La legge per Genova: poteri e risorse per il ponte e la città | Ingegneri.info

La legge per Genova: poteri e risorse per il ponte e la città

Oltre alle misure per la ricostruzione del ponte sul Polcevera e il sostegno agli sfollati, alle imprese e ai professionisti, la legge contiene le discusse norme sulle abitazioni abusive di Ischia danneggiate dal terremoto e sui livelli di fanghi industriali consentiti per lo sversamento nel terreno

Genova il ponte Morandi dopo il crollo
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Il Senato ha approvato la legge (già passata alla Camera con 284 consensi) per il ripristino del ponte sul Polcevera e il sostegno agli sfollati e alle imprese di Genova con 167 sì, 49 no e 53 astensioni.
Il provvedimento — oltre a stanziare quasi un miliardo per Genova e a regolare la nuova tariffazione delle autostrade — accelera in nome dell’emergenza post terremoto anche le pratiche di condono edilizio giacenti a Ischia e prevede anche un aumento delle quantità per ettaro di fanghi inquinati che si possono sversare nei campi.

I tempi per la ricostruzione del ponte dovrebbero essere questi: tra fine novembre e inizio dicembre si saprà chi procederà alla demolizione del Morandi, che dovrebbe partire a metà dicembre; ad aprile 2019 comincerà la ricostruzione. Ancora misteriosa l’identità di chi la eseguirà. Il governatore della regione Liguria Giovanni Toti ha così commentato: “Sul ponte Morandi avevo previsto un percorso di 12-15 mesi, ma il Governo ha scelto un percorso più tortuoso. Spero solo che funzioni.

La Regione Marche è pronta a impugnarla per incostituzionalità perché non prevede l’intesa con le Regioni su materie concorrenti in base agli art. 117 e 118 della Costituzione.

Il commissario straordinario

La legge delinea la figura del commissario straordinario per Genova, il sindaco Marco Bucci, specificando che rimarrà in carica per 12 mesi, rinnovabili per non più di un triennio. I poteri del Commissario sono vastissimi, con possibilità di deroga a ogni norma di legge extrapenale, ma non potrà derogare ai vincoli Ue e alle norme del Codice Antimafia, con procedure accelerate per il rilascio del certificato antimafia da parte delle Prefetture, da stabilire con decreto del ministro dell’Interno entro 15 giorni dalla legge di conversione. Il sindaco Bucci ha dichiarato che la legge “risponde per il 95% alle nostre richieste”.

La squadra commissariale

Nel decreto Genova ormai legge, si leggono anche i nomi di diversi tecnici e ingegneri, che affiancheranno il commissario Bucci: si tratta dei subcommissari Ugo Ballerini, direttore generale di Filse (la finanziaria della Regione Liguria, e Paolo Floreani, già procuratore della Corte dei Conti di Torino. Direttore generale della struttura Roberto Tedeschi, ingegnere, già dirigente comunale nel settore Patrimonio e demanio e poi direttore del Coordinamento delle risorse tecnico operative. Direttori amministrativi e finanziari Cinzia Laura Vigneri e Giovanni Librici, dirigenti del Comune di Genova rispettivamente nel settore della Sicurezza aziendale, trasparenza e prevenzione della corruzione e in quello di Contabilità e finanza. Il comandante Domenico Napoli, già nel board del porto, avrà il ruolo di raccordo tra la struttura commissariale e l’Autorità di Sistema portuale. Gian Battista Poggi direttore del settore Strategie e progetti per la città. Tra gli esperti esterni della pubblica amministrazione, Luciano Grasso, ex direttore amministrativo dell’ospedale Galliera ed ex commissario straordinario dell’Asl 3 genovese, il presidente dell’ordine degli Ingegneri di Genova Maurizio Michielini ed Erika Falone, giornalista e collaboratrice dei programmi di Maurizio Crozza, che si occuperà di comunicazione affiancando i portavoce del sindaco.

Interdittiva antimafia

L’interdittiva è una complessa procedura che permette ai Prefetti di escludere un’azienda, pur dotata di adeguati mezzi economici e organizzativi, e costituisce uno dei principali strumenti di contrasto al coinvolgimento di organizzazioni criminali nell’ambito dei rapporti economici tra Pubblica Amministrazione e privati. Nella legge non è stato inserito alcuno specifico riferimento all’applicazione di tali norme anche nell’ambito dei noli a caldo e/o a freddo (noleggio di mezzi nei cantieri o nei lavori) in cui non si applicano le regole degli appalti.

