La ristrutturazione della diga Cavo Diotti, costruita nel 1812 | Ingegneri.info

La ristrutturazione della diga Cavo Diotti, costruita nel 1812

I lavori per la ristrutturazione della diga Cavo Diotti (o diga di Pusiano) sono un buon esempio di come il dialogo con la popolazione possa essere proficuo con queste grandi opere. Ne parliamo con l'ing. Responsabile, Daniele Giuffrè

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La storica diga di Pusiano, Cavo Diotti, costruita nel 1812 è stata oggetto di lavori di ristrutturazione. Dal 19 dicembre 2008 la Regione Lombardia è diventata proprietaria del Cavo Diotti, del fabbricato della Casa del Camparo e di tutti i terreni annessi ivi compreso il canale di adduzione e di scarico della diga. Contemporaneamente all’acquisizione del manufatto la Regione Lombardia ha affidato la gestione operativa delle opere al Parco Regionale della Valle del Lambro.

Dallo scorso ottobre, per circa un anno, sarà collaudata al fine di testare questo strumento idraulico per le diverse condizioni ambientali e meteorologiche che interesseranno la valle.
La funzione principale della diga Cavo Diotti è quella di trattenere le piene del fiume Lambro e al contempo mantenere basso il livello del Lago di Pusiano, al fine di evitare l’allagamento anche dei principali comuni attraversati dal Lambro come Monza, Cologno Monzese e Milano.

Contesto territoriale

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Posizione del canale Cavo Diotti

Il Cavo Diotti è l’opera idraulica che a partire da inizio ‘800 regola il lago di Pusiano e di conseguenza il fiume Lambro. L’opera è stata via via abbandonata fino al 2008 quando è stata acquisita dalla Regione Lombardia per una sua successiva ristrutturazione.
Il manufatto, che si trova nel comune di Merone (provincia di Como, CO), è costituito da tre elementi:
un primo tratto di canale a cielo aperto che collega il lago al manufatto di regolazione;
un edificio in cui sono alloggiate le opere di regolazione della diga;
un ultimo tratto costituito da un canale interrato.
Nel caso di particolari eventi meteorologici, il Cavo Diotti viene chiuso per diminuire la portata del fiume Lambro già ingrossato da tutti i suoi affluenti per poi riaprire lo scarico della diga quando nel fiume Lambro è passata l’ondata di piena.
Fin qui la gestione sembra semplice. Tuttavia la chiusura dello scarico comporta il rapido innalzamento del livello del lago sulle cui sponde esistono gli abitati di Merone, Rogeno, Bosisio Parini e Pusiano. Per questo motivo durante gli eventi particolarmente intensi, quasi sempre concentrati nei mesi di novembre-dicembre e aprile-maggio, la regolazione è un continuo aprire e chiudere di paratoie di giorno e di notte spesso per diversi giorni di seguito.
Pertanto, in breve, si tengono aperte o parzialmente aperte le paratoie fintanto che il Lambro nella zona fino a Monza è in grado di ricevere le acque di scarico, poi si chiude per il periodo della piena e poi si riapre ancora” (fonte: cavodiotti.it)

Tabella 1 – Dimensioni diga di Pusiano

Superficie lago 5.50 milioni di metri quadrati
Volume di invaso 12.705 milioni di metri cubi
Volume d’invaso massimo prima dell’esondazione 18 milioni di metri cubi
Quota zero dell’idrometro di riferimento +260.05 m slm

Lavori di ristrutturazione
Immaginiamo per un momento che non ci sia la diga di Pusiano. In un evento meteo significativo il Triangolo Lariano, quel complesso montuoso posto tra Como, Lecco e Bellagio, è in grado di riversare nella valle una portata stimata di circa 220 m3/s. Se a questo aggiungiamo le portate degli affluenti che si riversano nel fiume Lambro nel tratto tra il Triangolo Lariano e Monza la portata del fiume Lambro raggiungerebbe facilmente la portata di picco di circa 300 m3/s. Il problema è che la valle del Lambro, ad esempio nella zona monzese, con portate di soli 90 m3/s si hanno significative esondazioni che interessano un territorio abitato da decine di migliaia di persone. Da questa breve descrizione appare chiara la funzione strategica della diga: trattenere le acque provenienti dalle montagne prima che queste arrivino nei centri abitati, rilasciandola nei tempi e nei momenti più opportuni”.

