del sopra e sottosuolo potranno condividere, in formato aperto, tutte le informazioni utili per:

  • promuovere le iniziative private e pubbliche in corso e in particolare le azioni legate alla presente strategia anche nell’ottica del riuso delle buone pratiche;
  • monitorare il progresso degli interventi attuativi in corso rispetto al cronoprogramma descritto;
  • abilitare l’apertura di un mercato delle infrastrutture che consenta di evitare la duplicazione di infrastrutture anche per ridurre gli impatti ambientali e i costi complessivi del sistema anche mediante accordi bilaterali sia tra gli Operatori sia tra gli Operatori e gli Enti pubblici;
  • ottimizzare la progettazione delle infrastrutture a banda ultralarga e migliorare il processo di manutenzione delle stesse;
  • gestire i permessi in modo efficiente, coordinando gli scavi e massimizzando la condivisione delle infrastrutture.

Il Sinfi

Il Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture nasce dalla Direttiva 2014/61/Ue del Parlamento Europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014, finalizzata a “facilitare e incentivare l’installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità promuovendo l’uso condiviso dell’infrastruttura fisica esistente e consentendo un dispiegamento più efficiente di infrastrutture fisiche nuove in modo da abbattere i costi dell’installazione di tali reti.” (art.1, comma 1).

La Direttiva è stata recepita in Italia dal D.Lgs. n. 33 del 15 febbraio 2016; successivamente con il Dm 11 maggio 2016 il Ministero dello Sviluppo Economico ha stabilito le modalità tecniche per la definizione del contenuto del Sinfi, nel quadro della strategia nazionale per la banda ultralarga (Bul)  approvata il  3 marzo 2015 dal Consiglio dei Ministri, che ha l’obiettivo di coprire, entro il 2020, l’85% della popolazione con infrastrutture in grado di veicolare servizi a velocità pari e superiori a 100Mbps garantendo al contempo al 100% dei cittadini l’accesso alla rete internet ad almeno 30Mbps.

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