Demolizione e ricostruzione del ponte

Le spese per la ricostruzione del nuovo ponte in Val Polcevera saranno a carico di Autostrade, ma sono stati stanziati complessivamente 360 milioni – 30 milioni annui fino al 2029 – da spendere nel caso la società privata non dovesse rispettare l’impegno o ritardare i pagamenti. La demolizione interesserà 850 metri. Nel corso dei lavori dovrà essere assicurata la viabilità nord-sud su almeno due strade cittadine e le opere non dovranno mettere a rischio i servizi.

Secondo le specifiche tecniche del decreto del commissario, il nuovo viadotto avrà tre corsie, di cui una dinamica (emergenza) e dovrà tener conto dei raccordi con la Gronda autostradale, il cui progetto è approvato. Dovrà anche essere predisposto un adeguato piano di manutenzione con interventi specifici per ogni componente. Nella progettazione dovrà essere effettuata la verifica di robustezza simulando le criticità che possono insorgere per la perdita di componenti essenziali alla statica, come impalcati, stralli o piloni, dovrà inoltre essere sviluppato uno studio specifico che dimostri le zone di rischio sottostanti e prevedere il potenziale collasso dell’opera.
Il commissario procederà all’assegnazione dei lavori con una negoziazione diretta senza pubblicazione (art. 32 della direttiva Ue 24/2014). Alle aziende interessate sarà inviata una lettera d’invito con una specifica tecnica per un progetto preliminare che dovrà rispondere a caratteristiche principali come la previsione della durata del ponte, costi e tempi di realizzazione.

Sostegno al rilancio della città e contributi a imprese e professionisti

Stanziati in tutto 234 milioni di euro, di cui 60 di esenzioni fiscali, 20 per sostegno al trasporto pubblico locale, 20 per la nuova zona franca urbana e 35 per il sostegno alle imprese danneggiate.
I proprietari delle case danneggiate o a rischio potranno ricevere un’indennità di 2.025 euro per metro quadrato per la cessione più 45 mila euro secondo il Programma regionale di intervento strategico e 36 mila per l’improvviso sgombero.
Imprese e liberi professionisti con sede nella zona rossa e che possano dimostrare un calo di fatturato specificato, potranno avere un contributo fino a 200.000 euro, per un tetto massimo di 10 milioni per il 2018.
La cassa integrazione in deroga per i lavoratori privati sarà concessa per 12 mesi ai lavoratori attivi a Genova nel limite di spesa complessivo di 11 milioni per il 2018 e 19 per l’anno successivo (a carico del Fondo sociale per occupazione e formazione dell’Inps).

Il condono per Ischia

Saranno i Comuni a decidere sull’eventuale sanatoria delle abitazioni abusive, che potranno così usufruire del contributo pubblico per la ricostruzione. Entro 6 mesi i tre Comuni colpiti dal sisma dell’isola di Ischia (Casamicciola, Lacco Ameno e Forio), dovranno chiudere le pendenze ancora aperte sugli edifici per i quali è stata richiesta una sanatoria, utilizzando anche la legge n. 47/1985, che consente di sanare case costruite anche in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, idrogeologico e culturale. Non potranno comunque essere sanati gli immobili ubicati in aree sottoposte a vincoli di inedificabilità assoluta. I proprietari che hanno ricevuto condanne penali definitive non potranno aderire alla sanatoria. Il contributo pubblico non vale per gli aumenti di volumetria.

Fanghi industriali

Innalzato di 20 volte, da 50 a 1.000 mg per Kg il limite per elementi come idrocarburi policiclici aromatici, toluene, selenio e berillio, arsenico e cromo totale (cancerogeni), che si possono sversare nei terreni (art. 41). Il meccanismo non è applicabile per i terreni agricoli per i quali valgono i vecchi parametri. La legge non indica chi debba eventualmente bonificare i terreni in cui si sversa, né motivi che giustificano l’inquinamento, né chi dovrà controllare cosa contenga un terreno quando da non agricolo diventa coltivabile.
Una possibile spiegazione è l’emergenza indotta dalle tonnellate di fanghi accumulate nell’ultimo anno soprattutto nelle regioni del Nord, con pericolo di disastro ambientale, tra sentenze della magistratura e interventi normativi d’urgenza, come la delibera della regione Lombardia, poi annullata dal Tar, per un livello di idrocarburi nei fanghi di 10.000 mg per kg.

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