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La mobilità sostenibile secondo Enea

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Enea ha preso parte anche quest’anno alla competizione internazionale Formula ATA – Electric and Hybrid Italy, promossa dall’Associazione Tecnica dell’Automobile con l’obiettivo di favorire soluzioni innovative rivolte di mobilità ecologica ed elevata efficienza energetica.

Due le proposte presentate dall’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. La prima, sviluppata in collaborazione con l’Università degli Studi de L’Aquila, riguarda un veicolo dalle elevate prestazioni energetico-ambientali, che non emette gas inquinanti (ZEV, Zero Emission Vehicle) e presenta elevata efficienza energetica grazie a una fuel cell alimentata a idrogeno gassoso.

Il modello è stato elaborato sulla base del prototipo Urb-E sviluppato da Enea, che già ha partecipato negli scorsi anni a diverse manifestazioni. A differenza del precedente avrà però un gruppo generatore fuel-cell di tipo Pem alimentato a idrogeno, stoccato direttamente a bordo. Per quanto riguarda il dimensionamento del veicolo, è previsto un accumulo a ultracapacitori e una potenza installata di 3 kW per la fuel-cell, a fronte di una potenza massima di trazione di 12 kW.

Il prototipo verrà realizzato il prossimo anno presso i laboratori del centro Enea Casaccia (Roma), come attività collaterale alla collaborazione in corso con l’Università de L’Aquila, nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro sulla Ricerca di Sistema Elettrico.

Il secondo progetto consiste in un sistema di accumulo elettrico misto piombo e ultracapacitori per micro car, veicolo di potenza massima di trazione pari a 4 kW e velocità massima di 45 km/h, che prevede l’impiego combinato di batterie al piombo acido (PbA) di ultima generazione e ultracapacitori (UCs) del tipo Electric Double Layer Capacitors (ELDC).

Completa il sistema, realizzato in collaborazione con l’Università di Padova, un’interfaccia elettronica che realizza il parallelo elettrico, a differente tensione tra pacco batterie a 48 V e modulo UCs, con la funzione di limitare i picchi di corrente erogati e assorbiti dalle batterie durante il funzionamento del veicolo. La logica di gestione del sistema tiene conto delle caratteristiche peculiari di queste due tipologie di componenti: la batteria segue un funzionamento a regime costante, il modulo UCs interviene nei soli transitori di funzionamento del veicolo, fornendo la frazione variabile di potenza e consentendo una maggiore autonomia del veicolo variabile tra il 15 e il 20 per cento.

La sperimentazione del sistema di accumulo misto, attualmente in fase di realizzazione, sarà effettuata presso i laboratori di Casaccia (Roma), e permetterà di valutare i vantaggi e gli eventuali limiti di questo tipo di applicazione. Verranno posti a confronto gli effettivi costi di realizzazione, in vista di applicazioni automotive e anche industriali, in alternativa agli attuali accumulatori agli ioni di litio.

di O.O.

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