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La propulsione aerospaziale ‘ecologica’ ispirata a un insetto

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Far diventare i sistemi di propulsione aerospaziale per sonde e satelliti più ‘ecologici‘ mantenendo comunque elevate le prestazioni dei motori: è l’obiettivo di un progetto europeo coordinato da ricercatori italiani di base a Pisa, avviato circa un anno fa e che nei giorni scorsi ha realizzato con successo la prima fase di collaudo.

Il progetto si chiama Pulcher, acronimo di Pulsed chemical rocket with green high performance propellants, ed è coordinato da Alta spa, spin-off dell’Università di Pisa, che vi partecipa tramite il Dipartimento di chimica e chimica industriale.

Come spesso accade nella ricerca scientifica, l’ispirazione del progetto arriva dalla natura, precisamente dal coleottero bombardiere, insetto che per difendersi espelle ad intermittenza una miscela bollente che deriva dalla decomposizione dell’acqua ossigenata.

Prendendo spunto dal comportamento del coleottero, il progetto è riuscito nell’arco di un anno a collaudare con successo un catalizzatore a base di platino per la decomposizione del perossido di idrogeno ad alta concentrazione HTP (High Test Peroxide) che fungerà da propellente nell’innovativo propulsore aerospaziale ad impulsi.

Realizzato dal team di ricerca dell’ateneo pisano, composto composto da Daniela Belli, Luca Labella, Simona Samaritani e Sara Dolci con la collaborazione di Lucio Torre, Angelo Pasini e Giovanni Pace di Alta, il catalizzatore a base di platino è una parte fondamentale del propulsore poiché permette di sfruttare il perossido di idrogeno al 98% come propellente, accelerando la sua decomposizione ad acqua e ossigeno. La scelta del platino come elemento catalitico, opportunamente supportato su materiali con elevata resistenza termo-meccanica è risultata efficace. La prova è stata condotta integrando il catalizzatore in un prototipo di propulsore monopropellente sviluppato in precedenza da Alta SpA ed effettuando una serie di spari stazionari. Il passo successivo del progetto sarà la realizzazione del propulsore pulsato e l’ottimizzazione del letto catalitico.

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