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Individuazione degli interventi sull’opera Cavo Diotti

I lavori di ristrutturazione hanno riguardato:
– Manutenzione del canale di adduzione;
– Spostamento delle paratoie;
– Realizzazione della grigliatura;
– Rifacimento delle bocche sotto la casa di guardia;
– Stabilizzazione del tratto tombinato (tombotto), attraverso la realizzazione di una corazzatura del pavimento in pietra e di spritzbeton sulla volta di copertura;

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Opere di stabilizzazione del tratto tombinato

Allestimento di sistemi di telemonitoraggio
Dal punto di vista del cantiere, vista l’entità dei lavoriè stato necessario mettere in secca il canale, per tale ragione sono state costruite delle ture con la funzione di isolare gli organi di manovra per un tempo di 270-365 giorni. Nel corso del cantiere per due volte le ture di protezione del cantiere sono state rimosse per far fronte a eventi meteorologici particolarmente intensi (luglio e novembre 2014).

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Registrazione del livello idrometrico nel novembre 2014 durante il cantiere e in occasione degli eventi alluvionali concomitanti

Misure di salvaguardia intraprese durante i lavori
È stata fondamentale, prima di intraprendere l’attività di cantiere volta alla ristrutturazione dell’opera idraulica, fornire una corretta informazione sui rischi correlati che potevano verificarsi sul territorio circostante (fonte: cavodiotti.it)
Affinché i lavori fossero correttamente eseguiti occorreva mettere in secca il canale, quest’operazione significava la possibilità che durante gli eventi di piena si verificassero delle esondazioni del fiume Lambro e del lago di Pusiano”.
Non si trattava di intervallo di tempo limitato ma di un anno di cantiere e di lavori: “prima di dare avvio ai lavori abbiamo svolto più di venti incontri in altrettanti Comuni per presentare ai cittadini il progetto e spiegare loro quali erano i rischi connessi al cantiere. Per meglio comunicare questi rischi abbiamo preparato e diffuso ai venticinquemila bambini delle elementari un fumetto “Cavo Diotti: la diga nascosta”. Poi con le Province, le Prefetture e la Regione abbiamo organizzato la prima esercitazione di Protezione Civile relativa alla possibile “emergenza diga” che ha interessato 24 Comuni. Fatto tutto questo abbiamo avviato il cantiere nel 2014, l’anno più piovoso della recente storia. Tutto quello che avevamo previsto nelle serate, nel fumetto e nell’esercitazione è accaduto tra il 15 e 16 novembre 2014. I danni lungo la valle sono stati in gran parte limitati proprio per la preparazione, primi fra tutti, dei cittadini”, asserisce l’ing. Daniele Giuffrè, ingegnere responsabile della diga.

Telemonitoraggio in tempo reale

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Dati registrati il 3 gennaio 2016 (http://www.cavodiotti.it/dati.html)

Al momento l’opera idraulica è soggetta ad un’operazione di collaudo e i dati aggiornati e monitorati sono disponibili al link “http://www.cavodiotti.it/dati.html“. La schermata che compare mostra innanzitutto, in tempo reale, le condizioni di apertura delle due paratoie, chiamate Castore e Polluce, e poi mostra il livello del lago, riferito alla quota dell’idrometro del Diotti : +260.05 m slm, il livello di riempimento del lago, il 100% identifica l’inizio dell’esondazione nella piazza di Pusiano, e infine la portata rilasciata al fiume Lambro.

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